Nuova promettente terapia contro fibrosi cistica. Policlinico di Milano centro coordinatore italiano

Nuova promettente terapia contro fibrosi cistica. Policlinico di Milano centro coordinatore italiano

Nuova promettente terapia contro fibrosi cistica. Policlinico di Milano centro coordinatore italiano
Una combinazione di due farmaci migliora sensibilmente la funzionalità respiratoria e più in generale la qualità di vita dei pazienti con fibrosi cistica: lo ha verificato uno studio internazionale appena pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha coinvolto 1.108 malati.

Una combinazione di due farmaci migliora sensibilmente la funzionalità respiratoria e più in generale la qualità di vita dei pazienti con fibrosi cistica: lo ha verificato uno studio internazionale appena pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha il Policlinico di Milano come centro coordinatore italiano. La fibrosi cistica è una malattia ereditaria e cronica che interessa molti organi, e principalmente i polmoni e il pancreas: i pazienti che ne soffrono vanno incontro a infezioni respiratorie ricorrenti, progressivo danno polmonare che può evolvere verso l'insufficienza respiratoria, e richiedere il trapianto dei polmoni.

Nonostante i notevoli progressi nelle terapie, che nel tempo hanno consentito un miglioramento della sopravvivenza dei pazienti con fibrosi cistica, ad oggi non esiste una cura risolutiva, e questa patologia può influenzare negativamente la qualità di vita di chi ne soffre. Lo studio appena pubblicato ha coinvolto 1.108 malati "ed è uno dei più grandi che siano mai stati condotti al mondo – spiega Carla Colombo, responsabile del Centro Regionale di riferimento per la Fibrosi Cistica del Policlinico e coordinatrice italiana dello studio – i suoi risultati sono promettenti, e aprono la strada ad una vera e propria rivoluzione nel trattamento di questa malattia. Siamo riusciti infatti a verificare, in parole semplici, che è possibile far funzionare di nuovo la proteina alterata che è alla base della malattia, anche nel caso di pazienti portatori della mutazione Phe508del, che è la più frequente".
 
Nello studio i ricercatori hanno utilizzato una combinazione di due farmaci. Il primo si chiama ivacaftor, ed è un 'potenziatore' della proteina CFTR: è già stato utilizzato in pazienti con altre mutazioni molto più rare con buoni risultati. Il secondo si chiama lumacaftor ed è un 'correttore': serve per facilitare l'arrivo della proteina CFTR sulla membrana cellulare, dove svolge la sua funzione. Questa proteina, quando va incontro a mutazioni, dà luogo alla malattia: la mutazione Phe508del, in particolare, è presente nell'80% dei pazienti con fibrosi cistica ed è proprio quella su cui è stata testata la combinazione dei due farmaci.

I ricercatori hanno sottoposto i pazienti a due studi di fase 3 in doppio cieco: si è visto che i soggetti che ricevevano la combinazione dei due farmaci "presentavano un significativo miglioramento della funzionalità respiratoria – spiega Colombo – inoltre, il tasso di riacutizzazioni respiratorie, considerato un indice prognostico negativo, si riduceva significativamente, fino al 30-39% di episodi in meno. In più, sia il tasso di ricoveri che l'uso di antibiotici era sensibilmente ridotto in chi era stato trattato con la combinazione dei due farmaci rispetto a chi aveva seguito il placebo. Infine, i pazienti presentavano un miglioramento dello stato nutrizionale, recuperavano il peso che avevano perduto a causa della malattia".

I risultati dello studio hanno indotto a proseguire le ricerche, e "i pazienti sottoposti a placebo ora seguono a loro volta la terapia con i due farmaci. E' ancora presto per dire di aver trovato la cura definitiva – conclude Colombo – ma di certo questo studio ha indicato la direzione giusta da intraprendere nei pazienti con la mutazione più frequente: siamo già impegnati in ulteriori studi per migliorare ancora di più questi risultati con altri farmaci 'correttori', e per studiare gli effetti anche su altri tipi di mutazioni in modo da realizzare la strategia di una terapia personalizzata". Per i primi di giugno è attesa l'approvazione della combinazione dei due farmaci dalla Food and Drug Administration, l'ente regolatore per i farmaci americano; nel frattempo, al Policlinico, i pazienti arruolati nello studio continuano a seguire la terapia in via sperimentale. 

19 Maggio 2015

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