Fumo in gravidanza intacca Dna del nascituro

Fumo in gravidanza intacca Dna del nascituro

Fumo in gravidanza intacca Dna del nascituro
Le donne incinte hanno ora un motivo in più per smettere di fumare. Una nuova analisi, infatti, collega il fumo delle donne in gravidanza a modificazioni del DNA dei loro figli. E tali modificazioni rispecchiano le alterazioni osservate nei fumatori adulti, suggerendo come il fumo possa contribuire a determinati difetti di nascita.

(Reuters Health) – I ricercatori hanno analizzato i dati sulle madri e i loro figli appena nati per vedere come il fumo possa influenzare la metilazione del DNA. E nelle donne che avevano fumato in gravidanza hanno identificato 6.073 loci in cui il DNA dei loro figli è stato metilato in modo diverso dal DNA dei bambini nati da donne non fumatrici. Più precisamente, molte delle differenze sono state trovate in corrispondenza o vicino ad una serie di geni legati a sviluppo polmonare e del sistema nervoso, a tumori legati al fumo e a difetti di nascita come il labbro leporino e la palatoschisi. “Sapevamo già che il fumo durante la gravidanza o dopo la nascita del bimbo, è da evitare a tutti i costi”, ha detto l’autore senior dello studio Stephanie London, vice direttore della divisione di epidemiologia del National Institute of Environmental and Health Sciences presso il Research Triangle Park del North Carolina. “Questo studio fornisce ulteriori prove che i segnali delle alterazioni nei figli, provocate dal fumo in gravidanza delle madri, che si possono vedere al momento della nascita sono simili ai segnali si possono vedere nei fumatori adulti”.
 
Lo studio
I ricercatori hanno raccolto i risultati provenienti da 6.685 madri/neonati provenienti da studi eseguiti in tutto il mondo. Si è dapprima evidenziato che la maggior parte delle donne ha dichiarato di non fumare, ma circa il 13% delle donne erano fumatrici abituali (ogni giorno) e un altro 25% ha ammesso di aver fumato occasionalmente durante la gravidanza. Per analizzare i modelli della metilazione del DNA dei neonati, i ricercatori hanno principalmente raccolto, dopo il parto, i campioni dal sangue del cordone ombelicale. Oltre a documentare le differenze tra i neonati da madri non fumatrici o fumatrici abituali, i ricercatori hanno esaminato un piccolo gruppo di bambini più grandi e hanno scoperto che almeno alcune delle differenze della metilazione legate al fumo, rilevate nei bambini da madri fumatrici abituali durante la gravidanza, persistevano nei bambini più grandi. In altri termini, mentre lo studio non prova come l’abitudine materna al fumo possa influenzare lo sviluppo e le malattie del bambino, i risultati suggeriscono che le differenze nella metilazione del DNA potrebbero essere coinvolti nella comparsa di alcuni difetti congeniti o a problemi di salute nei bambini, concludono gli autori.
 
Commenti
Andrea Baccarelli
, ricercatore in epigenetica ambientale della Harvard University di Boston, ha sottolineato la possibilità che il fumo durante la gravidanza sia in grado di deviare la distribuzione del DNA dei figli verso il determinismo di alcune malattie e verso una alterata programmazione cellulare, in modo da avere un certo impatto sulla loro salute futura. E ha ipotizzato anche la probabilità che la programmazione cellulare possa cambiare per adattarsi in risposta agli effetti negativi del fumo.

“Anche se le ragioni di questi cambiamenti cellulari non sono certe, il messaggio per i pazienti è chiaro”, ha sottolineato Paul Fowler, direttore dell’Istituto di Scienze Mediche presso l’Università di Aberdeen nel Regno Unito. “Tutte le donne dovrebbero ormai sapere che il fumo durante la gravidanza fa male al bambino”.
 
Fonte: American Journal of Human Genetics
 
Lisa Rapaport
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lisa Rapaport

01 Aprile 2016

© Riproduzione riservata

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