Long Covid sotto la lente Nih. Al via maxi programma di studi clinici per testare potenziali trattamenti

Long Covid sotto la lente Nih. Al via maxi programma di studi clinici per testare potenziali trattamenti

Long Covid sotto la lente Nih. Al via maxi programma di studi clinici per testare potenziali trattamenti
L'iniziativa è parte di un progetto battezzato Recover (Researching Covid to Enhance Recovery), basato sui risultati di altre ricerche denominate Recover e condotte negli ultimi 2 anni. Finora sono oltre 24mila i pazienti reclutati. Ma i ricercatori stanno anche analizzando 60 milioni di cartelle cliniche elettroniche e conducendo più di 40 studi di patobiologia per capire come Covid-19 colpisce i diversi organi e tessuti.

I National Institutes of Health (Nih) americani lanciano un maxi programma di studi clinici di fase 2 che coinvolgeranno gruppi di 100-300 partecipanti, con l’obiettivo di testare almeno una decina di potenziali trattamenti contro il Long Covid: da farmaci tradizionali a medicinali biologici, da dispositivi medici ad altre terapie. L’arruolamento è già partito per valutare “almeno 4 approcci terapeutici”, e nei prossimi mesi altri trial verranno avviati così da sperimentare “almeno ulteriori 7 trattamenti”. L’iniziativa è parte di un progetto battezzato Recover (Researching Covid to Enhance Recovery), basato sui risultati di altre ricerche denominate Recover e condotte negli ultimi 2 anni. Finora sono oltre 24mila i pazienti reclutati, riferiscono gli Nih. I ricercatori stanno anche analizzando 60 milioni di cartelle cliniche elettroniche e conducendo più di 40 studi di patobiologia per capire come Covid-19 colpisce i diversi organi e tessuti.

“Gli Nih sono impegnati in un approccio altamente coordinato e scientificamente rigoroso per trovare trattamenti che forniscano sollievo ai milioni di persone che vivono con Long Covid”, afferma Lawrence A. Tabak, direttore ad interim degli Nih. “Centinaia di scienziati e partecipanti agli studi stanno lavorando duramente per scoprire le cause biologiche del Long Covid”, una sindrome che “colpisce quasi tutti i sistemi del nostro organismo e che si manifesta con oltre 200 sintomi”, sottolinea Walter J. Koroshetz, a capo del National Institute of Neurological Disorders and Stroke degli Nih e co-responsabile del programma Recover. “Consapevoli del fatto che probabilmente è necessaria più di una soluzione” per affrontare la sindrome post-infezione da Sars-CoV-2 – evidenzia Koroshetz – abbiamo progettato rigorose piattaforme di sperimentazione clinica per identificare trattamenti mirati a pazienti con serie diverse di sintomi, allo scopo di migliorarne le funzioni e il benessere”.

I primi 2 trial lanciati dagli Nih sono ‘Recover-Vital e Recover-Neuro. Ricover-Vital si focalizzerà sul contrasto ai danni prodotti dalla persistenza di Sars-CoV-2 nell’organismo, in particolare sul sistema immunitario e i vari organi. Innanzitutto verrà testato l’antivirale Paxlovid (nirmatrelvir e ritonavir), somministrato in maniera più prolungata rispetto a quanto preveda lo schema seguito per curare Covid in fase acuta. Recover-Neuro valuterà invece possibili interventi contro la disfunzione cognitiva associata al Long Covid: nebbia cerebrale, problemi di memoria, difficoltà di attenzione e di chiarezza del pensiero, calo della capacità di risolvere problemi. Gli interventi testati includeranno BrainHQ, un programma online per allenare il cervello e migliorare la funzione cognitiva; Pasc-Cognitive Recovery, un programma online che punta a potenziare le funzioni esecutive; un dispositivo di stimolazione transcranica a corrente continua, per aiutare l’attività cerebrale e migliorare il flusso sanguigno.

Nei prossimi mesi seguiranno altri protocolli, al momento in fase di revisione: Recover-Sleep, con uno studio sull’eccessiva sonnolenza diurna (che valuterà 2 farmaci la cui azione favorirebbe lo stato di veglia) e un altro sui disturbi del sonno come la difficoltà ad addormentarsi o a restare addormentati, e Recover-Autonomic sui sintomi che interessano il sistema nervoso autonomo e quindi funzioni come la frequenza cardiaca, la respirazione e l’attività del sistema digerente. Nell’ambito di Recover-Autonomic, un trial iniziale si concentrerà sulla tachicardia posturale ortostatica, testando da un lato un trattamento usato per le malattie immunitarie e dall’altro un farmaco impiegato contro l’insufficienza cardiaca cronica nelle persone con frequenza cardiaca elevata. Un quinto protocollo, ancora in fase di sviluppo, riguarderà l’affaticamento e l’intolleranza all’esercizio fisico.

Tutti gli interventi oggetto di analisi sono stati esaminati da team di scienziati e rappresentanti dei pazienti, e approvati dai vertici Nih, sulla base di idee candidate in risposta a una call del maggio 2022. Sovrintenderà al programma un comitato per il monitoraggio dei dati e la sicurezza, composto da un gruppo indipendente di esperti che seguiranno l’andamento degli studi e forniranno raccomandazioni. “I trial clinici per testare trattamenti e interventi efficaci sono una componente fondamentale della risposta governativa al Long Covid”, dichiara Rachel L. Levine, sottosegretaria alla Sanità Usa, assicurando l’impegno a “lavorare per alleviare la sofferenza di persone e famiglie maggiormente colpite” dalle sequele del coronavirus pandemico. “I rappresentanti dei pazienti e della comunità hanno fornito un contributo fondamentale per aiutarci a garantire che i risultati di questi studi siano applicabili ai pazienti in tutto il Paese e siano disponibili il prima possibile”, conclude Kanecia Zimmerman, investigatore principale del Centro coordinamento dati dei trial clinici di Recovery. Sulla maxi-controffensiva Nih anti-Long Covid è attivo il sito Internet https://trials.recovercovid.org/.

01 Agosto 2023

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