Farmaceutica. Nisticò (Aifa): “Una visione europea condivisa può funzionare solo se costruita sul rispetto delle specificità nazionali”

Farmaceutica. Nisticò (Aifa): “Una visione europea condivisa può funzionare solo se costruita sul rispetto delle specificità nazionali”

Farmaceutica. Nisticò (Aifa): “Una visione europea condivisa può funzionare solo se costruita sul rispetto delle specificità nazionali”
Secondo il presidente di Aifa, “l'Italia può giocare un ruolo guida nel trovare un equilibrio tra centralizzazione e autonomia locale. Ma serviranno tempo, visione e volontà politica”

“Le risorse sono limitate e i costi in aumento, ma molte terapie avanzate non rappresentano solo una spesa, bensì un vero e proprio investimento per il sistema sanitario”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Robert Nisticò, intervenendo in videocollegamento alla XXVI edizione di Salute Direzione Nord, in corso oggi al Belvedere di Palazzo Lombardia.

“Viviamo una fase di crescente pressione sulla spesa pubblica – ha sottolineato – con un aumento di fragilità, cronicità e terapie sempre più complesse, personalizzate e spesso prive di alternative. In questo scenario, è fondamentale valutare il valore effettivo dei trattamenti: agiscono sulla causa della malattia, possono portare a una guarigione, ma dobbiamo chiederci se sono efficaci e sicuri a lungo termine”. Nisticò ha proposto di puntare su modelli di accesso condizionato, con prezzi provvisori e rinegoziabili sulla base dei risultati clinici ottenuti: “Solo attraverso una solida raccolta e analisi dei dati possiamo rendere sostenibile l’innovazione e garantire l’equità nell’accesso alle cure”.

Il presidente Aifa ha poi parlato di tempi di approvazione dei farmaci: “una volta concluso l’iter di valutazione da parte dell’AIFA, che può richiedere anche oltre un anno, è impensabile che si debbano attendere ulteriori mesi per le decisioni a livello regionale. Dobbiamo rafforzare il dialogo con le Regioni – ha aggiunto – e fornire loro tutti i dati necessari per garantire equità nell’accesso ai farmaci su tutto il territorio nazionale. Alcune realtà sono più virtuose e rapide: da queste dobbiamo imparare. Il confronto costante è essenziale per assicurare ai pazienti le cure in tempi omogenei”.

Spazio poi all’AI. “L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la ricerca farmaceutica, soprattutto nella fase preclinica, aiutando le aziende a selezionare le molecole più promettenti e ad accelerare l’avvio degli studi clinici. Ma deve restare uno strumento di supporto, non un sostituto del giudizio umano. L’IA – ha aggiunto – può individuare criticità che magari sfuggirebbero a un occhio umano, ma non possiamo rinunciare alla qualità e alla profondità delle valutazioni. In AIFA abbiamo già professionisti di alto livello, ma è fondamentale continuare ad attrarre le migliori competenze nel digitale e nella data science. Solo così potremo gestire l’enorme mole di dati e restare al passo con l’innovazione”.

Si è parlato inoltre di resistenza ai farmaci. “L’antibioticoresistenza è una pandemia silenziosa solo di nome: costa ogni anno allo Stato italiano circa 2,4 miliardi di euro e genera 2,7 milioni di giornate di degenza ospedaliera. È una sfida enorme, che non si può affrontare con un solo approccio. Serve una strategia globale ispirata al paradigma One Health, che integri salute umana, animale e ambientale – ha spiegato – con azioni coordinate a tutti i livelli: nazionale, internazionale e regionale. È anche un problema culturale, che coinvolge medici e cittadini”. Nisticò ha ricordato il lancio dell’app Aifa per l’uso corretto degli antibiotici: “Non basta evitarne l’abuso: bisogna scegliere quello giusto al momento giusto. La diagnostica deve diventare parte integrante della risposta. È una battaglia lunga, ma oggi c’è finalmente una crescente sensibilità istituzionale, anche a livello globale”.

Infine, il regolatorio: “Una strategia europea per la negoziazione dei prezzi dei farmaci e per l’accesso alle cure è un tema attuale e potenzialmente vantaggioso, ma va affrontato con grande attenzione. La salute, per come è oggi regolata dai trattati, resta una competenza nazionale. Ogni Paese ha i propri tempi, budget e priorità, e in Italia la gestione è ulteriormente decentralizzata a livello regionale. Una strategia comune – ha aggiunto – potrebbe aumentare il potere contrattuale e ridurre le diseguaglianze tra Paesi, ma deve tener conto delle differenze epidemiologiche, economiche e organizzative. La complessità politico-amministrativa potrebbe anche tradursi in nuovi rallentamenti”. Secondo Nisticò, “una visione europea condivisa può funzionare solo se costruita sulla flessibilità e sul rispetto delle specificità nazionali. L’Italia può giocare un ruolo guida nel trovare un equilibrio tra centralizzazione e autonomia locale. Ma serviranno tempo, visione e volontà politica”.

23 Giugno 2025

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