Covid, le lezioni apprese. La gestione della pandemia in Germania, Israele e Usa

Covid, le lezioni apprese. La gestione della pandemia in Germania, Israele e Usa

Covid, le lezioni apprese. La gestione della pandemia in Germania, Israele e Usa
In uno studio pubblicato da Plos One, i ricercatori dell’Università di Padova e dell’IIASA (International Institute for Applied Systems Analysis) hanno confrontato le strategie di blocco e l’introduzione del vaccino in Germania, Israele e Stati Uniti durante l’epidemia di Covid.

Quando la pandemia COVID-19 ha colpito il mondo all’inizio del 2020, i Paesi hanno applicato misure molto diverse tra loro per limitare la diffusione della malattia. I responsabili politici non potevano attuare una strategia ottimale di blocco a lungo termine poiché non sapevano quando sarebbe stato sviluppato un vaccino.

Pur avendo riscontrato successo nel ridurre le infezioni e salvare vite umane, le misure di blocco hanno avuto un forte impatto negativo sull’economia e hanno messo a dura prova il benessere mentale e sociale delle popolazioni.

Determinare la strategia di blocco più efficace aspettando lo sviluppo di un vaccino è quindi importante non solo per quella attuale, ma anche per eventuali altre pandemie che potrebbero verificarsi in futuro.

In un nuovo studio pubblicato su Plos One, i ricercatori dell’Università di Padova e dell’IIASA (International Institute for Applied Systems Analysis, con sede in Austria) hanno analizzato come l’aspettativa di un vaccino modifichi le misure politiche ottimali e come queste misure politiche debbano essere modificate al momento dell’approvazione di un vaccino.

I ricercatori hanno confrontato le strategie di blocco e l’introduzione del vaccino in Germania, Israele e Stati Uniti. Sebbene tutti e tre i Paesi siano altamente sviluppati e abbiano i mezzi finanziari per permettersi le dosi di vaccino necessarie, le loro strategie di vaccinazione e l’adattamento delle misure politiche al momento dell’approvazione dei vaccini sono state molto diverse.

Mentre la campagna di Israele è stata attuata in un tempo molto breve, con una piccola intensificazione seguita da un precoce allentamento delle misure di mitigazione, la Germania e gli Stati Uniti hanno lottato con alcuni problemi che hanno portato a un allentamento meno rapido delle misure di blocco.

Per capire quale sia la migliore strategia possibile, i ricercatori hanno utilizzato il modello Susceptible, Infected and Recovered (SIR), comunemente usato negli studi epidemiologici, introducendo come variabili l’intensità del blocco e il tempo di arrivo sul mercato del vaccino.

I ricercatori hanno riscontrato che l’aspettativa di un vaccino porta a una chiusura più rigida volta a contenere le infezioni prima che il prodotto sia disponibile e possa permettere alle persone di superare l’infezione.

Hanno anche scoperto che le misure di blocco sono state intensificate per un breve periodo di tempo, anche dopo l’approvazione del vaccino, fino al momento in cui una sufficiente percentuale della popolazione è stata vaccinata, proteggendo così dal sovraccarico il sistema sanitario della Nazione.

“Lo studio non solo ci aiuta a comprendere meglio le dinamiche della pandemia di COVID-19, ma potrebbe anche aiutare i responsabili politici a mitigare l’effetto di nuove varianti virali o di nuove pandemie in modo da bilanciare in modo più efficace le pressioni sulla salute umana, sul benessere e sull’economia”, conclude Michael Freiberger, coautore dello studio.

Fonte: Plos One 2022

07 Settembre 2022

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