Sindromi mielodisplastiche. Commissione europea estende luspatercept ai pazienti adulti con anemia trasfusione-dipendente

Sindromi mielodisplastiche. Commissione europea estende luspatercept ai pazienti adulti con anemia trasfusione-dipendente

Sindromi mielodisplastiche. Commissione europea estende luspatercept ai pazienti adulti con anemia trasfusione-dipendente
È la quarta indicazione autorizzata in Europa per luspatercept. Nello studio di fase III Commands questo trattamento ha mostrato un’efficacia superiore all’epoetina alfa nelle sindromi mielodisplastiche a basso rischio.

La Commissione Europea ha esteso l’approvazione di luspatercept al trattamento di prima linea dei pazienti adulti con anemia trasfusione-dipendente dovuta a sindromi mielodisplastiche (MDS) a rischio molto basso, basso e intermedio. L’approvazione di luspatercept riguarda tutti gli Stati membri dell’UE.

“Con l’approvazione di luspatercept come trattamento di prima linea dell’anemia negli adulti con MDS a basso rischio, un numero maggiore di pazienti nell’UE avrà la possibilità di diventare indipendente dalle trasfusioni per periodi di tempo più lunghi rispetto alle attuali opzioni disponibili”, afferma Monica Shaw, senior vice president e head of European Markets, Bristol Myers Squibb. “Questo traguardo sottolinea il nostro impegno costante nello sviluppo di nuove opzioni per i pazienti affetti da anemia correlata alla malattia”.

Lo studio COMMANDS
L’approvazione si basa sullo studio registrativo di Fase III COMMANDS, in cui luspatercept ha dimostrato un’efficacia superiore all’epoetina alfa, un agente che stimola l’eritropoiesi, nell’endpoint primario dello studio, ossia l’indipendenza dalle trasfusioni di globuli rossi e il concomitante aumento dell’emoglobina. I risultati di sicurezza erano coerenti con i precedenti studi sulle MDS ed in linea con i sintomi attesi in questa popolazione di pazienti. Luspatercept è approvato anche negli Stati Uniti e in Giappone per il trattamento di prima linea dei pazienti con anemia trasfusione-dipendente dovuta a MDS a rischio molto basso, basso e intermedio.

“Nel trattamento delle sindromi mielodisplastiche a basso rischio, pochi pazienti mostrano una risposta duratura agli agenti stimolanti l’eritropoiesi, confermando l’importante necessità di opzioni terapeutiche più efficaci per affrontare il problema dell’anemia”, afferma Matteo Giovanni Della Porta, ricercatore dello studio e responsabile dell’Unità Leucemie dell’Humanitas Cancer Center di Milano. “I risultati dello studio COMMANDS sottolineano il valore clinico di luspatercept come trattamento iniziale dell’anemia nei pazienti con MDS a rischio basso-intermedio, e questa approvazione rappresenta una pietra miliare significativa nel progresso della pratica terapeutica e nell’offerta di risultati migliori per i pazienti”.

I dettagli dello studio
COMMANDS (NCT03682536) è uno studio randomizzato di Fase III, in aperto, per la valutazione dell’efficacia e della sicurezza di luspatercept rispetto a epoetina alfa nel trattamento dell’anemia dovuta a sindromi mielodisplastiche ( MDS) a rischio molto basso, basso o intermedio (secondo IPSS-R) nei pazienti dipendenti da trasfusioni di globuli rossi (RBC) e naïve agli agenti stimolanti l’eritropoiesi (ESA).

L’endpoint primario valutato in questo studio è l’indipendenza dalle trasfusioni di globuli rossi (RBC-TI) per 12 settimane con un aumento medio dell’emoglobina (Hb) ≥ 1,5 g/dl. I principali endpoint secondari comprendono la risposta eritroide (HI-E) di almeno 8 settimane durante le settimane 1-24 dello studio, RBC-TI ≥12 settimane e RBC-TI per 24 settimane.

I pazienti eleggibili avevano ≥ 18 anni con MDS a basso rischio trasfusione-dipendenti. I pazienti sono stati randomizzati 1:1 a ricevere luspatercept per via sottocutanea (dose iniziale 1,0 mg/kg, titolazione fino a 1,75 mg/kg) una volta ogni 3 settimane o epoetina alfa (dose iniziale 450 UI/kg, titolazione fino a 1.050 UI/kg) settimanalmente per ≥24 settimane.

Al momento dell’analisi primaria (31 marzo 2023), 363 pazienti sono stati randomizzati 1:1 a luspatercept ed epoetina alfa. I risultati dell’analisi primaria della popolazione intent-to-treat (ITT) hanno mostrato:

• Il 60,4% (n=110) dei pazienti trattati con luspatercept rispetto al 34,8% (n=63) dei pazienti trattati con epoetina alfa ha raggiunto l’endpoint primario di RBC-TI di almeno 12 settimane con un aumento medio concomitante di Hb di almeno 1,5 g/dL entro le prime 24 settimane (p<0,0001).

• La HI-E di almeno 8 settimane è stata ottenuta dal 74,2% (n=135) dei pazienti con luspatercept rispetto al 53% (n=96) dei pazienti con epoetina alfa (p<0,0001).

• La RBC-TI di almeno 12 settimane è stata ottenuta dal 68,1% (n=124) dei pazienti con luspatercept rispetto al 48,6% (n=88) dei pazienti con epoetina alfa (p<0,0001).

• La durata della risposta è stata di 128,1 settimane (108,3-NE) con luspatercept nei pazienti che hanno raggiunto la TI per almeno 12 settimane (settimane raggiunte 1-24) rispetto a 89,7 settimane (55,9-157,3) con epoetina alfa (Indice di rischio [HR]: 0,534 ; Intervallo di confidenza al 95% [CI]: 0,330-0,864, p=0,0096).

I risultati di sicurezza sono stati coerenti con i precedenti studi sulle MDS e la progressione a leucemia mieloide acuta e il numero di decessi sono stati simili nei due bracci dello studio. Gli eventi avversi più comuni derivanti dal trattamento in circa il 10% dei pazienti sono stati diarrea, fatigue, COVID-19, ipertensione, dispnea, nausea, edema periferico, astenia, vertigini, anemia, mal di schiena e emicrania. I tassi di fatigue e astenia segnalati hanno mostrato di diminuire nel tempo.

08 Aprile 2024

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