Obesità e disturbi alimentari. Giovane farmacista ricercatrice premiata da L’Oréal Italia per le “Donne e la Scienza”

Obesità e disturbi alimentari. Giovane farmacista ricercatrice premiata da L’Oréal Italia per le “Donne e la Scienza”

Obesità e disturbi alimentari. Giovane farmacista ricercatrice premiata da L’Oréal Italia per le “Donne e la Scienza”
Maria Vittoria Micioni di Bonaventura, 33 anni, laureata con 110 e lode all'Università di Camerino in Farmacia nel 2008 è una delle cinque vincitrici dell’edizione 2016 del Premio promosso da L’Oréal Italia in collaborazione con la Commissione Nazionale per l’Unesco e giunto quest’anno alla quattordicesima edizione.

Maria Vittoria Micioni di Bonaventura, 33 anni, laureata con 110 e lode all'Università di Camerino in Farmacia nel 2008 è una delle cinque vincitrici dell’edizione 2016 del prestigioso Premio nazionale “L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza”, promosso da L’Oréal Italia in collaborazione con la Commissione Nazionale per l’Unesco e giunto quest’anno alla quattordicesima edizione.
 
Per l'occasione la Fondazione L’Oréal e Unesco hanno lanciato inoltre il Manifesto For Women In Science, con l’obiettivo di promuovere il ruolo delle donne nella scienza. A firmare il Manifesto Stefania Giannini, Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Cristina Scocchia, Amministratore delegato di L’Oréal Italia, Giovanni Puglisi, Presidente emerito della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, Gianluca Vago, Rettore dell'Università degli Studi di Milano e Graziella Messina, Professore associato presso il dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano. Umberto Veronesi, Presidente della Giuria, ha mandato un video di sostegno al Manifesto.
 
Maria Vittoria Micioni di Bonaventura nel 2012 ha conseguito il dottorato in Scienze Farmaceutiche presso l'Ateneo di Camerino e la sua attività di ricerca si è focalizzata sui disordini alimentari e obesità. Per approfondire gli studi sulla neurobiologia dei disordini alimentari ha trascorso l’ultimo anno del dottorato presso l’Università di Zurigo, dove nel 2015 è tornata, supportata dal premio Ibro (International Brain Research Organization), per studiare l’influenza degli ormoni ovarici durante gli episodi di binge eating, ovvero le abbuffate compulsive di cibo appetibile.
 
Nel 2013 la Società Italiana di Farmacologia aveva premiato Micioni con il Premio Sif – Farmindustria per ricerche farmacologiche.
 
Per questo Premio la ricercatrice ha presentato un progetto per un nuovo approccio farmacologico per il trattamento dell’obesità e dei disturbi alimentari correlati con gli episodi di binge eating, che, grazie al finanziamento ottenuto dal Premio L’Oréal, sarà realizzato nel laboratorio di ricerca coordinato dal Prof. Carlo Cifani dell'Università di Camerino.
 
“E’ per me un onore – ha dichiarato Micioni – essere tra le giovani ricercatrici vincitrici del Premio L’Oréal per le Donne e la Scienza, che mi consentirà di proseguire con continuità la mia attività di ricerca”.
 
Molti disturbi alimentari, come la bulimia, sono caratterizzati da fenomeni di binge eating in cui si consumano compulsivamente enormi quantità di cibo, ma le cause dei disturbi alimentari e di fenomeni come questo non sono ancora chiare, e per questo le strategie terapeutiche oggi sono ancora estremamente limitate.
 
“Di recente, grazie a un modello animale sviluppato presso il laboratorio dell'Università di Camerino – ha affermato l Micioni – si è dimostrato che il recettore A2A di un neurotrasmettitore, l’adenosina, potrebbe rappresentare un potenziale target per farmaci in grado di controllare l’assunzione smodata di cibo. Per questo, il mio progetto punta a verificare il ruolo svolto dal sistema cerebrale dell’adenosina nello sviluppo dei comportamenti alimentari compulsivi e nell'obesità”.
 
La cerimonia di premiazione dell’iniziativa si è tenuta lunedì a Milano alla presenza del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini. Con questa edizione salgono a 70 le giovani scienziate premiate nel corso di questi anni, 70 giovani donne che, grazie a questa borsa di studio, potranno beneficiare di un sostegno concreto in più per proseguire con il loro percorso di ricerca, consolidare la loro carriera e giungere a nuove scoperte.

Stefano A. Inglese

15 Giugno 2016

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