Studio Usa. Screening  per ansia consigliabile a tutte le donne dai 13 anni in su

Studio Usa. Screening  per ansia consigliabile a tutte le donne dai 13 anni in su

Studio Usa. Screening  per ansia consigliabile a tutte le donne dai 13 anni in su
Nelle donne i disturbi d’ansia sono più frequenti, giacché sono associati a meccanismi biologici peculiari del sesso femminile. Women’s Preventive Services Initiative (WPSI), un’organizzazione americana che include professionisti nel campo della salute della donna e rappresentanti dei pazienti, ha pubblicato una ricerca su Annals of Internal Medicine in base alla quale raccomanda lo screening per l’ansia a tutte le donne, a partire dai 13 anni

(Reuters Health) – Lo screening per l’ansia dovrebbe essere consigliato a tutte le donne dai 13 anni in su, anche a quelle in gravidanza e nel post partum. È la raccomandazione della Women’s Preventive Services Initiative (WPSI), un’organizzazione americana che include professionisti nel campo della salute della donna e rappresentanti dei pazienti, che ha pubblicato una ricerca su Annals of Internal Medicine.
 
Secondo gli autori, i disturbi d’ansia sono più frequenti nelle donne dal momento che sono associati a meccanismi biologici specifici, unici del sesso femminile, possono derivare da esperienze e fattori scatenanti più comuni tra le donne e sono più sintomatici durante la gravidanza e il post partum.
 
Lo studio. Per analizzare lo stato dell’arte relativamente allo screening dell’ansia tra le donne, i ricercatori americani hanno condotto una review raccogliendo studi di letteratura tra il 1996 e il 2019.
 
Dai risultati è emerso che nessuno studio ha valutato l’efficacia complessiva o i danni dello screening. Trentatré studi e due review, per un totale di 112.574 partecipanti, hanno valutato l’accuratezza diagnostica di 27 strumenti di screening rispetto alla diagnosi clinica o altri strumenti. La maggior parte ha evidenziato un’accuratezza da moderata a elevata per donne adulte, in gravidanza e post partum e adolescenti.
 
Inoltre, dagli studi analizzati è emerso che i sintomi di ansia miglioravano con la terapia cognitivo comportamentale e con la somministrazione di inibitori selettivi del reuptake della serotonina e noradrenalina. Ma ci sono dati limitati sui danni a lungo termine del trattamento e mancano sperimentazione sulle donne in gravidanza e nel post partum.

“Come per la depressione, lo scopo dello screening per l’ansia è quello di identificare gli individui a rischio per sottoporli a un’ulteriore valutazione dell’intero spettro dei disturbi correlati”, dice uno degli autori dello studio, Heidi Nelson, della Oregon Health and Science University di Portland, negli USA.

Secondo Kim Smolderen dell’Università di Yale, che ha scritto un editoriale sull’articolo, “lo screening è solo un passo verso il riconoscimento di questi disturbi, ma senza sistemi integrati di assistenza lo screening stesso non è sufficiente”.

Fonte: Annals of Internal Medicine
 
Marilynn Larkin
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science) 

Marilynn Larkin

09 Giugno 2020

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...