Obesità. Uno studio smentisce il “paradosso” della longevità

Obesità. Uno studio smentisce il “paradosso” della longevità

Obesità. Uno studio smentisce il “paradosso” della longevità
I dati di una nuova analisi pubblicati su Lancet smentiscono il “paradosso obesità”, dimostrando che il sovrappeso e l’obesità sono legati ad un rischio maggiore di morire prematuramente, e il rischio aumenta rapidamente insieme all’aumento del peso.

(Reuters Health) – Secondo le recenti stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) 1,3 miliardi di adulti in tutto il mondo sono in sovrappeso e altri 600 milioni sono obesi. La prevalenza dell’obesità in età adulta è del 20% in Europa e del 31% Nord America. Gli effetti negativi sulla salute di un eccesso di peso corporeo e il suo legame con malattie croniche come il diabete, le malattie cardiache, l’ ictus, le malattie respiratorie e il cancro sono stati ben documentati. Ma studi recenti suggeriscono che le persone che sono in sovrappeso non sembrano avere tassi di sopravvivenza più bassi e questa osservazione ha portato confusione sul fatto che l’obesità possa essere causa di morte, o semplicemente causa di cattive condizioni di salute.
 
Lo studio
In questo contesto il team guidato da Emanuele Di Angelantonio, dell’Università di Cambridge, ha esaminato i dati provenienti da più di 10,6 milioni di persone coinvolte in 239 studi di grandi dimensioni condotti in 32 paesi per oltre 45 anni. E hanno dapprima evidenziato, complessivamente, che 1,6 milioni di decessi sono stati registrati in questi studi, in cui i partecipanti sono stati seguiti per una media di 14 anni. I ricercatori hanno escluso, in questa nuova analisi, i fumatori attuali o gli ex fumatori, i malati cronici, all’inizio dello studio, e i decessi per qualsiasi causa, nei primi cinque anni di follow-up. In questo modo sono rimasti 4 milioni di adulti da analizzare. Ebbene, i risultati dell’analisi hanno mostrato che i partecipanti con un normale Indice di massa corporea (BMI) mostravano il più basso rischio di mortalità prematura – di morire prima dei 70 anni – nel periodo in cui sono stati seguiti. Ma il rischio di mortalità è aumentato in modo significativo su tutta la gamma del sovrappeso, con un rischio più elevato del 31% di morte prematura per ogni 5 unità di elevazione del BMI superiore a 25 kg / m2.

Questi risultati, secondo gli autori, hanno smentito definitivamente il “paradosso dell’obesità”, che aveva attribuito al sovrappeso un possibile vantaggio nella sopravvivenza. E i ricercatori hanno ribadito con enfasi che il peso corporeo in eccesso attualmente è la causa da 1 a 5 di tutte le morti premature in America e da 1 a 7 in Europa.

“In media, le persone in sovrappeso perdono circa un anno di aspettativa di vita, e le persone moderatamente obese, circa tre anni”, ha dichiarato Di Angelantonio che ha anche precisato che i loro risultati hanno inoltre mostrato che gli uomini grassi sono particolarmente a rischio. Tutto questo è coerente con precedenti osservazioni nelle quali si evidenziava che gli uomini obesi hanno una maggiore resistenza all’insulina, aumento di steatosi epatica e maggior rischio di diabete, rispetto alle donne.

Fonte: Lancet 2016

Kate Kelland

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science) 

Kate Kelland

18 Luglio 2016

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