Covid. La britannica AstraZeneca produrrà e distribuirà il vaccino sviluppato a Oxford e Pomezia

Covid. La britannica AstraZeneca produrrà e distribuirà il vaccino sviluppato a Oxford e Pomezia

Covid. La britannica AstraZeneca produrrà e distribuirà il vaccino sviluppato a Oxford e Pomezia
“Unendo le forze possiamo accelerare la produzione globale di un vaccino in grado di combattere il virus e di proteggere le persone da questa pandemia”, ha detto il CEO di AstraZeneca, Pascal Soriot. “Questo accordo non è importante solo per il progetto in sé, ma per tutta la comunità", ha aggiunto Matteo Liguori, ad di Irbm. "Come già dichiarato dalla Oxford University, si prevede di operare secondo un modello senza profitto durante il periodo della pandemia e questo nobilita ancora di più questa intesa appena raggiunta".

AstraZeneca produrrà e distribuirà il vaccino al quale stanno lavorando l’Università di Oxford e la biotech Advent-Irbm di Pomezia e la cui sigla è ChAdOx1 nCoV-19.
Lo ha annunciato la pharma britannica questa mattina. Sono 70 i candidati vaccini per COVID-19 in fase di sviluppo. Gli esperti contano di arrivare al candidato di successo in 12-18 mesi.
 
“Unendo le forze possiamo accelerare la produzione globale di un vaccino in grado di combattere il virus e di proteggere le persone da questa pandemia”, ha detto in una nota il CEO di AstraZeneca, Pascal Soriot.
La scorsa settimana lo Jenner Institute and Oxford Vaccine Group ha iniziato la sperimentazione su un gruppo di volontari. I primi dati sono attesi per maggio.
"Il recente accordo tra lo Jenner Institute, l'Università di Oxford e AstraZeneca è molto importante per l'accelerazione e lo sviluppo internazionale del vaccino contro il Covid-19. AstraZeneca è una multinazionale che possiede una grande rete di distribuzione, una grande capacità di sviluppo e anche di produzione. Per questo ci congratuliamo con lo Jenner Institute e l'Università di Oxford per avere avuto la possibilità di concludere questo accordo che non è importante solo per il progetto in sé, ma per tutta la comunità", ha aggiunto Matteo Liguori, ad di Irbm.
 
"Questo perché– ha proseguito Liguori – come già dichiarato dalla Oxford University, si prevede di operare secondo un modello senza profitto durante il periodo della pandemia e questo nobilita ancora di più questa intesa appena raggiunta".
 
"Il traguardo di avere a ottobre il vaccino in distribuzione è molto ambizioso – ha concluso Liguori – Certamente tutto il sistema che deve essere coinvolto in questo processo sta lavorando alacremente e in maniera molto veloce. Anche questo nuovo patto con AstraZeneca sarà fondamentale per permettere di lavorare in parallelo e farsi trovare pronti in tempi molto veloci nel momento in cui il vaccino sarà validato. I test in Inghilterra sull'uomo sono iniziati da pochi giorni, ci vorrà del tempo perché si possano avere dei risultati chiari e stabili. Per ora la cosa importante è che i test siano iniziati e vadano avanti secondo il programma prestabilito".

30 Aprile 2020

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