Tatuaggi. Temeva di avere un linfoma e invece era una reazione a un tatuaggio fatto 15 anni prima

Tatuaggi. Temeva di avere un linfoma e invece era una reazione a un tatuaggio fatto 15 anni prima

Tatuaggi. Temeva di avere un linfoma e invece era una reazione a un tatuaggio fatto 15 anni prima
Secondo il report di un caso clinico pubblicato sugli Annals of Internal Medicine, la linfoadenopatia granulomatosa indotta dal pigmento di un tatuaggio ha simulato molte delle caratteristiche cliniche e radiologiche del linfoma in una donna di trent'anni

(Reuters Health) – Il panorama delle possibili reazioni tardive ai tatuaggi, di cui siamo a conoscenza oggi, si amplia con il caso clinico descritto da Jad Othman del Royal Prince Alfred Hospital di Sydney, in Australia. Lo studio, pubblicato su Annals of Internal Medicine, descrive la reazione tardiva ad un tatuaggio in una donna di 30 anni: un apparente linfoma si è poi rivelata una linfoadenite granulomatosa. “I medici devono essere consapevoli della possibilità di reazioni tardive ai tatuaggi e devono prendere nota della posizione e dell'aspetto dei tatuaggi in caso di linfoadenopatia", afferma Othman.
 
Il caso
Nel loro report Othman e colleghi descrivono una donna di 30 anni che presenta numerosi linfonodi ascellari bilaterali di consistenza gommosa, ma non compattati, con un diametro che arrivava fino a 1,5 cm. La donna presentava un grande tatuaggio ad inchiostro nero che copriva la schiena, presente da 15 anni, e un altro sulla spalla sinistra, presente da 2,5 anni. I test ematochimici e la radiografia del torace erano normali, ma il valore della VES era lievemente alterato: 18 mm/h. La tomografia ad emissione di positroni CT ha rivelato diversi linfonodi ingrossati nelle aree ascellari, ilari e mediastiniche, risultati interpretati come coerenti per un linfoma.
 
Tuttavia, l’agoaspirato dei linfonodi non confermava la sospetta diagnosi. Da escissione di un nodo ascellare sinistro è stata osservata la sostituzione dell'architettura nodale con granulomi epiteliali ben formati con cellule giganti multinucleate sparse. La zona para-corticale del linfonodo conteneva macrofagi neri e pigmentati. Le colorazioni per i micobatteri e i miceti erano negative e anche le colorazioni immunoistochimiche per i disturbi maligni erano negative, la citometria a flusso non ha rilevato popolazioni linfoidi anormali. Va aggiunto che la paziente ha riferito che i suoi tatuaggi erano diventati pruriginosi e cresciuti per pochi giorni ogni mese. I linfonodi ascellari precedentemente palpabili non sono stati più evidenti 10 mesi dopo.
 
 
La diagnosi finale è stata di linfoadenite granulomatosa, probabilmente una reazione di ipersensibilità al pigmento del tatuaggio, secondo quanto pubblicato dagli autori su Annals of Internal Medicine.
 
Commenti dell’autore
"È difficile capire esattamente quanto possa essere strano e anomalo questo caso – afferma Othman – Tuttavia, data la poca letteratura che descrive il fenomeno, sembra essere abbastanza raro, soprattutto per ottenere una tale reazione tanti anni dopo il tatuaggio". "Anche se avessimo sospettato questa possibilità, sarebbe comunque stata necessaria un’altra biopsia dopo escissione per escludere patologie più severe come il linfoma", ha concluso.
 
Fonte: Ann Intern Med 2017
 
Will Boggs MD
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

Will Boggs MD

04 Ottobre 2017

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