Spondilite anchilosante: ok AIFA a rimborsabilità tofacitinib

Spondilite anchilosante: ok AIFA a rimborsabilità tofacitinib

Spondilite anchilosante: ok AIFA a rimborsabilità tofacitinib
Via libera dell’AIFA alla rimborsabilità di tofacitinib nella spondilite anchilosante, patologia che si manifesta con dolore e lombalgia cronica e colpisce prevalentemente gli under 45. Tofacitinib è uno JAK inibitore orale che ha già dimostrato la sua efficacia nel trattamento dell’artrite reumatoide, dell’artrite psoriasica e della colite ulcerosa

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di tofacitinib (Xeljanz) per il trattamento di pazienti adulti affetti da spondilite anchilosante (SA) attiva che hanno risposto in modo inadeguato alla terapia convenzionale, con Determina n. 388/2023 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 1° giugno 2023. La spondilite anchilosante è una patologia che fa parte delle spondiloartriti sieronegative e che interessa prevalentemente la porzione lombare della colonna vertebrale e le articolazioni sacroiliache.

Secondo alcune stime, la spondilite anchilosante ha una prevalenza compresa in un range tra 0,1 e 1,4 per cento e colpisce prevalentemente soggetti giovani, under 45, con una prevalenza per il sesso maschile.

Inizialmente si manifesta con dolore e una lombalgia cronica che dura tipicamente per più di 3 mesi, con caratteristiche di tipo infiammatorio; se non trattata può portare ad una situazione invalidante con difficoltà nella deambulazione e nello svolgimento delle attività quotidiane. La diagnosi precoce è fondamentale per l’efficacia del trattamento, ma l’aspecificità dei sintomi può ritardare la diagnosi fino a 11 anni dalla comparsa dei primi segni di malattia.

Poiché questa patologia colpisce soprattutto persone giovani, l’impatto socio-economico è significativo: uno studio europeo ha evidenziato che i pazienti con spondilite anchilosante hanno una perdita media di reddito annuo di 1.371 euro e una spesa aggiuntiva di 431 euro per assistenza sanitaria e costi legati alla malattia. Un’analisi condotta per determinare l’impatto economico legato alla gestione del paziente nella prospettiva del SSN e della società ha concluso che una gestione terapeutica adeguata della spondilite anchilosante potrebbe ridurre sensibilmente i costi, specie quelli indiretti.

Da oggi l’inventario terapeutico per la spondilite anchilosante si arricchisce con tofacitinib, JAK inibitore orale che ha già dimostrato la sua efficacia nel trattamento dell’artrite reumatoide, dell’artrite psoriasica e della colite ulcerosa.

“Tofacitinib fa parte di una classe di farmaci che sono in grado di inibire specifiche molecole chiamate janus chinasi, implicate in maniera importante nell’attivazione del segnale infiammatorio da parte di diverse sostanze pro-infiammatorie – spiega Roberto Felice Caporali, Professore Ordinario di Reumatologia e Direttore Scuola di specializzazione in Reumatologia Università di Milano, Direttore Dipartimento di Reumatologia e Scienze Mediche ASST ‘Gaetano Pini’ CTO Milano – semplificando, le janus chinasi trasmettono il segnale dall’esterno all’interno della cellula, quindi modulando la loro attività sono in grado di inibire tutti i meccanismi che si trovano a valle, in primo luogo il processo infiammatorio. Questa azione può rivelarsi utile in diverse malattie croniche caratterizzate da infiammazione come l’artrite reumatoide e altre in campo reumatologico e gastroenterologico. Tofacitinib si somministra per via orale e questo rappresenta un vantaggio per il paziente, che non deve ricorrere alla somministrazione per via parenterale, come succede per molti altri farmaci avanzati”.

Le patologie per le quali è indicato tofacitinib riguardano apparati e organi diversi, ma sono accomunate da alcuni meccanismi che sostengono il processo infiammatorio.

“Per capire le correlazioni esistenti tra le artriti e le malattie infiammatorie croniche intestinali – dichiara Alessandro Armuzzi, Professore Ordinario di Gastroenterologia Humanitas University e Responsabile Centro IBD Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano) – basterebbe dire che almeno fino al 30% dei pazienti con colite ulcerosa può avere associate manifestazioni extraintestinali come le spondiloartriti in quanto vi è un network di molecole pro-infiammatorie che accomuna le artriti alle malattie infiammatorie croniche intestinali. Il dato si spiega con la presenza di un substrato di predisposizione genetica e di alterazioni del microbiota intestinale comuni, che predispongono una certa percentuale dei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali a poter sviluppare anche artrite. Inibendo la cascata infiammatoria, tofacitinib può agire su entrambe le patologie”.

21 Luglio 2023

© Riproduzione riservata

Sperimentazioni cliniche, l’Italia tiene ma cambia volto: cresce la ricerca internazionale, rallenta il no profit. Oncologia sempre al primo posto
Sperimentazioni cliniche, l’Italia tiene ma cambia volto: cresce la ricerca internazionale, rallenta il no profit. Oncologia sempre al primo posto

L’Italia supera il primo anno di piena applicazione del Regolamento europeo sulle sperimentazioni cliniche senza perdere terreno, ma il sistema cambia profondamente pelle. È quanto emerge dal 22° Rapporto Nazionale...

Biotech Act, i punti di EFPIA per accelerare
Biotech Act, i punti di EFPIA per accelerare

Un’occasione per imprimere maggiore velocità e competitività al settore europeo delle scienze della vita. È questo l’auspicio che EFPIA, attraverso una nota stampa pubblicata il 23 luglio, formula per il...

Vyvgart. Rischio contaminazione per alcuni lotti: “Ispezionare le fiale prima dell’uso”
Vyvgart. Rischio contaminazione per alcuni lotti: “Ispezionare le fiale prima dell’uso”

Argenx BV, in accordo con l'Agenzia Europea per i Medicinali (Ema), ha comunicato un rischio di contaminazione per alcuni lotti del farmaco Vyvgart 1000 mg soluzione iniettabile (efgartigimod alfa). Il problema riguarda...

Alzheimer, Eli Lilly Italia: iniziative per garantire l’accesso a donanemab in attesa della rimborsabilità del SSN
Alzheimer, Eli Lilly Italia: iniziative per garantire l’accesso a donanemab in attesa della rimborsabilità del SSN

Garantire ai pazienti italiani con malattia di Alzheimer l'accesso alle opzioni terapeutiche approvate, proseguendo nel dialogo con le istituzioni per il riconoscimento della rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale...