Mortalità nei pazienti con incidentalomi surrenalici e secrezione autonoma di cortisolo. Donne under 65 rischiano quattro volte di più

Mortalità nei pazienti con incidentalomi surrenalici e secrezione autonoma di cortisolo. Donne under 65 rischiano quattro volte di più

Mortalità nei pazienti con incidentalomi surrenalici e secrezione autonoma di cortisolo. Donne under 65 rischiano quattro volte di più
Lo ha evidenziato uno studio retrospettivo internazionale cui hanno partecipato anche ricercatori italiani. Terzolo (Un. Torino): “Lo studio sembra suggerire  che le donne con meno di 65 anni sono quelle che più potrebbero trarre beneficio da una normalizzazione del cortisolo, ottenuta con terapia medica o chirurgica”. Ma serviranno altri studi per confermare questo approccio. LO STUDIO.

Uno studio internazionale finanziato da Deutsche Forschungsgemeinschaft, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e Università di Torino pubblicato su Lancet Diabetes & Endocrinology  ha studiato la mortalità per tutte le cause, la prevalenza di comorbidità e l’occorrenza di eventi cardiovascolari in pazienti uniformemente stratificati con incidentalomi surrenali e autonomia del cortisolo (definito come cortisolo sierico non sopprimibile al test di soppressione del desametasone).

Lo studio ha preso in consedrazione oltre 3.600 persone –  di cui 2.350 (64,3%) donne e 1.306 (35,7%) uomini con età mediana di 61 anni – con adenomi surrenalici, seguite per almeno 3 anni, in 28 centri di 15 paesi.

I risultati hanno evidenziato che le alterazioni di secrezione del cortisolo (definite come cortisolo non sopprimibile al test al desametasone, cioè a secrezione ‘autonoma’, svincolata dal controllo ipofisario) correlano con un’aumentata mortalità (aggiustata per età, sesso, comorbidità e precedenti eventi cardiovascolari).

I risultati mostrano che, rispetto ai pazienti con adenoma non funzionante, la secrezione autonoma di cortisolo nelle donne di età inferiore ai 65 anni era associata a un aumento di quattro volte della mortalità aggiustata per tutte le cause, mentre la mortalità per tutte le cause nel gruppo con secrezione autonoma di cortisolo era aumentato solo moderatamente nelle donne di età pari o superiore a 65 anni e negli uomini di età inferiore a 65 anni e non è stato influenzato negli uomini di età pari o superiore a 65 anni.

Lo studio ha evidenziato anche che la prevalenza di malattie cardio-metaboliche (ipertensione, diabete, dislipidemia, eventi cardiovascolari maggiori) aumenta in maniera proporzionale al grado di ‘autonomia’ della secrezione del cortisolo, che si osserva più di frequente nelle donne e nei portatori di adenomi bilaterali. 

“Con tutte le cautele del caso – ha detto uno degli autori dello studio, il professor Massimo Terzolo, socio della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) e ordinario di Medicina Interna all’Università di Torino – questo studio sembra suggerire  che le donne con meno di 65 anni sono quelle che più potrebbero trarre beneficio da una normalizzazione del cortisolo, ottenuta con terapia medica o chirurgica anche se la parola finale su questo punto spetta tuttavia agli studio caso-controllo randomizzati, i soli in grado di indicare con sicurezza se un intervento terapeutico sia in grado di mitigare tanto il rischio di patologie cardio-metaboliche, quanto quello di mortalità in questa popolazione di donne under 65 con incidentalomi surrenalici a produzione autonoma di cortisolo”.

“Tuttavia – si legge nelle conclusioni dello studio –  fino a quando non saranno disponibili i risultati di studi interventistici randomizzati, un approccio terapeutico conservativo sembra essere giustificato nella maggior parte dei pazienti con incidentaloma surrenalico, soprattutto negli uomini con età di età pari o superiore a 65 anni”.

 

11 Maggio 2022

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