Sma. Prima bimba trattata in utero, grazie a un’idea dei genitori. Risultati promettenti per evitare sintomi precoci

Sma. Prima bimba trattata in utero, grazie a un’idea dei genitori. Risultati promettenti per evitare sintomi precoci

Sma. Prima bimba trattata in utero, grazie a un’idea dei genitori. Risultati promettenti per evitare sintomi precoci
Nell'ultimo decennio, la Fda, e di seguito anche l'autorità europea, ha approvato tre farmaci per curare i neonati affetti da atrofia muscolare spinale. I trattamenti vengono dunque somministrati dopo la nascita. Ma fino alla metà dei neonati privi di entrambe le copie del gene SMN1 e con solo due copie del gene SMN2 nascono con alcuni sintomi.

E’ la prima persona al mondo a essere curata per una malattia genetica grave come la Sma (atrofia muscolare spinale) direttamente in utero. E, a due anni e mezzo di età, non mostra segni della condizione, che colpisce i motoneuroni che controllano il movimento e porta a un progressivo indebolimento muscolare. La madre della bambina ha assunto il farmaco mirato ai geni durante la tarda gravidanza e la bambina continua a prenderlo. I risultati di questo caso sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine.

Circa una su 10.000 nascite presenta una qualche forma di questa patologia, cosa che la rende una delle principali cause genetiche di morte nei neonati e nei bambini. Nella sua forma più grave, come nel caso di questa bambina, gli individui sono privi di entrambe le copie del gene SMN1 e hanno solo una o due copie di un gene vicino, SMN2, che compensa parzialmente tale carenza. Di conseguenza, il corpo non produce abbastanza proteine necessarie per mantenere i motoneuroni nel midollo spinale e nel tronco encefalico. I piccoli colpiti da una forma grave di solito non vivono oltre il loro terzo anno. Nell’ultimo decennio, la Food and Drug Administration (Fda), e di seguito anche l’autorità europea, ha approvato tre farmaci per curare i neonati affetti da atrofia muscolare spinale. I trattamenti vengono dunque somministrati dopo la nascita. Ma fino alla metà dei neonati privi di entrambe le copie del gene SMN1 e con solo due copie del gene SMN2 nascono con alcuni sintomi. C’è dunque “ancora margine di miglioramento”, afferma Richard Finkel, neuroscienziato clinico presso lo St. Jude Children’s Research Hospital di Memphis, Tennessee, che ha guidato lo studio.

Il farmaco orale utilizzato in questo studio, chiamato Risdiplam e prodotto da Roche, è una piccola molecola che agisce modificando l’espressione del gene SMN2 in modo che produca più proteina SMN. L’idea di somministrarlo in utero è venuta ai genitori, afferma Finkel.Avevano già subito una perdita a causa di questa orribile malattia”, afferma, e volevano sapere se esistevano opzioni di trattamento che potevano iniziare prima della nascita. La Fda ha approvato lo studio per questo singolo caso. La madre, che era incinta di 32 settimane, ha assunto Risdiplam ogni giorno per sei settimane. La bambina ha iniziato ad assumere il farmaco a una settimana di vita e probabilmente continuerà a prenderlo per il resto della sua vita. Poco dopo la nascita, alla bimba sono state diagnosticate tre anomalie dello sviluppo: difetto del setto ventricolare (risolto), ipoplasia del nervo ottico e asimmetria del tronco encefalico, con relativi ritardi nella vista e nello sviluppo generale. Si ritiene che queste anomalie si siano verificate precocemente nello sviluppo fetale prima dell’esposizione al risdiplam. Ora che ha due anni e mezzo, continua a essere monitorata periodicamente presso il St. Jude, ma “nel corso della valutazione, non abbiamo davvero visto alcuna indicazione di segni di Sma”, ha affermato Finkel. La ricerca dimostra la sicurezza e la fattibilità dell’approccio e rafforza la necessità di uno studio più completo.

Finkel, R. S., et al. (2025). Risdiplam for Prenatal Therapy of Spinal Muscular Atrophy. New England Journal of Medicine. doi.org/10.1056/nejmc2300802.

20 Febbraio 2025

© Riproduzione riservata

Tumore del pancreas. Aifa apre il confronto con azienda per uso compassionevole di daraxonrasib. Gemmato: “Renderlo disponibile al più presto”
Tumore del pancreas. Aifa apre il confronto con azienda per uso compassionevole di daraxonrasib. Gemmato: “Renderlo disponibile al più presto”

Si apre uno spiraglio per l’accesso precoce in Italia a daraxonrasib, la nuova terapia mirata per il tumore del pancreas metastatico già autorizzata negli Stati Uniti ma non ancora nell’Unione...

Sicurezza dei pazienti. Oms: nel mondo un paziente su 10 subisce un danno durante le cure
Sicurezza dei pazienti. Oms: nel mondo un paziente su 10 subisce un danno durante le cure

Le malattie non trasmissibili rappresentano una delle principali sfide sanitarie globali e sono al centro del World Patient Safety Day 2026, che si celebra il 17 settembre. L’edizione di quest’anno...

Tumore al polmone con mutazione EGFR. Studio ADAURA: con osimertinib il 79% dei pazienti è vivo dopo otto anni
Tumore al polmone con mutazione EGFR. Studio ADAURA: con osimertinib il 79% dei pazienti è vivo dopo otto anni

Dallo studio di Fase III ADAURA è emerso che osimertinib di AstraZeneca è in grado di offrire un beneficio in termini di sopravvivenza globale sostenuto e clinicamente significativo a otto...

Influenza. Aggiornati i vaccini per la stagione 2026-2027: ecco i nuovi ceppi
Influenza. Aggiornati i vaccini per la stagione 2026-2027: ecco i nuovi ceppi

Sono stati aggiornati i ceppi virali dei vaccini influenzali per la stagione 2026-2027. Con la determina n. 497/2026 dell'11 settembre 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 15 settembre, l'Agenzia Italiana...