Covid. Pregliasco: “Balzo di nuovi casi, non è il momento di abbassare la guardia”

Covid. Pregliasco: “Balzo di nuovi casi, non è il momento di abbassare la guardia”

Covid. Pregliasco: “Balzo di nuovi casi, non è il momento di abbassare la guardia”
“Per il momento è assolutamente consigliabile mantenere l'uso delle mascherine, meglio se Ffp2, nei luoghi chiusi e nelle situazioni a rischio come strumento di protezione individuale. Questo vale soprattutto per i soggetti fragili. In termini precauzionali sicuramente sarebbe meglio che si continuasse anche a portare la mascherina in classe fino al termine dell'anno scolastico".

Dopo un lungo periodo in cui i casi di Covid si erano in qualche modo stabilizzati, dopo il weekend di Pasqua l’Italia torna a fare i conti con la salita della curva pandemica.

Dal primo aprile molte delle misure restrittive volte a frenare l’ascesa dei contagi da Covid sono venute meno e si è diffusa l’errata sensazione che il Covid fosse ormai scomparso. La verità è che il virus è ancora presente e che i contagi continueranno ancora per diverso tempo. Ecco perché, se non vogliamo correre il rischio di avere un ulteriore aumento di casi ed essere costretti a nuove restrizioni, non è certo il momento di abbassare la guardia.

“Ci troviamo purtroppo ad avere a che fare con un virus instabile e imprevedibile con una capacità di generare nuove varianti sempre più rapida. Di sicuro la vaccinazione dimostra un’oggettiva diminuzione delle forme gravi di malattia, ma sarà necessario altro tempo prima di poter considerare il Covid-19 come un virus endemico, tipo quello dell’influenza che si presenta esclusivamente nei mesi invernali” – afferma Fabrizio Pregliasco, Direttore scientifico di Osservatorio Influenza, Professore Associato di igiene generale ed applicata presso la sezione di Virologia del Dipartimento di scienze biomediche per la salute dell’università degli studi di Milano e Direttore Sanitario Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi.

Se i ricoveri e i decessi per un certo periodo sono calati non è perché Omicron è meno aggressiva delle varianti che l’hanno preceduta o perché il virus è sparito, ma il merito va unicamente all’efficacia dei vaccini anti Covid. Motivo per cui è fondamentale continuare con la campagna di vaccinazione, l’unica barriera per fermare il Covid, il cui andamento da inizio marzo sembra aver subito invece un certo calo. Dopo un discreto fallimento della vaccinazione pediatrica, a distanza di una settimana dal via ufficiale alla quarta dose di vaccino per gli over 80 e le persone fragili con più di 60 anni per il momento i risultati non sembrano infatti essere quelli sperati.

Ad incidere sull’impatto negativo sicuramente sono state le vacanze di Pasqua che hanno contribuito a rimandare la vaccinazione. Ma anche il lento ma costante calo dei positivi giornalieri potrebbe essere una delle ragioni per cui la popolazione più anziana e fragile starebbe scegliendo di non continuare a vaccinarsi, senza contare l’arrivo della bella stagione e l’idea che Omicron sia più contagiosa ma meno grave nei sintomi.

“Gli anziani e i fragili rimangono i più esposti alle conseguenze gravi dell’infezione in caso di contatto con un positivo, ecco perchè mantenere una risposta anticorpale elevata è certamente importante e ancora fondamentale nella popolazione anziana e con malattie pregresse. In autunno, poi, sarà necessaria una nuova dose per tutti. Una vaccinazione da fare una volta l’anno per cercare di fermare il boom dei contagi, così come avviene con il vaccino antinfluenzale. L’autunno sarà un momento delicato e difficile, perché ci saranno le condizioni favorevoli per la propagazione del virus, ma per allora si spera di avere dei vaccini aggiornati. In autunno dovremo fare i conti anche con l’influenza che già quest’anno è tornata a farsi sentire, colpendo soprattutto i giovani, la categoria che non fa il vaccino stagionale, e regalandoci un colpo di coda anomalo anche in queste ultime settimane soprattutto con forme gastrointestinali, complice una stagione primaverile partita con forte ritardo”, prosegue Pregliasco.

“Per la prossima stagione influenzale – aggiunge – è stato già deciso quali ceppi influenzali includere per la copertura dei vaccini, due dei quali sono diversi dalla scorsa stagione. I quattro ceppi influenzali sono infatti: Influenza A H3N2 simile ad A/Darwin/9/2021 che è cambiato dal tipo A/Cambogia/e0826360/2020; Influenza B Victoria simile a B/Austria/1359417/2021, cambiato dal tipo B/Washington/02/2019 dell’ultimo anno; Influenza B tipo B/Phuket/3073/2013 (linea B/Yamagata), invariato rispetto l’anno scorso; Influenza A H1N1 simile a A/Victoria/2570/2019 (H1N1) per il vaccino a base di uova e il virus simile a A/Wisconsin/588/2019 (H1N1) pdm09 per colture cellulari o vaccini ricombinanti”.

A giorni, guardando i dati, il Ministro della Salute farà inoltre sapere quale sarà la decisione del Governo in merito all’obbligo di indossare la mascherina al chiuso. Ma, visto il recente aumento dei contagi, è molto probabile che saranno proprio i dati a dirci di non togliere le mascherine, non solo al chiuso ma anche in tutti i casi di assembramento.

“Per il momento è assolutamente consigliabile mantenere l’uso delle mascherine, meglio se Ffp2, nei luoghi chiusi e nelle situazioni a rischio come strumento di protezione individuale. Questo vale soprattutto per i soggetti fragili. In termini precauzionali sicuramente sarebbe meglio che si continuasse anche a portare la mascherina in classe fino al termine dell’anno scolastico”, conclude Pregliasco.

26 Aprile 2022

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