Doping. Meldonium diffuso tra gli atleti durante i Giochi Europei 2015

Doping. Meldonium diffuso tra gli atleti durante i Giochi Europei 2015

Doping. Meldonium diffuso tra gli atleti durante i Giochi Europei 2015
Il farmaco il cui uso ha messo sotto accusa la Sharapova sarebbe stato largamente utilizzato durante i Giochi Europei che si sono tenuti in Azerbaijan nel 2015. Lo dimostra uno studio pubblicato dal British Journal of Sports Medicine.

(Reuters Health) – L’uso di meldonium, il farmaco entrato nella lista dei dopanti assunto dalla tennista russa Maria Sharapova, era diffuso tra gli atleti in competizione durante la prima edizione dei Giochi Europei che si è tenuta a Baku a giugno 2015. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista British Journal of Sports Medicine (BJSM).
 
Lo studio, basato su dichiarazioni volontarie degli atleti, su informazioni rilasciate dalle équipe mediche e sui risultati delle analisi di laboratorio raccolti durante le gare, ha evidenziato che 490 atleti potrebbero aver assunto il farmaco durante la competizione olimpica.In particolare, i risultati mostrano che durante i Giochi di Baku, 13 vincitori di competizioni o addirittura di medaglie avevano assunto meldonium, 66 atleti erano risultati positivi al test e il farmaco era stato rintracciato in atleti che gareggiavano in 15 discipline su 21.

Cos’è il meldonium
Il meldonium è commercializzato con il nome di Mildronate dalla azienda farmaceutica lettone Grindeks, che ha dichiarato che il farmaco potrebbe proteggere gli atleti dai danni cellulari, ma non migliorerebbe le prestazioni sportive. Secondo lo studio pubblicato sul BJSM, tuttavia, “il farmaco è stato evidentemente utilizzato con l’intenzione di velocizzare i tempi di ripresa o di migliorare le prestazioni, un atteggiamento antisportivo”. La vendita di questo farmaco è autorizzata in Lettonia, in Lituania, in Russia e in altri Paesi ex sovietici, ma non ha ottenuto la licenza né dalla Food and Drug Administration americana, né dalla European Medicine Agency (EMA).

I commenti allo studio
“Questo studio sottolinea come siano diffusi e inappropriati l’uso e la prescrizione di questo farmaco in una popolazione sana di atleti“, hanno dichiarato Klaus Steinbach e Christian Schneider dell’European Olympic Committees Medical e della Commissione Anti-Doping. Qualcosa come 6mila atleti in tutto hanno preso parte ai Giochi, l’evento più importante in Europa, che ha aperto agli atleti anche le porte dei prossimi Giochi Olimpici di Rio de Janeiro.Secondo la rivista britannica, la ricerca, che è stata condivisa con l’Agenzia Mondiale Anti-Doping (World Anti-Doping Agency – WADA), avrebbe contribuito alla decisione di inserire il meldonium tra le sostanze dopanti, a partire dal primo gennaio di quest’anno.

La tennista russa Maria Sharapova è stata trovata positiva a questo farmaco durante gli Australian Open, su un campione prelevato il 26 gennaio, dopo la sconfitta ai quarti di finale contro Serena Williams. Durante una conferenza stampa, è stata la stessa Sharapova a dichiarare che quel farmaco le era stato prescritto per la prima volta dal suo medico di base dieci anni prima, dopo che aveva passato un periodo in cui si ammalava spesso, aveva un elettrocardiogramma irregolare, una carenza di magnesio e dal momento che ha una storia familiare di diabete. La ventottenne tennista russa, cinque volte campione in una competizione del grande Slam, sarà provvisoriamente sospesa a partire dal 12 marzo, secondo quanto deciso dalla Federazione Internazionale Tennis.

Fonte: British Journal of Sports Medicine (BJSM)

Kate Kelland

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)
 

Kate Kelland

10 Marzo 2016

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