Covid e anziani. Studio italiano: “Non sottovalutare malattia anche se con sintomi lievi, serve una maggiore vigilanza e più protratta”

Covid e anziani. Studio italiano: “Non sottovalutare malattia anche se con sintomi lievi, serve una maggiore vigilanza e più protratta”

Covid e anziani. Studio italiano: “Non sottovalutare malattia anche se con sintomi lievi, serve una maggiore vigilanza e più protratta”
I risultati di una ricerca epidemiologica condotta nella fase pre-vaccino da Università di Firenze, Aou Careggi, Usl Toscana Centro e Iss confermano che il Covid-19 aumenta il rischio di morte sia negli anziani ospedalizzati che in quelli non ospedalizzati; in entrambi i casi, la mortalità cresce con il grado di vulnerabilità. Lo studio pubblicato sul Journal of the American Medical Directors Association

La Sanità pubblica deve portare attenzione anche alle persone anziane meno vulnerabili e non ospedalizzate colpite da Covid perché la malattia nei loro confronti può rivelarsi insidiosa nel lungo periodo.
 
È il messaggio che arriva da uno studio epidemiologico “Covid-19, Vulnerability, and Long-Term Mortality in Hospitalized and Nonhospitalized Older Persons”, pubblicato sul Journal of the American Medical Directors Association, a cura della Università di Firenze, Azienda ospedaliero-universitaria Careggi, Azienda USL Toscana Centro (ATC) e Istituto Superiore di Sanità.
 
I ricercatori, diretti da Mauro Di Bari, docente di Medicina interna dell’Ateneo fiorentino e direttore della Scuola di specializzazione di Geriatria hanno confrontato, nel periodo marzo-novembre 2020, prima dell’avvento del vaccino, i dati sulla mortalità a un anno di soggetti ultra 75enni con Covid o altre patologie distinguendo tra coloro che sono stati ricoverati (a Careggi o in altri ospedali dell’Atc) e quanti hanno fatto solo accesso al Pronto Soccorso senza poi essere ricoverati.
 
I dati confermano che il Covid-19 aumenta il rischio di morte sia negli anziani ospedalizzati che in quelli non ospedalizzati; in entrambi i casi, la mortalità cresce con il grado di vulnerabilità, che è valutata grazie al Codice Argento Dinamico (Cad), classificazione in quattro livelli messa a punto dallo stesso gruppo di ricercatori.
 
In particolare, secondo quanto rilevato dalla ricerca, nei non ospedalizzati l’eccesso di mortalità dovuto al Covid-19 è maggiore, in termini relativi, nei soggetti meno vulnerabili rispetto ai soggetti più vulnerabili. Infatti, negli anziani inseriti nella classe 1 Cad (meno vulnerabili) la mortalità è stata del 14,2% in presenza di Covid e del 2,9% in assenza della malattia, quasi 5 volte maggiore. Al contrario, negli anziani appartenenti alla fascia a maggior rischio (classe 4 di vulnerabilità Cad) la mortalità è stata del 46,7% in presenza del Covid e del 26% in sua assenza, quindi con un rapporto di 2:1.
Inoltre, mentre nei soggetti ospedalizzati la percentuale di mortalità è più alta nel primo mese di trattamento della patologia e si stabilizza nei mesi successivi, nei soggetti non ospedalizzati il rischio resta rilevante per un periodo più prolungato.
 
“Fin dall’inizio della pandemia, la mortalità associata al Covid-19 è risultata assai più elevata nei pazienti definiti fragili o, più appropriatamente, vulnerabili, ma gli studi fin qui condotti – spiega Di Bari, sottolineando la novità della ricerca – avevano preso in considerazione solo soggetti ricoverati, si erano limitati alla mortalità ospedaliera e non consentivano il confronto con pazienti senza Covid-19.
 
Lo studio – aggiunge – suggerisce l’opportunità di una vigilanza maggiore e più protratta nei confronti di soggetti anziani meno vulnerabili colpiti dal Covid-19, per quanto le loro condizioni iniziali e i sintomi lievi non richiedano l’ospedalizzazione: il rischio di complicanze anche gravi e tardive non deve essere trascurato. Alla luce di questa analisi, condotta come si è detto nel periodo precedente alla comparsa del vaccino – conclude – , possiamo affermare che è stato assolutamente opportuno estendere la vaccinazione a tutte le categorie di anziani indipendentemente dal grado di vulnerabilità, perché il vaccino è lo strumento principe della prevenzione degli effetti gravi del Covid-19”.

27 Gennaio 2022

© Riproduzione riservata

Ebola, hantavirus, caldo estremo: l’Oms lancia l’allarme su tre fronti. “L’epidemia in Congo corre più veloce della risposta”
Ebola, hantavirus, caldo estremo: l’Oms lancia l’allarme su tre fronti. “L’epidemia in Congo corre più veloce della risposta”

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha tracciato oggi il bilancio di tre emergenze sanitarie che tengono banco in diverse parti del mondo. Nel briefing stampa di questa mattina, il direttore generale...

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell’estate: “Attenzione ai sensori per la glicemia”
Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell’estate: “Attenzione ai sensori per la glicemia”

Una lettura della glicemia completamente sballata, una dose di insulina superiore al necessario e una grave ipoglicemia da correggere durante la partita con l'equivalente di dieci lattine di cola. L'episodio...

Ebola. Primo caso importato in Europa. L’Ecdc: “Il rischio di trasmissione sostenuta è molto basso, ma serve preparazione”
Ebola. Primo caso importato in Europa. L’Ecdc: “Il rischio di trasmissione sostenuta è molto basso, ma serve preparazione”

Il primo caso importato di Ebola in Europa dall'inizio dell'attuale epidemia è stato confermato in Francia. Un medico, rientrato dalla Repubblica Democratica del Congo, è risultato positivo al virus. La...

Hantavirus. Gli Usa chiudono il monitoraggio: nessun caso positivo. Kennedy Jr.: “Proteggere gli americani è la nostra priorità assoluta”
Hantavirus. Gli Usa chiudono il monitoraggio: nessun caso positivo. Kennedy Jr.: “Proteggere gli americani è la nostra priorità assoluta”

Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (Hhs) ha annunciato oggi la conclusione della risposta sanitaria federale all'esposizione al virus Hantavirus associata alla nave da crociera...