Siia risponde ad Aifa: “Bene rassicurazioni, ma i problemi restano. Serve dialogo con le Società Scientifiche”

Siia risponde ad Aifa: “Bene rassicurazioni, ma i problemi restano. Serve dialogo con le Società Scientifiche”

Siia risponde ad Aifa: “Bene rassicurazioni, ma i problemi restano. Serve dialogo con le Società Scientifiche”
Dopo la dura replica di ieri dell’Aifa alle accuse lanciate dalla Società italiana dell’ipertensione arteriosa, i medici controreplicano, apprezzando le rassicurazioni dell’Agenzia, ma ribadendo punto per punto le proprie riserve sull’aggiornamento del prontuario, sulle difficoltà per il via libera in fascia A ai nuovi farmaci in “pillola singola” e chiedono di attivare forme di confronto più serrato.

“La SIIA ha considerato con attenzione ed interesse il comunicato tempestivo, lungo e dettagliato con cui l’AIFA ha inteso fornire chiarimenti in merito ad un comunicato stampa rilasciato dalla SIIA a margine di un simposio tenuto nell’ambito del XXX Congresso Nazionale, cui i rappresentanti dell’AIFA sono stati invitati a partecipare assieme ad esperti internazionali di ipertensione, rappresentanti della Medicina Generale e farmaco economisti, declinando due volte l’invito”. Inizia così la controreplica dei medici della Sia all’Aifa che ieri era intervenuta duramente per smentire i rischi paventati di un impoverimento del prontuario farmaceutico per la cura dell’ipertensione.
 
“La SIIA – si legge nella nota –  ha come propria missione lo sviluppo della cultura, dello studio e della ricerca nell’ambito dell’ipertensione oltre che l’obiettivo di promuovere la cura della malattia nel Paese, e quindi ad affrontare il problema tutt’ora irrisolto dell’inadeguata aderenza alla terapia. Rappresenta in modo ampiamente riconosciuto una delle Società Nazionali più autorevoli nel panorama internazionale, ed è sempre stata aspirazione  della Società collaborare con le Istituzioni, gli organismi tecnici e regolatori e le altre Società  Scientifiche per migliorare la cura di una malattia che ancora oggi in Italia, pur essendo il principale fattore di rischio cardiovascolare, ha un livello di controllo e di cura insoddisfacente ed inferiore a quello degli altri Paesi europei”.
 
“Si resta quindi stupiti – prosegue la Siia – quando si definisce un comunicato stampa rivolto al pubblico, e quindi ben lontano dall’essere un documento tecnico, “fuorviante e inesatto”. Le proposte sinteticamente elencate per curare meglio l’ipertensione magari allocando meglio alcune risorse non trovano in realtà risposte puntuali nel lungo comunicato di AIFA. Infatti:
 
1. A proposito della necessaria e attesa “manutenzione” del prontuario, noi non abbiamo sollevato questioni sull’assenza dei farmaci riconosciuti per efficacia antipertensiva e documentati per capacità di prevenire gli eventi cardiovascolari, ma abbiamo sostenuto la necessità di rivedere o riclassificare quelli che queste evidenze non le hanno e che magari sono gravati da effetti collaterali importanti o sono persino obsoleti.
2. A proposito delle combinazioni  in pillola singola, che stanno determinando una vera e propria svolta nella cura della malattia, abbiamo accolto con soddisfazione le rassicurazioni dell’AIFA al riguardo. A noi, peraltro, risulta che non è stata presa in considerazione la rimborsabilità per le triplici associazioni  (e quindi di fatto proposta la classe C) e che, per quanto riguarda le combinazioni duali ARB/CCB, sebbene sia in corso  ancora una lunga discussione basata su parametri di appropriatezza prescrittiva identificati naturalmente e autonomamente dall’AIFA, l‘ipotetico fallimento della negoziazione determinerebbe il non auspicabile, ma inevitabile risultato di una riclassificazione del farmaco. Siamo rassicurati dal fatto che ciò, secondo l’AIFA, non avverrà e del riconoscimento da parte dell’Ente del ruolo fondamentale della buona aderenza e della semplificazione terapeutica come elementi cruciali per una cura più efficace dell’ipertensione.
3. Infine, in relazione ai farmaci equivalenti, noi abbiamo semplicemente segnalato che non sembra necessario avere più di 30 generici della stessa molecola antipertensiva, che è elemento di forte confusione per i pazienti e per i medici, e che, in aggiunta, le risorse anche esigue che dovessero derivare da una semplificazione burocratica di questo aspetto potrebbero essere meglio destinate. Ovviamente, la puntualizzazione tecnica di AIFA a questo riguardo è del tutto condivisibile, ma non cambia la sostanza della nostra proposta”.
 
 
“La SIIA vuole cogliere questa occasione di aperto e franco dibattito, nell’ambito  dei propri rispettivi ruoli  e competenze (ma senza gerarchie e possesso delle verità) – conclude la nota –  per invitare l’Agenzia del farmaco ad un confronto scientifico serio e sereno su questi ed altri aspetti, che tutte le Società Scientifiche ovviamente auspicano, essendo disponibili, anche come rappresentanti di Istituzioni Pubbliche e non solo membri di Società Scientifiche, a dare un contributo per migliorare sempre più i livelli di Salute nel nostro Paese, anche in relazione alle risorse disponibili.

10 Ottobre 2013

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