Fibrillazione atriale. Con nuovi farmaci meno rischi per il paziente e più benefici per ospedali

Fibrillazione atriale. Con nuovi farmaci meno rischi per il paziente e più benefici per ospedali

Fibrillazione atriale. Con nuovi farmaci meno rischi per il paziente e più benefici per ospedali
Una nuova generazione di anticoagulanti orali (NAO) ha dimostrato di essere una valida alternativa ai farmaci tradizionali. Uno studio condotto nel Presidio ospedaliero di Legnano, e presentato al Congresso nazionale Fadoi in svolgimento a Torino, ha dimostrato non solo buoni risulati sul paziente, ma anche favorevoli ripercussioni sull’organizzazione ospedaliera.

La fibrillazione atriale non valvolare (incidenza intorno all'1 per cento della popolazione) rappresenta l’aritmia più comune riscontrata nella popolazione generale. La sua presenza aumenta il rischio di patologie tromboemboliche e, per questo motivo, si raccomanda di adottare una terapia anticoagulante (la cui efficacia è stata ampiamente dimostrata in trial clinici randomizzati di prevenzione primaria e secondaria). Tuttavia la terapia anticoagulante spesso presenta delle complicanze, in primo luogo il rischio di emorragie cerebrali, causa frequente di accesso alle strutture ospedaliere e di ricovero, quindi di notevole impatto anche sull’utilizzo delle risorse economiche sanitarie.

Ma, come illustrato nel corso del Congresso nazionale Fadoi attualmente in corso a Torino, una nuova generazione di anticoagulanti orali (NAO) ha dimostrato di essere una valida alternativa ai farmaci tradizionali. “Presso il Presidio Ospedaliero di Legnano – commenta Antonino Mazzone direttore della Medicina Interna -. abbiamo dedicato uno studio comparativo e osservazionale su 140 pazienti, al fine di valutare l'efficacia terapeutica e l'impatto economico dei nuovi farmaci. L’utilizzo di questa nuova generazione di anticoagulanti orali nella pratica clinica è risultato molto promettente, non solo per i risulati sul paziente, ma anche per le favorevoli ripercussioni sull’organizzazione ospedaliera, grazie alla riduzione del numero di ricoveri complicati da eventi emorragici/trombotici legati alla terapia anticoagulante tradizionale. Si pensi ad esempio – continua Mazzone – ad un sanguinamento occulto in un paziente ottantenne, cardiopatico e diabetico in terapia con un farmaco tradizionale. L’iter diagnostico di tale paziente consiglierebbe l’esecuzione di accertamenti endoscopici invasivi, e l’eventuale sopraggiungere di ulteriori complicazioni e la destabilizzazione delle condizioni del paziente comporterebbe un inevitabile allungamento dei tempi di degenza”.

In particolare per l'Unità Operativa di Medicina Interna una diminuzione delle complicanze da trattamento anticoagulante porterebbe grandi vantaggi (il minor rimborso di DRG sarebbe compensato da una migliore gestione dei posti letto). Meno rischi emorragici per il paziente, quindi, e un risparmio in termini organizzativi, con uno snellimento della gestione ambulatoriale-laboratoristica della terapia anticoagulante.

Un altro importante effetto positivo per l’Azienda Ospedaliera, è anche quello di permettere , evitando ricoveri spesso complessi, una maggior offerta di posti letto a fronte di una crescente domanda, soprattutto in Medicina Interna (dove si concentrano i ricoveri legati all’anemizzazione in corso di terapia anticoagulante) e soprattutto nei reparti ad alta specializzazione quali la Neurochirurgia e i reparti di Terapia Intensiva (dove vengono ricoverati i pazienti con emorragia cerebrale e sanguinamenti maggiori).

“Per questo – conclude Mazzone – mi sento di affermare che i nuovi coagulanti orali rappresentano una classe di farmaci con un profilo di costi/benefici e rischi/benefici migliore rispetto a quello dei farmaci tradizionali. Penso che non sia difficile prospettare, nel giro di pochi anni, un loro maggior impiego in una fascia di popolazione sempre più ampia anche per altre patologie (es. prevenzione della trombosi venosa profonda e della tromboembolia polmonare). Per questo l’Azienda Ospedaliera di Legnano non può non favorirne l’impiego , a fronte di motivazioni e osservazioni di carattere etico, che attengono a principi fondamentali come quelli di efficacia ed efficienza". 

11 Maggio 2015

© Riproduzione riservata

Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni
Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni

I farmaci innovativi sono riconosciuti come una grande opportunità clinica. Ma tra la possibilità teorica di prescriverli e l’accesso reale del paziente continua a esserci un passaggio critico: la burocrazia....

Ema: 104 nuovi farmaci in un anno. La sfida è battere le carenze con l’intelligenza artificiale
Ema: 104 nuovi farmaci in un anno. La sfida è battere le carenze con l’intelligenza artificiale

Trent’anni fa nasceva a Londra un’agenzia che oggi, in silenzio, accompagna la salute di 450 milioni di europei e di innumerevoli animali. Nel 2025 l’Ema festeggia il suo trentesimo compleanno...

Salute materna. Lancet: l’emorragia post-partum colpisce 27 mln di donne e provoca 43mila morti ogni anno. Nuovo piano globale per ridurre i decessi
Salute materna. Lancet: l’emorragia post-partum colpisce 27 mln di donne e provoca 43mila morti ogni anno. Nuovo piano globale per ridurre i decessi

L’emorragia post-partum continua a rappresentare una delle emergenze ostetriche più gravi a livello mondiale. Secondo una nuova serie di articoli pubblicata su The Lancet, questa complicanza colpisce ogni anno circa...

Valproato e rischio disturbi nei figli. L’Ema frena: “Dati incoerenti, nessun nesso certo”
Valproato e rischio disturbi nei figli. L’Ema frena: “Dati incoerenti, nessun nesso certo”

Il valproato, farmaco ampiamente utilizzato contro l'epilessia e il disturbo bipolare, finisce ancora una volta al centro dell'attenzione del regolatorio europeo. Ma questa volta il verdetto è di segno diverso...