Dolore toracico. È sintomo di una patologia grave solo una volta su 20

Dolore toracico. È sintomo di una patologia grave solo una volta su 20

Dolore toracico. È sintomo di una patologia grave solo una volta su 20
Solo un paziente su 20 che si presentano al pronto soccorso con dolore toracico riceve una diagnosi che mette in pericolo la sua vita. È quanto emerge da un’analisi statunitense pubblicata su JAMA Internal Medicine. Il dolore al petto non traumatico conta oltre 8 milioni di visite al pronto soccorso ogni anno negli Stati Uniti. Finora, quante di queste visite si traducessero in diagnosi in cui era in pericolo la vita era un dato sconosciuto.

(Reuters Health) – “È stato interessante scoprire che solo il 5,5% di tutte le visite in pronto soccorso per dolore al petto hanno portato alla diagnosi di condizioni che ponevano il paziente in pericolo di vita – spiega Renee Y. Hsia, della University of California di San Francisco e autrice dello studio – ma la cosa più sorprendente per me è stata che quando abbiamo escluso la sindrome coronarica acuta, meno dello 0,4% delle diagnosi erano per le condizioni di pericolo di vita, tra cui la dissezione aortica, l’embolia polmonare, o la tensione pneumotoracica, per esempio”.
 
Lo studio
Hsia e colleghi hanno utilizzato i dati del database del National Hospital Ambulatory Medical Care Survey per determinare quale percentuale di visite al pronto soccorso per dolori al petto avesse portato alla diagnosi di sei condizioni di pericolo di vita: sindrome coronarica acuta, dissezione aortica, embolia polmonare, pneumotorace iperteso, rottura esofagea e ulcera peptica perforata. Su un totale di circa 42,5 milioni di visite di pazienti al pronto soccorso, quasi il 5% è stato per un sintomo primario di dolore al petto, secondo lo studio.

Il dolore al torace aspecifico era la diagnosi più frequente (51,7% delle visite per dolore al petto), mentre solo il 5,5% delle visite per dolore toracico ha portato alla diagnosi di una condizione di pericolo di vita. A parte la sindrome coronarica acuta (5,1% delle visite per dolore al petto), le altre cinque diagnosi potenzialmente letali sono state estremamente rare, complessivamente meno dello 0,4%.

I riflessi nella pratica clinica
“Nella nostra formazione medica, ci hanno insegnato ad avere questi in cima alla lista delle diagnosi differenziali data la loro elevata morbilità e mortalità, mentre, naturalmente, si vedono nella pratica clinica, in un gruppo di pazienti indifferenziati che si presentano con dolore toracico sono molto meno comuni di quanto forse la maggior parte delle persone potrebbe pensare – afferma Hsia – Certamente i nostri risultati non devono essere interpretati nel senso che non dobbiamo perseguire test diagnostici appropriati per escludere queste condizioni di pericolo di vita nella giusta popolazione dei pazienti – assicura la specialista – Il nostro obiettivo nella pubblicazione di questi dati è fornire ai medici una base preliminare per determinare le probabilità pre-test – che deve essere composta dalla storia del paziente e da esami fisici e clinici – prima di procedere con ulteriori esami diagnostici o interventi – continua l’esperta – Questo può contribuire a limitare i test inutili, ridurre i costi di assistenza sanitaria, e migliorare i risultati nei pazienti. Ci rendiamo conto che ci sono effettivamente pazienti con sintomi che richiedono test diagnostici significativi".

Fonte: JAMA Intern Med 2016

Will Boggs MD

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Will Boggs

15 Giugno 2016

© Riproduzione riservata

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