Malattia Congo. Africa Cdc: “Sospetta epidemia di malaria grave in un contesto di malnutrizione e infezione virale”

Malattia Congo. Africa Cdc: “Sospetta epidemia di malaria grave in un contesto di malnutrizione e infezione virale”

Malattia Congo. Africa Cdc: “Sospetta epidemia di malaria grave in un contesto di malnutrizione e infezione virale”
L'altra ipotesi è quello di un'infezione virale in un contesto di malaria e malnutrizione. Per quanto riguarda i test della malaria, ne sono stati condotti su 29 campioni, 25 dei quali sono risultati positivi (tasso di positività dell'86%). "Questo è il motivo per cui la diagnosi pende più verso la malaria in base alla diagnostica di laboratorio, ma c'è anche un nuovo sviluppo: un paziente maschio adulto è morto di una sindrome da febbre emorragica, il campione è stato prelevato e inviato a Kinshasa per i test di laboratorio".

Per “la malattia X che è stata osservata nella zona di Panzi”, nella Repubblica democratica del Congo, ci sono “due ipotesi di lavoro attualmente in fase di verifica: potremmo avere a che fare con un’epidemia di malaria grave in un contesto di malnutrizione e infezione virale oppure il contrario, cioè un’infezione virale in un contesto di malaria e malnutrizione”.

I risultati di laboratorio disponibili fanno pendere “più verso una malaria grave”, ma “i test sono ancora in corso, c’è una squadra che è stata dispiegata lì per fare le indagini e stiamo ancora aspettando di vedere gli esiti. E, oltre a questo, stiamo vedendo un altro quadro di malattia emorragica virale. È il motivo per cui si parla ancora di ipotesi di lavoro, per dire che la più probabile è la malaria, ma la seconda potrebbe essere la malattia virale in un contesto di malaria”.

A spiegarlo è stato Ngashi Ngongo, esperto dell’Africa Cdc, durante un briefing con la stampa.

Al momento sono 592 i casi registrati e 37 i morti documentati a livello di strutture sanitarie, “il che significa un tasso di mortalità del 6,2%, ma – puntualizza Ngongo – abbiamo anche altri 44 decessi segnalati a livello comunitario che sono sotto indagine in questo momento”. Rispetto alla settimana precedente, prosegue l’esperto, “ci sono stati 65 casi aggiuntivi registrati e 5 ulteriori decessi”. Questi 65 casi aggiuntivi “sono stati tutti indagati. Il tasso di test è del 78%, chesi traduce in 51 casi che sono stati campionati e 181 campioni che sono stati raccolti e inviati al laboratorio”.

I risultati che si hanno già in mano finora? “Per quanto riguarda i test della malaria, ne sono stati condotti su 29 campioni, 25 dei quali sono risultati positivi (tasso di positività dell’86%). In aggiunta a ciò c’è stato anche il test diagnostico rapido della malaria che è stato condotto su 88 pazienti, il 55% dei quali è risultato positivo. Questo è il motivo per cui la diagnosi pende più verso la malaria in base alla diagnostica di laboratorio, ma c’è anche un nuovo sviluppo: un paziente maschio adulto è morto di una sindrome da febbre emorragica, il campione è stato prelevato e inviato a Kinshasa per i test di laboratorio”.

Gli esperti dell’agenzia vogliono essere certi che non ci si trovi davanti a un’infezione virale sconosciuta e, finché non avranno tutti i dati, tengono in piedi entrambe le ipotesi, pur rafforzandosi quella della malaria. Va infatti considerato che “è la stagione delle piogge, è un’area endemica per la malaria, il che significa che indipendentemente da questo è davvero il momento in cui ci si aspetta anche la malaria in quell’area – analizza Ngongo – e poi sul fatto che la malnutrizione sia davvero aumentata ci sono molte cose” che incidono: una è prima di tutto la presenza di “forti piogge”, e poi “le infrastrutture si sono deteriorate così tanto che davvero l’accesso a quell’area è un problema”, che si ripercuote pure sulla disponibilità del cibo e sulla sicurezza alimentare. Questo il quadro delle ipotesi entro le quali ci si muove. “Ora – conclude Ngongo – stiamo tutti aspettando di vedere i risultati dell’indagine per ottenere una comprensione più solida di cosa abbia realmente giocato” un ruolo “in quella comunità per vedere ciò che stiamo vedendo”.

19 Dicembre 2024

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