Covid. Nell’autunno 2023 efficacia vaccini fino al 67% per prevenire rischio ospedalizzazione e morte. Ma dopo 3-4 mesi calo a ≤55%

Covid. Nell’autunno 2023 efficacia vaccini fino al 67% per prevenire rischio ospedalizzazione e morte. Ma dopo 3-4 mesi calo a ≤55%

Covid. Nell’autunno 2023 efficacia vaccini fino al 67% per prevenire rischio ospedalizzazione e morte. Ma dopo 3-4 mesi calo a ≤55%
Questo quanto emerso dal rapporto dell'Ecdc nelle popolazioni residenti in Belgio, Danimarca, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Spagna (Navarra) e Svezia nella campagna vaccinale dello scorso anno. Gran parte di questa diminuzione viene attribuita alle nuove varianti di Sars-CoV-2 che sono diventate dominanti, all'aumento del tempo trascorso dalla vaccinazione ricevuta a ottobre, o persino a distorsioni. LO STUDIO

L’efficacia della dose di vaccino monovalente XBB.1.5 Covid-19 contro l’ospedalizzazione dovuta a Covid per la prima finestra di osservazione di otto settimane dall’inizio delle campagne vaccinale ad ottobre del 2023 è stata del 65% (95%CI: 56-71) e del 64% (95%CI: 55-72), rispettivamente, tra la popolazione di età ≥80 e 65-79 anni L’efficacia del vaccino contro i decessi correlati al Covid è stata del 67% (95%CI: 41-81) e del 67% (95%CI: 43-81) rispettivamente nella popolazione di età ≥80 e 65-79 anni.

Questo quanto emerso dal rapporto dell’Ecdc con le nuove stime aggregate di efficacia (VE) per la dose di vaccino monovalente Pfizer XBB.1.5 contro l’ospedalizzazione e la morte correlata al Covid nelle popolazioni residenti in Belgio, Danimarca, Italia, Paesi Bassi (solo fino a dicembre 2023), Norvegia (solo fino a febbraio 2024), Portogallo, Spagna (Navarra) e Svezia (copertura dei dati fino al 15 aprile 2024) nella campagna vaccinale dello scorso anno.

L’efficacia del vaccino contro l’ospedalizzazione dovuta al COVID-19 è diminuita costantemente durante il periodo di studio, fino al 38% (95%CI: 31-45) e al 48% (95%CI: 40-55) tra la popolazione di età ≥80 e 65-79 anni, rispettivamente, dal 1° gennaio al 25 febbraio 2024. Gran parte di questa diminuzione può essere attribuibile alle nuove varianti di Sars-CoV-2 che sono diventate dominanti, all’aumento del tempo trascorso dalla vaccinazione nella maggior parte della popolazione vaccinata che l’ha ricevuta a ottobre, o persino a distorsioni, come un impoverimento di individui suscettibili. Tra febbraio 2024 e aprile 2024, le stime avevano una precisione molto bassa o non potevano essere elaborate in alcuni siti.

Le stime di efficacia del vaccino contro i decessi correlati al Covid sono diminuite in modo simile all’efficacia vaccinale contro l’ospedalizzazione per gli ≥80enni, ma solo marginalmente tra il gruppo di età compresa tra 65 e 79 anni. Dal 1° gennaio al 25 febbraio 2024, l’efficacia vaccinale contro i decessi è stata del 40% (95%CI: 25-51) per gli ≥80enni e del 54% (95%CI: 24-71) per i 65-79enni. Tra febbraio e aprile 2024 le stime avevano una precisione molto bassa o non potevano essere elaborate in alcuni siti.

Nel complesso, i risultati di questo studio indicano che la dose autunnale del 2023 è stata efficace nel ripristinare la protezione contro l’ospedalizzazione e la morte correlata al Covid Tuttavia, l’efficacia del vaccino è diminuita nel tempo e ha raggiunto ≤55% dopo gennaio 2024.

03 Dicembre 2024

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