Depressione adolescenziale. C’è un gioco al PC che funziona meglio della terapia

Depressione adolescenziale. C’è un gioco al PC che funziona meglio della terapia

Depressione adolescenziale. C’è un gioco al PC che funziona meglio della terapia
Sette livelli di sfida che insegnano ai giovani dai 12 ai 19 anni a gestire le proprie emozioni e a riconoscere e fermare i pensieri negativi. Secondo uno studio pubblicato dal British Medical Journal, con Sparx le percentuali di guarigione sono anche più alte della terapia individuale: 44% contro il 26%.

La depressione sta diventando sempre più comune tra gli adolescenti, colpendo tra il 6 e l’8 per cento dei più giovani: in questa età i ragazzi sono però piuttosto restii a chiedere un aiuto professionale, cosicché curarli diventa più complicato. Ma da oggi potrebbe esserci un nuovo strumento, disponibile proprio per gli adolescenti con disturbi depressivi: per trattare la condizione in maniera efficace, secondo uno studio neozelandese pubblicato sul sito del British Medical Journal, sarebbe infatti stato sviluppato un gioco per computer. Secondo i ricercatori dell’Università di Auckland in Nuova Zelanda che l’hanno realizzato e testato, il programma potrebbe essere addirittura più utile della terapia individuale con un medico, per i ragazzi tra i 12 e i 19 anni.
 
Il programma di auto-intervento,come lo definiscono gli scienziati neozelandesi, si chiama Sparx ed è un gioco fantasy in 3D: i giovani pazienti devono superare una serie di sfide per recuperare l’equilibrio in un mondo fantastico, dominato dagli Gnat (acronimo di Gloomy Negative Automatic Thoughts, ovvero i pensieri pessimisti e negativi incontrollati). In tutto esistono sette livelli di gioco, di durata di mezz’ora ognuno, da completare in un periodo che può variare da quattro a sette settimane: tra il primo modulo dal titolo “trovare la speranza” e l’ultimo, “riappacificarsi”, i giovani devono imparare a gestire le proprie emozioni prima di poter riconoscere e sconfiggere gli Gnat.
Per testarlo, a confronto con la terapia psicologica individuale, il team ha condotto un trial randomizzato in 24 istituti sanitari in Nuova Zelanda su 187 ragazzi di età compresa tra 12 e 19 anni con depressione moderata. Tutti i partecipanti sono stati seguiti per un periodo di tre mesi e i miglioramenti sono stati registrati in entrambi i casi secondo le normali scale usate in ambito psichiatrico, che valutano sia i sintomi depressivi che la qualità della vita.
I risultati sono stati sorprendenti: non solo Sparx era efficace tanto quanto l’approccio standard per ridurre i sintomi di depressione e ansia, ma una porzione significativamente più alta degli utenti trattati con il gioco risultava a fine trattamento essere completamente guarita, rispetto al gruppo di controllo. Tra quelli che avevano superato almeno quattro dei livelli di Sparx erano infatti quasi la metà, il 44%, quelli guariti alla fine del trial, contro il 26% di quelli trattati con l’approccio standard. “Il programma potrebbe essere dunque una risorsa efficace per curare gli adolescenti con disturbi depressivi”, hanno concluso i ricercatori nello studio. “Sparx potrebbe diventare un’alternativa molto economica ed accessibile per i più giovani che hanno questo tipo di problemi”.
 
Laura Berardi

22 Aprile 2012

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