Sclerosi multipla. Identificato il primo marcatore genetico di gravità della malattia

Sclerosi multipla. Identificato il primo marcatore genetico di gravità della malattia

Sclerosi multipla. Identificato il primo marcatore genetico di gravità della malattia
Due consorzi internazionali di ricerca hanno unito le forze per lavorare all’individuazione del primo marcatore genetico della gravità della sclerosi multipla. La variante si trova tra due geni che non erano mai stati correlati alla sclerosi multipla: DYSF, coinvolto nella riparazione delle cellule danneggiate, e ZNF638, che aiuta a controllare le infezioni virali.

Un team internazionale di scienziati provenienti da due grandi consorzi di ricerca, l’International Multiple Sclerosis Genetics Consortium (IMSGC) e il MultipleMS Consortium, ha identificato il primo marcatore genetico della gravità della sclerosi multipla, aprendo potenzialmente la strada alla prevenzione della disabilità a lungo termine. I risultati della ricerca sono stati pubblicati da Nature.

Studi precedenti avevano dimostrato che il rischio di andare incontro a sclerosi multipla deriva in gran parte da disfunzioni del sistema immunitario e alcune di queste disfunzioni possono essere trattate, rallentando la malattia. Tuttavia “questi fattori di rischio non spiegano perché, a dieci anni dalla diagnosi, alcuni malati siano sulla sedia a rotelle e altri continuino a correre maratone”, spiega Sergio Baranzini, dell’Università della California di San Francisco e co-autore senior dello studio.

La ricerca ha coinvolto oltre 12mila persone con sclerosi multipla, sulle quali è stato condotto un genoma-wide association study (GWAS) che ha utilizzato metodi statistici per correlare tratti di interesse del genoma alla gravità della sclerosi multipla.

I risultati
Dopo aver passato al setaccio oltre sette milioni di varianti, gli scienziati ne hanno trovata una associata a una progressione più rapida della malattia. La variante si trova tra due geni che non erano mai stati correlati alla sclerosi multipla: DYSF, coinvolto nella riparazione delle cellule danneggiate, e ZNF638, che aiuta a controllare le infezioni virali. Questi due geni, secondo gli autori, sono generalmente attivi nel cervello e nel midollo spinale, piuttosto che nel sistema immunitario.

A conferma di questa scoperta, il team ha studiato la genetica di quasi 10mila altri pazienti affetti da sclerosi multipla, evidenziando che effettivamente i pazienti con due copie della variante andavano incontro a disabilità grave più velocemente. Inoltre, analizzando il cervello di persone con sclerosi multipla decedute, un gruppo olandese interno all’IMSGC ha aggiunto un tassello alla ricerca, mostrando che i portatori omozigoti dell’allele di rischio hanno quasi il doppio delle anomalie della sclerosi multipla nella materia grigia e in quella bianca del cervello, rispetto ai pazienti che non presentano questa variante genetica. “Ereditare questa variante da entrambi i genitori accelera di quasi quattro anni il tempo necessario per necessitare di un aiuto alla deambulazione”, conclude Baranzini.

Fonte: Nature 2023

30 Giugno 2023

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...