Nutrizione. Lo zucchero spinge all’abbuffata

Nutrizione. Lo zucchero spinge all’abbuffata

Nutrizione. Lo zucchero spinge all’abbuffata
Indagini di risonanza magnetica funzionale rivelano che questo ingrediente attiva le aree cerebrali legate alla ricompensa e al gusto, mentre il grasso agisce più su altre regioni sensoriali. Così lo zucchero spinge anche a mangiare troppo. Lo studio è su The American Journal of Clinical Nutrition.

Lo zucchero attiva alcune regioni somatosensoriali del cervello e le aree legate alla ricompensa e al gusto, spingendo a mangiare più del dovuto. A dirlo è uno studio condotto dall’Oregon Research Institute e pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition.
È noto che i cibi ad alto contributo di zucchero e di grassi mettono in moto determinate aree cerebrali, ma oggi i ricercatori approfondiscono quale sia l’effettivo ruolo dei grassi e dello zucchero in questo meccanismo. Con l’obiettivo di dare informazione sulla prevenzione e sugli interventi di trattamento disposti per ridurre l’obesità.     

“Abbiamo valutato l’effetto di due frappé al cioccolato, equicalorici, uno ad alta quantità di grassi e l’altro ad alta quantità di zuccheri, aumentando il contenuto del grasso e degli zuccheri” per studiare l’attivazione di queste regioni, spiegano i ricercatori.
Eric Stice, Kyle S. Burger e Sonja Yokum hanno preso in considerazione 106 adolescenti di circa 15 anni, sottonendoli a una risonanza magnetica funzionale: un’indagine non invasiva che permette di generare immagini del cervello e in particolare di studiare la funzione delle aree di interesse.

Questo esame è servito a studiare la risposta neurale dovuta all’assunzione di alcuni frappé: uno con molti grassi e zuccheri, uno con molti grassi e pochi zuccheri, uno con pochi grassi e molti zuccheri e infine una soluzione senza sapore.
Il frappé ad alto contenuto di grassi, rispetto all’equicalorico frullato ad alto contenuto di zuccheri, causa una maggiore attivazione nel nucleo caudato bilaterale, nel giro postcentrale, nell’ippocampo e nel giro frontale inferiore, come si legge nello studio. Viceversa, il frappé ad alto contenuto di zuccheri causa una maggiore attivazione nell’insula bilaterale fino al putamen, l’opercolo rolandico e il talamo. Inoltre, l’aumento dello zucchero nel frullato a basso contenuto di grassi porta una più forte attivazione nell’insula bilaterale e nell’opercolo rolandico. Al contrario, l’aumento del contenuto di grassi non suscita alcun incremento nell’attivazione cerebrale.
Insomma, il grasso “accende” maggiormente il nucleo caudato e le regioni somatosensoriali orali, mentre lo zucchero accende maggiormente le regioni del gusto e il putamen; inoltre l’aumento dello zucchero risveglia ancora di più le regioni del gusto, mentre l’aumento del grasso non cambia la situazione.

Lo zucchero, dunque, stimola i centri del piacere, dato che ha un maggiore coinvolgimento rispetto al grasso nei meccanismi della ricompensa e del gusto: così può spingerci a mangiare troppo. Il risultato fornisce importanti strumenti per prevenire e trattare i problemi associati, con interventi che dovrebbero dare la priorità alla riduzione dell’assunzione di zucchero. Questo trial è stato registrato su clinicaltrials.gov come DK092468.
 
Viola Rita

Viola Rita

16 Dicembre 2013

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