Due nuovi anticancro e un anti Aids solo a pagamento. I “salvavita” solo per pochi?

Due nuovi anticancro e un anti Aids solo a pagamento. I “salvavita” solo per pochi?

Due nuovi anticancro e un anti Aids solo a pagamento. I “salvavita” solo per pochi?
Lo denuncia l’Espresso on line. Ed è quanto sta accadendo in base al decreto Balduzzi di novembre 2012 che prevede l’immissione automatica in commercio nella fascia C dei nuovi farmaci già approvati dalla UE, nelle more della negoziazione del prezzo per la rimborsabilità. Nel primo provvedimento anche due anticancro e un anti Aids.

Farmaci salvavita contro il cancro solo a pagamento? Ma anche farmaci innovativi per l’Hiv o il diabete. Oppure nuovi vaccini contro il Meningococco B o farmaci per combattere malattie renali croniche. Da adesso in poi non più rimborsabili, nonostante sia provata la loro innovatività ed efficacia rispetto alle terapie precedenti?
 
Sembra incredibile ma è quanto sta accadendo in base al decreto Balduzzi del novembre 2012 che, all’art.12, comma 5, prevede che i medicinali già autorizzati dalla UE debbano essere inseriti automaticamente nella fascia C, a pagamento, “nelle more” della presentazione da parte dell’azienda farmaceutica di un’eventuale domanda di diversa classificazione ai fini della rimborsabilità. In altre parole, in attesa che Aifa e aziende trovino un accordo sul prezzo da rimborsare a carico del Ssn, questi medicinali vengono comunque messi in commercio ma solo a pagamento.
 
In tal modo una norma, nata probabilmente con lo scopo di colmare il ritardo tra registrazione europea e messa in commercio in Italia, sta creando di fatto una situazione di forte discriminazione all’accesso ai nuovi farmaci che rischiano di diventare appannaggio di pochi fortunati (in termini di reddito), visto il loro prezzo, fino a quando (non esistono termini massimi) autorità e aziende non trovino un accordo sul prezzo rimborsabile.
 
Se tutto ciò riguardasse solo prodotti non “salvavita” nulla da eccepire. Già oggi esistono in fascia C farmaci “importanti” innovativi a pagamento, come scrive oggi su l’Espresso on line Daniela Minerva che ha sollevato il caso, ma si tratta di prodotti che hanno comunque un loro alter ego, seppur più datato, a carico del Ssn.
 
Molto diverso il caso della recente “infornata” di nuovi medicinali secondo questa nuova procedura (vedi GU del 14 giugno scorso) che ha ratificato alcune determine dell’Aifa proprio in base al citato decreto Balduzzi.
 
Ebbene, sfogliando le determine scopriamo che tra i medicinali automaticamente messi in commercio a pagamento, nelle more della negoziazione del prezzo per la rimborsabilità, figurano due nuovi anti cancro (il pertuzumab e l'aflibercept), ma anche un farmaco anti Aids (il darunavir), due antidiabetici (il lixisenatide e l’insulina degludec), nonché un nuovo vaccino contro il meningococco B, un farmaco per il trattamento dell’iperfosfatemia nei pazienti con malattia renale cronica (il colestilan) e un nuovo prodotto per combattere la dipendenza da alcol (il nalmefene).
 
Insomma, al di là del grado di innovatività di tali prodotti, resta il fatto che, salvo essere smentiti da una rapida negoziazione del prezzo che possa consentire il trasferimento in fascia A di questi prodotti, con questa nuova norma il rischio che in Italia l’innovatività farmaceutica diventi una possibilità solo per chi può permetterselo, pagandosi da solo i farmaci, c’è. E quando si parla di cancro a Aids la cosa lascia molto perplessi.
 
C.F.

01 Luglio 2013

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