Malattie non trasmissibili. Cuore, cancro e respiratorie. In tutto oltre 6 decessi su 10. Ecco il piano d’azione OMS “2013/2020”

Malattie non trasmissibili. Cuore, cancro e respiratorie. In tutto oltre 6 decessi su 10. Ecco il piano d’azione OMS “2013/2020”

Malattie non trasmissibili. Cuore, cancro e respiratorie. In tutto oltre 6 decessi su 10. Ecco il piano d’azione OMS “2013/2020”
Nel 2008, su 57 milioni di decessi, queste malattie non trasmissibili ne hanno causati ben 36 milioni. In cima alla lista le malattie cardiovascolari, seguite dai tumori e dalle patologie respiratorie croniche. Agire conviene anche economicamente: ecco il piano dell'OMS. IL PIANO

Circa il 63% dei decessi a livello globale nel 2008 sono stati causati da questo tipo di malattie. L’obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è quello di ridurne l’impatto, cooperando in maniera multisettoriale, a livello nazionale e internazionale: a tale scopo è stato emanato il “Piano d’azione globale dell’OMS per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili 2013-2020”, diffuso dal Ministero della Salute – Dipartimento della sanità pubblica e dell’innovazione Direzione generale dei rapporti europei ed internazionali (DGREI).  

Malattie non trasmissibili in numeri
36 dei 57 milioni di decessi verificatisi nel 2008 in tutto il mondo (circa il 63%) sono stati causati da queste malattie. Al primo posto vengono le malattie cardiovascolari (48%), seguite dai tumori (21%), le patologie respiratorie croniche (12%) e il diabete (3,5%). Ad accomunarle, quattro fattori di rischio comportamentale: consumo di tabacco, dieta non sana, inattività fisica e consumo dannoso di alcool, come si legge nel Piano d’azione. Nel 2008, l’80% di tutti decessi (29 milioni) dovuti alle malattie non trasmissibili si è verificato nei paesi a basso e medio reddito; in questi ultimi la percentuale di decessi al di sotto dei 70 anni di età è più elevata (48%) rispetto ai paesi ad alto reddito (26%). Sebbene la morbilità e la mortalità dovute alle malattie non trasmissibili si verifichino principalmente in età adulta, l’esposizione ai fattori di rischio comincia precocemente nella vita. Se non si garantiscono la promozione della salute, la prevenzione delle malattie e un’assistenza completa, i bambini possono morire a causa di malattie non trasmissibili curabili, quali le cardiopatie reumatiche, il diabete di tipo 1, l’asma e la leucemia.
Se non si cambia, secondo le proiezioni dell’OMS, il numero totale annuo di decessi dovuti alle malattie non trasmissibili aumenterà fino a raggiungere i 55 milioni entro il 2030. Le conoscenze scientifiche dimostrano che è possibile ridurre in misura considerevole il carico delle malattie non trasmissibili se vengono applicate in maniera efficace e bilanciata azioni di prevenzione e cura e interventi per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili già disponibili e dal buon rapporto costi-benefici.
 
Agire conviene: ecco i costi-benefici
Secondo l’OMS, rispetto all’inazione, l’attuazione di strategie è molto conveniente: il rapporto costi-benefici a livello di individui e popolazione, in termini di spesa sanitaria corrente, è ottimo: ammonta al 4% per i paesi a basso reddito, al 2,5% per i paesi a medio reddito e a meno dell’1% per i paesi a reddito medio-alto e alto. Il costo di attuazione del Piano d’azione dell’OMS è pari a circa 940 milioni di dollari per un periodo di otto anni, dal 2013 al 2020.
Al contrario, la perdita cumulativa di produttività riconducibile alle quattro principali malattie non trasmissibili e ai disturbi mentali è stimata in 47.000 miliardi di dollari USA. Tale mancata produttività rappresenta il 75% del PIL globale riferito al 2010 (63.000 miliardi di dollari). Questo piano d’azione, dunque, va nella direzione di un miglioramento, per salvaguardare la salute e la produttività dei paesi, operare scelte informate in materia, tra l’altro, di alimenti, media, tecnologia dell’informazione e della comunicazione, sport e assicurazione sanitaria e per individuare potenziali innovazioni per ridurre a livello mondiale la progressione dei costi dell’assistenza sanitaria in tutti i
paesi.
 
 
Obiettivi volontari a livello mondiale dell’OMS
– Riduzione relativa del 25% della mortalità totale dovuta a malattie cardiovascolari, tumori, diabete o patologie respiratorie croniche
– Riduzione relativa pari almeno al 10% del consumo dannoso di alcol, secondo quanto appropriato al contesto nazionale
– Riduzione relativa del 10% della prevalenza dell’insufficiente attività fisica
– Riduzione relativa del 30% del consumo medio di sale/sodio nella popolazione
– Riduzione relativa del 30% della prevalenza del consumo di tabacco nelle persone di età pari o superiore ai 15 anni
– Riduzione relativa del 25% della prevalenza dell’ipertensione, oppure, a seconda della situazione nazionale, contenimento della prevalenza dell’ipertensione
– Arresto della progressione del diabete e dell’obesità
– Almeno il 50% delle persone che ne hanno i requisiti riceve terapia farmacologica e counselling(incluso il controllo della glicemia) per la prevenzione dell’infarto e dell’ictus
– Disponibilità dell’80% delle tecnologie di base e dei farmaci essenziali economicamente accessibili, generici inclusi, necessari per il trattamento delle principali malattie non trasmissibili, nelle strutture pubbliche e private.
 
La traduzione del testo OMS è a cura di Katia Demofonti – Ufficio III (Rapporti con l’OMS e con altre agenzie ONU)
 
Viola Rita

Viola Rita

07 Gennaio 2014

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