Fluorchinoloni: arriva un nuovo warning dell’FDA, possono provocare la rottura di aneurismi aortici

Fluorchinoloni: arriva un nuovo warning dell’FDA, possono provocare la rottura di aneurismi aortici

Fluorchinoloni: arriva un nuovo warning dell’FDA, possono provocare la rottura di aneurismi aortici
L’Fda chiede che venga inserito tra i potenziali effetti indesiderati dei fluorchinoloni il rischio di rottura o di dissezione di un aneurisma aortico. Diverse le categorie di pazienti a rischio che dovrebbero essere informate di questa eventualità. Lo scorso mese di ottobre anche l’EMA aveva invitato ad usare chinoloni e fluorchinoloni con oculatezza visto il rischio di effetti indesiderati a carico di tendini, muscoli, ossa e sistema nervoso.

Sono antibiotici preziosi, ma attenzione ad usarli nei pazienti sbagliati perché potrebbero determinare, anche se raramente, un effetto collaterale potenzialmente fatale: la dissezione o la rottura di un aneurisma aortico. Rivedendo gli studi pubblicati su JAMA Internal Medicine nel 2015 e su BMJ all’inizio del 2018, oltre a segnalazioni di casi occorsi ad alcuni pazienti, l’FDA ha deciso di aggiungere un nuovo warning per questi antibiotici.
 
I fluorchinoloni sono usati in clinica da oltre 30 anni ma è solo di recente che è stato individuato questo potenziale rischio. L’Fda consiglia dunque di evitare di prescriverli (a meno che non ci siano alternative) ai pazienti portatori di aneurismi aortici o a rischio di aneurisma aortico, come i pazienti con patologie aterosclerotiche periferiche, gli ipertesi, quelli affetti da condizioni genetiche quali la sindrome di Marfan e la sindrome di Ehlers-Danlos, e in generale ai pazienti anziani.
 
I pazienti in terapia con questa classe di antibiotici dovrebbero essere incoraggiati, sempre secondo l’Fda, a riferirsi immediatamente al medico o al pronto soccorso in caso di comparsa di sintomi suggestivi di aneurisma aortico o di dissezione, in particolare in caso di comparsa di un forte dolore improvviso e persistente a livello dello stomaco, del dorso o del torace.
 
Un altro consiglio per i pazienti è di informare sempre il medico se si è portatori da aneurisma aortico, o se si è affetti da patologia aterosclerotica, ipertensione arteriosa, sindrome di Marfan o di Ehlers-Danlos. La terapia con questi antibiotici non va comunque interrotta spontaneamente, ma ne va subito informato il medico.
 
Lo scorso 5 ottobre, anche il Comitato di Valutazione del Rischio e Farmacovigilanza (PRAC) dell’EMA aveva diramato un comunicato nel quale si invitava a limitare l’uso di chinoloni e fluorchinoloni (ciprofloxacina, flumechina, levofloxacina, lomefloxacina, moxifloxacina, norfloxacina, ofloxacina, pefloxacina, prulifloxacina e rufloxacina) sia per via orale che infusionale, visti i loro potenziali effetti indesiderati (per lo più a carico di muscoli, tendini, ossa e sistema nervoso).
 
In particolare il PRAC invitava a non utilizzarli per trattare infezioni a risoluzione spontanea o lievi (es. ‘mal di gola’), per prevenire la diarrea del viaggiatore o le infezioni ricorrenti delle vie urinarie, nei pazienti che avessero manifestato in precedenza effetti indesiderati a questi farmaci. Raccomandava inoltre di utilizzarli con cautela nell’anziano, nei soggetti con insufficienza renale, in quelli sottoposti a trapianti d’organo o trattati con corticosteroidi per via sistemica; in tutti questi pazienti è infatti più elevato il rischio di una rottura tendinea. Il PRAC raccomandava infine ai medici di consigliare ai propri pazienti la sospensione immediata del trattamento in caso di comparsa di sintomi a carico dei muscoli, dei tendini o delle ossa (tendiniti, dolori o debolezza muscolare, dolori articolari o tumefazioni articolari) o del sistema nervoso (parestesie, stanchezza, depressione, stato confusionale, ideazione suicidaria, disturbi del sonno, della vista e uditivi, alterazioni del gusto e dell’olfatto).
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

21 Dicembre 2018

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