Degenerazione maculare senile, colpisce 1 over 70 su 3

Degenerazione maculare senile, colpisce 1 over 70 su 3

Degenerazione maculare senile, colpisce 1 over 70 su 3
Ben il 16 per cento degli italiani over 50 (3,8 milioni di persone) non vanno mai dall’oculista e il ritardo nella diagnosi è la conseguenza di minori risultati sul piano del contrasto della patologia.

Non poter più uscire per fare la spesa, non riuscire ad orientarsi nemmeno a casa propria e poi ansia, rabbia e depressione. Sono alcune delle conseguenze della degenerazione maculare senile (AMD, age-related macular degeneration), una patologia che, complessivamente, colpisce il 35 per cento degli over 70.
 
Identikit della DMLE
“La degenerazione maculare senile è una patologia oculare cronica e progressiva, che colpisce la porzione centrale della retina, la macula. Tra i pazienti affetti, un caso su dieci va incontro alla cecità, ma anche negli altri casi, a seconda della gravità della malattia, si può valutare un impatto più o meno significativo sulla qualità della vita” spiega il Professor Savino D’Amelio, direttore del Dipartimento di Malattie Oculistiche presso l’Ospedale Oftalmico di Torino e già presidente della Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica. Nei paesi più sviluppati è al primo posto tra le patologie che causano una grave e irreversibile perdita della vista nella fascia di età sopra i 50 anni.
Nei paesi emergenti l’AMD è tra le prime cause di grave deficit visivo. La degenerazione maculare senile, complessivamente, colpisce dall’8 all’11 per cento delle persone tra i 65 e i 74 anni ma poi, con l’aumentare dell’età, si ha una crescita esponenziale dei casi. Il 20 per cento di questa popolazione è affetto dalla forma umida che è considerata, a livello mondiale, la terza causa di perdita irreversibile della vista.
Nella forma umida della malattia si assiste alla crescita di nuovi vasi sanguigni all’interno della retina, che perdono sangue e fluido danneggiando la visione centrale. “La degenerazione maculare umida rende conto dell’80% dei casi di grave perdita dell’acuità visiva ed è caratterizzata da anomala crescita di neovasi al di sotto e/o all’interno della macula. L’alterata permeabilità dei vasi induce l’accumulo di liquido intra e sottoretinico, a volte accompagnato da una componente emorragica. In mancanza di trattamento si osserva il sovvertimento strutturale e la perdita funzionale di quella porzione centrale della retina che possiede la massima risoluzione visiva, la macula” spiega l’esperto. Quando non porta alla cecità, questa specifica forma si caratterizza per il fatto di produrre il danno in un brevissimo lasso di tempo, a volte anche di pochi giorni e, spesso, le persone colpite passano dall’assoluto benessere visivo a gravi difetti funzionali.
 
Le cause
La patogenesi della neovascolarizzazione nella degenerazione maculare neovascolare è un argomento complesso e ancora molto dibattuto. “Le cause” chiarisce D’Amelio “possono essere la riduzione del flusso ematico corio-capillare, l’accumulo di bioprodotti lipidici metabolici, lo stress ossidativo, l’alterazione della membrana di Bruch ed altre che comporterebbero uno stress metabolico che indurrebbe a sua volta l’epitelio pigmentato retinico e la retina a produrre diversi fattori patogenetici. I più conosciuti sono i Vascular Endotelial Growth Factors (VEGFs) che giocano un ruolo importante nella regolazione dell’angiogenesi, della permeabilità vasale, dell’infiammazione e, attraverso la formazione di nuovi vasi (neovasi) sanguigni, sono alla base della degenerazione maculare neovascolare”.
 
Il disagio dei pazienti
La degenerazione maculare senile può avere un pesante impatto negativo sulla vita quotidiana di chi ne è affetto. A fotografare l’entità dei disagi quotidiani che aggrediscono la qualità della vita di chi viene colpito da questa malattia è una ricerca condotta da GFK Eurisko. Tra i molti dati emersi dalla ricerca c’è il diffuso ritardo con cui la diagnosi viene fatta. Stando ai dati della ricerca, infatti, ben il 16 per cento degli italiani over 50 (3,8 milioni di persone) non vanno mai dall’oculista. La non tempestiva o ritardata diagnosi è la conseguenza di minori risultati sul piano del contrasto della patologia. In relazione alla terapia, l’indagine GfK Eurisko ha anche messo in evidenza il gravissimo disagio che i pazienti manifestano per il fatto di doversi ripetutamente sottoporre – spesso con cadenza mensile – alla pratica delle iniezioni intravitreali dalle quali, anche se raramente, possono derivare alcuni eventi avversi direttamente connessi alla procedura iniettiva, quali l’endoftalmite, il distacco della retina, la cataratta traumatica e l’aumento della pressione intraoculare. 

03 Dicembre 2014

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...