Studio Usa. Se troppi farmaci “fanno male”. A rischio “interferenza” soprattutto gli anziani con più patologie

Studio Usa. Se troppi farmaci “fanno male”. A rischio “interferenza” soprattutto gli anziani con più patologie

Studio Usa. Se troppi farmaci “fanno male”. A rischio “interferenza” soprattutto gli anziani con più patologie
I risultati suggeriscono che l’insana abitudine di prescrivere un elevato numero di farmaci agli anziani, soprattuttto se comorbili, rappresenta un problema di salute pubblica sempre più importante. I medici dovrebbero valutare attentamente gli effetti indesiderati derivanti dall’associazione di farmaci con obbligo di prescrizione, supplementi e OTC nel trattamento degli anziani e di mettere in guardia i pazienti da questi rischi

Molti anziani ogni giorno assumono un cospicuo numero di pillole, prescritte da specialisti diversi, spesso non in comunicazione tra loro; a questo spesso si aggiungono manciate di integratori e vitamine, moda un tempo solo stelle e strisce, ma di recente approdata anche in Europa. Tutto ciò aumenta sensibilmente il rischio di importanti interferenze farmacologiche. E ad attirare l’attenzione su questo rischio assai concreto è oggi uno studio pubblicato online first su JAMA Internal Medicine.
 
Dima M. Qato e colleghi dell’Università di Chicago sono andati a analizzare dati americani relativi al consumo di farmaci per esaminare come è cambiato nel tempo il loro impiego, includendo nella loro analisi sia i farmaci prescrivibili che gli OTC e i supplementi dietetici.
 
Il gruppo in studio includeva 2.351 soggetti per gli anni 2005-2006 e 2.206 persone per il periodo 2010-2011, tutti di età compresa tra i 62 e gli 85 anni. In tutti i casi sono state condotte delle interviste presso le abitazioni di queste persone e visionati direttamente i farmaci presenti in casa.
 
Nel periodo 2010-2011, rispetto agli anni 2005-2006 il consumo di almeno 5 medicinali soggetti a prescrizione medica è aumentato dal 30,6% al 35,8%.
L’impiego contemporaneo di 5 o più farmaci o supplementi di qualsiasi tipo è passato dal 53,4% al 67,1%.
Nello stesso intervallo di tempo il consumo di supplementi alimentari è aumentato, passando dal 51,8 al 63,7%; tra i supplementi i più frequentemente acquistati figurano gli integratori vitaminici e minerali oltre al calcio.
Di tendenza opposta invece il consumo di OTC, passato dal 44,4 al 37,9%.
 
In generale, oltre il 15 % degli adulti consumatori di farmaci e supplementi alimentari è risultato a serio rischio di interferenza farmacologica nel periodo 2010-11, contro l’8,4% della finestra temporale 2005-2006. Sarebbero in particolare i farmaci per la prevenzione cardiovascolare e i supplementi quelli più a rischio di comparire in un regime terapeutico a rischio ‘interferenza’.
 
E questo studio potrebbe sottovalutare il problema, visto che non ha tenuto conto di tutta una serie di altri fattori in grado di influenzare la comparsa di effetti indesiderati da farmaci, quali la funzionalità epatica e renale, la posologia,  la gravità delle patologie.
 
“Questi risultati suggeriscono che l’insana abitudine di prescrivere un elevato numero di farmaci agli anziani rappresenta un problema di salute pubblica sempre più importante. I medici dovrebbero dunque valutare attentamente gli effetti indesiderati derivanti dall’associazione di farmaci con obbligo di prescrizione, supplementi e OTC nel trattamento degli anziani e di mettere in guardia i pazienti da questi rischi”.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

23 Marzo 2016

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