Diabete di tipo 2: chirurgica bariatrica superiore alla terapia medica nel controllo metabolico anche a 5 anni

Diabete di tipo 2: chirurgica bariatrica superiore alla terapia medica nel controllo metabolico anche a 5 anni

Diabete di tipo 2: chirurgica bariatrica superiore alla terapia medica nel controllo metabolico anche a 5 anni
Pubblicati sul New England Journal of Medicine i risultati a 5 anni dello studio STAMPEDE. A 5 anni solo il 2% dei pazienti in trattamento farmacologico ha raggiunto l’endpoint del 6% di glicata, contro il 29% di quelli sottoposti a by-pass gastrico e al 23% del gruppo sleeve-gastrectomy. Netti i benefici dell’intervento chirurgico anche sul calo ponderale, sulla riduzione dei trigliceridi e sull’aumento dell’HDL

La chirurgia bariatrico-metabolica con la sua promessa di ‘guarire’ il diabete di tipo 2 nei pazienti sottoposti ad interventi per l’obesità rappresenta la nuova frontiera – anche se per pochi – del trattamento del diabete. I risultati nell’immediato sono incoraggianti, quando non sorprendenti. Mancano però evidenze a medio e lungo termine di una durabilità degli effetti di questi interventi sul compenso metabolico.


 


Di grande interesse dunque è un articolo pubblicato oggi sul New England Journal of Medicine che presenta i risultati a 5 anni dello studio STAMPEDE (Surgical Treatment and Medications Potentially Eradicate Diabetes Efficiently) sul compenso metabolico di 150 pazienti (il follow up è stato completato solo da 134 pazienti) sottoposti a terapia anti-diabete intensiva da sola o con l’aggiunta di un intervento di chirurgica bariatrica (bypass gastrico o sleeve gastrectomy). L’endpoint primario era rappresentato da un livello di emoglobina glicata pari o inferiore a 6%, raggiunto ricorrendo o meno alla terapia anti-diabete.
L’età media dei pazienti arruolati nello studio era 49 ± 8 anni (66% femmine) con una emoglobina glicata di 9,2  ± 1,5% e un BMI medio di 37  ± 3,5.
 
A distanza di 5 anni l’endpoint primario è stato centrato dal 2% (2 su 38) dei pazienti sottoposti a terapia anti-diabete intensiva, dal 29% (14 su 49) di quanti erano stati sottoposti ad intervento di bypass gastrico e dal 23% di quelli sottoposti a sleeve gastrectomy (gastrectomia ‘a manica’).
 
In generale poi la riduzione media dei livelli di glicata è risultata molto più significativa tra i soggetti sottoposti ad intervento (- 2,1 punti percentuali) rispetto a quelli sottoposti a trattamento farmacologico (-0,3 punti percentuali). A 5 anni, come prevedibile, la riduzione del peso corporeo dal momento dell’arruolamento è stato del 23% nei soggetti sottoposti a by-pass gastrico, del 19% nel gruppo sleeve-gastrectomy e di appena il 5% nel gruppo terapia medica; i livelli di trigliceridi nei tre gruppi sono risultati ridotti rispettivamente del 40%, del 29% e dell’8%; i livelli di colesterolo HDL infine hanno mostrato un aumento del 32%, del 30% e del 7% nei tre gruppi.
L’impiego dell’insulina a distanza di 5 anni nei tre gruppi è risultato ridotto rispettivamente del 35%, del 34% e del 13%.
 
 
Nettamente migliorati, tra i pazienti sottoposti ad intervento, rispetto a quelli del gruppo terapia medica,  anche i parametri di qualità di vita, valutati mediante RAND 36-Item Health Survey, per quanto riguarda gli aspetti del funzionamento fisico, della salute complessiva, delle componenti ‘energia’ o ‘fatigue’. L’unica eccezione è rappresentata da un netto peggioramento del benessere emotivo, presentata dai soggetti sottoposti ad intervento di bypass-gastrico.
 
Sempre sul fronte degli effetti indesiderati, vanno registrate le 4 revisioni chirurgiche che si sono rese necessarie nell’arco del primo anno dall’intervento tra i pazienti operati.
 
I dati del follow up a 5 anni , concludono dunque gli autori, dimostrano che tra i soggetti con diabete e BMI compreso tra 27 e 43, sottoposti a chirurgia bariatrica e a terapia medica anti-diabete intensiva, l’intervento chirurgico in aggiunta al trattamento farmacologico è nettamente più efficace della sola terapia medica nel ridurre e in alcuni casi correggere del tutto l’iperglicemia.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

16 Febbraio 2017

© Riproduzione riservata

Accordo pandemico. Proseguono i negoziati Oms sulla condivisione dei patogeni: “La prossima pandemia non aspetta”
Accordo pandemico. Proseguono i negoziati Oms sulla condivisione dei patogeni: “La prossima pandemia non aspetta”

Gli Stati membri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno compiuto progressi nei negoziati sull'allegato PABS (Pathogen Access and Benefit Sharing), una componente centrale dell'Accordo pandemico, concordando sulla necessità di proseguire le...

Colesterolo. La Fda degli Stati Uniti approva il primo inibitore PCSK9 orale
Colesterolo. La Fda degli Stati Uniti approva il primo inibitore PCSK9 orale

Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato Lipfendra (enlicitide) , il primo inibitore orale di PCSK9 per la riduzione del colesterolo LDL, il cosiddetto "colesterolo cattivo", negli adulti...

Tumori Upper GI: dalle reti oncologiche ai biomarcatori, un viaggio nei modelli organizzativi italiani
Tumori Upper GI: dalle reti oncologiche ai biomarcatori, un viaggio nei modelli organizzativi italiani

L’organizzazione dei percorsi, la qualità della diagnostica e l’accesso alle innovazioni terapeutiche rappresentano oggi alcune delle principali sfide nella gestione dei tumori dell’Upper GI, e in particolare del carcinoma gastrico...

Fibrosi polmonare, la Commissione UE approva nerandomilast
Fibrosi polmonare, la Commissione UE approva nerandomilast

La Commissione europea ha autorizzato nerandomilast per il trattamento degli adulti con fibrosi polmonare idiopatica e fibrosi polmonare progressiva. La nuova terapia orale, sviluppata da Boehringer Ingelheim, deve essere assunta...