Malattie tropicali neglette, adottata storica risoluzione del Consiglio ONU per i Diritti Umani

Malattie tropicali neglette, adottata storica risoluzione del Consiglio ONU per i Diritti Umani

Malattie tropicali neglette, adottata storica risoluzione del Consiglio ONU per i Diritti Umani

Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha adottato per consenso la prima Risoluzione dedicata a tutte le malattie tropicali neglette. Il testo riconosce che queste patologie non rappresentano solo una sfida sanitaria, ma anche una questione di diritti umani, legata a povertà, disuguaglianze, discriminazione, esclusione sociale.

Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha adottato a Ginevra la risoluzione 62/27 su “Diritti umani e malattie tropicali neglette”, nel corso della sua sessantaduesima sessione. Il testo è stato adottato per consenso dopo essere stato promosso da sei Paesi africani in cui il peso di queste patologie è particolarmente significativo: Malawi, che ha guidato il gruppo, Burkina Faso, Gambia, Kenya, Marocco e Repubblica Unita di Tanzania.

Con questo nuovo testo, tuttavia, il Consiglio amplia lo sguardo all’intero gruppo delle malattie tropicali neglette, riconoscendo al tempo stesso le specificità delle diverse patologie. L’adozione della risoluzione rappresenta un passaggio importante nel riconoscimento del fatto che stigma, discriminazione ed esclusione devono essere affrontati come parte integrante di risposte efficaci, centrate sulle persone e basate sui diritti

Oltre un miliardo di persone colpite nel mondo

Le malattie tropicali neglette comprendono un gruppo eterogeneo di 21 condizioni associate a gravi conseguenze sanitarie, sociali ed economiche. Colpiscono oltre un miliardo di persone nel mondo e interessano soprattutto comunità impoverite nelle aree tropicali.

Gli obiettivi di sanità pubblica per il controllo, l’eliminazione e l’eradicazione di queste patologie sono definiti nella roadmap dell’OMS per le malattie tropicali neglette 2021-2030.

L’entusiasmo con cui la risoluzione è stata accolta dalla comunità globale impegnata sulle malattie tropicali neglette, inclusi attori di advocacy come Uniting to Combat Neglected Tropical Diseases e la Fondazione Anesvad, conferma il valore politico e simbolico di questo passaggio.

OMS: “Non sono solo una questione medica”

L’adozione della risoluzione è stata accolta positivamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Daniel Ngamije Madandi, Direttore del Dipartimento Malaria e Malattie Tropicali Neglette dell’OMS, ha sottolineato il valore del provvedimento. “Accogliamo con favore questa risoluzione, che evidenzia come le malattie tropicali neglette non possano essere considerate esclusivamente una questione medica”, ha dichiarato Ngamije Madandi.

Il rappresentante dell’OMS ha inoltre confermato la disponibilità dell’Organizzazione a collaborare con i governi interessati, con il Consiglio per i Diritti Umani e con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani per individuare azioni concrete e sostenerne l’attuazione.

Disuguaglianze, discriminazione ed esclusione sociale

Il testo della risoluzione riconosce che le malattie tropicali neglette riflettono e rafforzano modelli di disuguaglianza, discriminazione ed esclusione sociale. Per questo, vengono qualificate non soltanto come una sfida di sanità pubblica, ma anche come una rilevante questione di diritti umani.

La risoluzione richiama in particolare i determinanti strutturali e sociali che favoriscono la diffusione e l’impatto delle malattie tropicali neglette. Tra questi figurano la mancanza di accesso ad acqua sicura, servizi igienico-sanitari, abitazioni adeguate, istruzione e informazione. Tra gli altri fattori rilevanti, anche il cambiamento climatico e gli spostamenti di popolazione causati da disastri naturali e conflitti.

Donne, ragazze e comunità vulnerabili più esposte

La risoluzione riconosce che alcune malattie tropicali neglette colpiscono in modo sproporzionato donne e ragazze, così come comunità remote, scarsamente servite o mobili. Per affrontare queste disuguaglianze, il Consiglio sottolinea l’importanza della raccolta e dell’analisi di dati disaggregati, utili a identificare il peso diverso che queste patologie esercitano su specifici gruppi della popolazione.

L’obiettivo è rendere le politiche sanitarie più mirate, inclusive e capaci di raggiungere le persone più esposte a povertà, stigma, discriminazione ed esclusione.

UN/OHCHR: un approccio basato sui diritti può rafforzare la risposta

Peggy Hicks, Direttrice per le procedure tematiche e speciali dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha evidenziato il ruolo di un approccio fondato sui diritti umani nella risposta alle malattie tropicali neglette.

“Un approccio basato sui diritti umani può rafforzare le risposte alle malattie tropicali neglette, assicurando che politiche e programmi siano guidati da uguaglianza, non discriminazione, partecipazione e responsabilità”, ha dichiarato Hicks.

Gli impegni richiesti agli Stati

La risoluzione invita gli Stati a rafforzare gli sforzi e gli impegni per affrontare il carico ancora “inaccettabilmente alto” delle malattie tropicali neglette. In particolare, chiede di aumentare il sostegno tecnico, finanziario e di capacity building, garantendo risorse prevedibili, durature e adeguate. Il testo incoraggia anche la protezione dei servizi sanitari dedicati alle malattie tropicali neglette di fronte a future emergenze.

Viene inoltre richiesto un approccio complessivo basato sui diritti, capace di tenere conto di discriminazione, esclusione, stigmatizzazione e altri ostacoli al pieno godimento dei diritti umani associati a queste patologie, anche in relazione alla disabilità.

Un rapporto ONU nel 2027

La Risoluzione chiede all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani di preparare un rapporto completo sulle dimensioni di diritti umani delle malattie tropicali neglette. Il documento dovrà essere elaborato in consultazione con gli organismi competenti, inclusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità, e sarà presentato al Consiglio per i Diritti Umani nel 2027.

Il rapporto dovrebbe proporre misure pratiche che gli Stati possano adottare per affrontare le implicazioni di queste patologie sul piano dei diritti umani, tutelare le persone colpite, sostenere il diritto al più alto standard raggiungibile di salute fisica e mentale e integrare i diritti umani nelle risposte nazionali, regionali e globali.

08 Luglio 2026

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