Fibrosi del miocardio. Colpisce un atleta di thriathlon su 5, ma solo se è maschio

Fibrosi del miocardio. Colpisce un atleta di thriathlon su 5, ma solo se è maschio

Fibrosi del miocardio. Colpisce un atleta di thriathlon su 5, ma solo se è maschio
Gli atleti maschi che si dedicano al triathlon corrono un rischio maggiore di soffrire di fibrosi del miocardio non ischemica. E il rischio aumenterebbe quanto più competono. Ma le donne sembrano esenti da questo problema. È quanto ha evidenziato uno studio  tedesco che è stato presentato nell’incontro annuale della Radiological Society of North America (RSNA)

(Reuters Health)Jitka Starekova e colleghi, dell’University Medical  Center Hamburg-Eppendorf, in  Germania, hanno preso in considerazione 55 atleti di triathlon maschi e 30 femmine.  I ricercatori hanno rilevato la presenza di fibrosi miocardica non ischemica tramite risonanza magnetica in 10 uomini, pari al 18%, ma in nessuna donna. Inoltre, l’indice di massa ventricolare  sinistra era significativamente più  elevato nei maschi rispetto alle atlete femmine. Gli atleti maschi, però, avrebbero completato più gare Iron Man rispetto alle donne,  uattro contro uno, e più triathlon di media distanza, cinque contro due, suggerendo un potenziale legame tra rischio di fibrosi e quantità di esercizio.

Le differenze di performance
In una seconda analisi dei dati, i ricercatori tedeschi hanno confrontato le differenze nell’attività  svolta dagli atleti maschi con e senza fibrosi. Dai risultati sarebbe emerso che gli atleti con fibrosi avevano completato le prove ricoprendo distanze più lunghe, 5.610 chilometri di corsa contro 2.406 rispetto agli atleti senza fibrosi, 64 chilometri di nuoto contro 31 e 4.167 chilometri in bicicletta rispetto a 1.490.  Inoltre, gli atleti con fibrosi avrebbero avuto un  picco di pressione arteriosa  sistolica più alto, 215mmHg, contro 194.

“Il significato clinico di queste cicatrici non è al momento molto chiaro, tuttavia potrebbero essere la base per futuri scompensi cardiaci e aritmie”, dice Jitka Starekova  “Anche se non siamo in grado di dimostrare l’esatto meccanismo dello sviluppo della fibrosi miocardica negli atleti, l’aumento della pressione sistolica, la  durata della gara e l’intensità dell’esercizio fisico potrebbero essere co- fattori nella genesi della  condizione”, spiega la ricercatrice, secondo la quale la ripetizione di qualsiasi attività atletica  estrema potrebbe non essere  un beneficio per gli atleti con fibrosi. I ricercatori stanno ora eseguendo un follow-up sugli atleti con cicatrici a livello cardiaco per verificare se siano soggetti a eventi cardiaci e per vedere “se ci saranno cambiamenti o progressione della fibrosi”, ha concluso l’esperta.

Fonte: Radiological Society of North America (RSNA) annual meeting

Megan Brooks

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Megan Brooks

14 Dicembre 2017

© Riproduzione riservata

Tumore del pancreas. Aifa apre il confronto con azienda per uso compassionevole di daraxonrasib. Gemmato: “Renderlo disponibile al più presto”
Tumore del pancreas. Aifa apre il confronto con azienda per uso compassionevole di daraxonrasib. Gemmato: “Renderlo disponibile al più presto”

Si apre uno spiraglio per l’accesso precoce in Italia a daraxonrasib, la nuova terapia mirata per il tumore del pancreas metastatico già autorizzata negli Stati Uniti ma non ancora nell’Unione...

Sicurezza dei pazienti. Oms: nel mondo un paziente su 10 subisce un danno durante le cure
Sicurezza dei pazienti. Oms: nel mondo un paziente su 10 subisce un danno durante le cure

Le malattie non trasmissibili rappresentano una delle principali sfide sanitarie globali e sono al centro del World Patient Safety Day 2026, che si celebra il 17 settembre. L’edizione di quest’anno...

Tumore al polmone con mutazione EGFR. Studio ADAURA: con osimertinib il 79% dei pazienti è vivo dopo otto anni
Tumore al polmone con mutazione EGFR. Studio ADAURA: con osimertinib il 79% dei pazienti è vivo dopo otto anni

Dallo studio di Fase III ADAURA è emerso che osimertinib di AstraZeneca è in grado di offrire un beneficio in termini di sopravvivenza globale sostenuto e clinicamente significativo a otto...

Influenza. Aggiornati i vaccini per la stagione 2026-2027: ecco i nuovi ceppi
Influenza. Aggiornati i vaccini per la stagione 2026-2027: ecco i nuovi ceppi

Sono stati aggiornati i ceppi virali dei vaccini influenzali per la stagione 2026-2027. Con la determina n. 497/2026 dell'11 settembre 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 15 settembre, l'Agenzia Italiana...