Gsk: al congresso Era 2022 tre studi su daprodustat

Gsk: al congresso Era 2022 tre studi su daprodustat

Gsk: al congresso Era 2022 tre studi su daprodustat
Al congresso dell’European Renal Association (ERA) emergono alcuni studi che permettono di far pensare ad una possibile futura opzione di cura per i pazienti con anemia da malattia renale cronica. Si tratta di studi sostenuti da GSK sul farmaco daprodustat. Daprodustat è un inibitore orale del fattore inducibile dall’ipossia (HIF)-prolilidrossilasi che stimola la secrezione di eritropoietina endogena aumentando conseguentemente la produzione di globuli rossi.

Gli studi clinici presentati da GSK al Congresso dell’ European Renal Association mettono in evidenza l’efficacia e la sicurezza di daprodustat nell’ambito della secrezione di eritropoietina endogena, anche in relazione all’attuale standard di cura con agenti stimolanti l’eritropoiesi (ESA). 

Tutti e tre gli abstract rafforzano il profilo di sicurezza di daprodustat e indicano una potenziale opportunità futura per un nuovo standard di cura con una comoda somministrazione orale e un dosaggio flessibile per i pazienti con anemia da malattia renale cronica.

In particolare, sul fronte della sicurezza, due abstract mostrano che il trattamento daprodustat non aumenta il rischio di eventi cardiovascolari rispetto all’attuale standard di cura con ESA in questi pazienti nonostante l’aumento dell’insulina disponibile; un altro abstract chiarisce come daprodustat non aumenti il rischio di cancro rispetto agli agenti stimolanti l’eritropoiesi (ESA) nell’anemia cronica in pazienti con malattie renali che richiedono o non richiedono dialisi.

Daprodustat e il profilo cardiovascolare
Due analisi esplorative post-hoc sono state condotte per valutare l’associazione tra valori assoluti di emoglobina o le sue variazioni durante intervalli di 4 settimane in relazione al verificarsi del primo evento avverso cardiovascolare maggiore (MACE), in pazienti con anemia da insufficienza renale cronica (CKD).

Un’analisi è stata condotta per i pazienti affetti anemia da CKD non in dialisi (ASCEND-ND), e l’altra per i pazienti affetti da anemia da CKD in dialisi (ASCEND-D) che sono stati trattati con daprodustat o ESA. I dati sono stati tratti dal piano di sviluppo clinico ASCEND volto a valutare l’efficacia e la sicurezza di daprodustat in confronto a ESA sugli esiti cardiovascolari maggiori.

Gli studi, condotti in oltre 30 paesi, hanno randomizzato 3872 pazienti con anemia da insufficienza renale cronica non in dialisi con emoglobina basale compresa tra 8 e 10 g/dl se non trattato precedentemente con ESA, o da 8 a 11 g/dL se in trattamento con ESA (ASCEND-ND) e 2964 pazienti in dialisi precedentemente trattati con ESA con emoglobina basale tra 8 e 11.5 g/dL (ASCEND-D).

In entrambe le analisi per il quintile con i valori più bassi di emoglobina (Hbg<9.9 vs Hbg<9.8 trattati rispettivamente con daprodustat ed ESA nello studio ASCEND-ND; Hbg<9.85 e Hbg<9.7 trattati rispettivamente con daprodustat ed ESA nello studio ASCEND-D) si è verificato il maggior numero di MACE per entrambi i trattamenti.

Rischio oncologico e trattamenti per l’anemia da malattia renale cronica
L’aumento dei livelli di HIF-1 è associato alla mortalità in alcuni pazienti oncologici e anche i livelli di HIF-1 possono influire sulla risposta ai trattamenti contro il cancro. In questa seconda analisi si è esplorato l’effetto di daprodustat rispetto all’ESA sul rischio di sviluppo di tumore utilizzando un approccio post-hoc modificato intention-to-treat (mITT), che include eventi durante il trattamento e fuori dal trattamento e fornisce una maggiore protezione alla randomizzazione rispetto agli approcci in trattamento.

Gli eventi avversi correlati al cancro dagli studi ASCEND sono stati identificati sulla base di un elenco predefinito di termini che includevano nuovi eventi tumorali o progressione e recidiva del tumore per i pazienti che ricevevano almeno una dose di daprodustat o ESA.

I pazienti sono stati inclusi in questi studi purché non avessero una storia di malattia tumorale entro 2 anni prima dello screening, non fossero attualmente in trattamento per il cancro e non avessero una cisti renale complicata.

2964 pazienti sono stati randomizzati negli studi ASCEND-D e 3872 in ASCEND-ND. Al basale, i pazienti hanno riportato una storia pregressa di tumore rispettivamente nel 5,0% e nel 4,9% dei pazienti che hanno ricevuto daprodustat o ESA, in ASCEND-D; e nel 5,2% e nel 4,4% dei pazienti trattati rispettivamente con daprodustat o ESA (darbepoetina alfa), in ASCEND-ND.

Eventi avversi fatali nello studio ASCEND-D si sono verificati in 11 pazienti che hanno ricevuto daprodustat e in 15 pazienti che hanno ricevuto ESA, rispettivamente <1% e 1% della popolazione di confronto. Nello studio ASCEND-ND, eventi avversi fatali si sono verificati in 6 pazienti trattati con daprodustat e in 11 pazienti trattati con darbepoetina alfa, che era <1% della popolazione Safety in entrambi i gruppi.

Negli studi sugli esiti cardiovascolari comprendenti pazienti che necessitano di dialisi (ASCEND-D) e che non richiedono dialisi (ASCEND-ND) con anemia da CKD, il trattamento con daprodustat non è risultato associato a un aumento del rischio di cancro o di mortalità per cancro rispetto alla terapia standard con ESA.

30 Maggio 2022

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