Ticket. Garante privacy: “No alla ‘dichiarazione dei redditi’ in farmacia”

Ticket. Garante privacy: “No alla ‘dichiarazione dei redditi’ in farmacia”

Ticket. Garante privacy: “No alla ‘dichiarazione dei redditi’ in farmacia”
Sarà il medico ad apporre un codice sulle ricette che identifichi, non in chiaro, la fascia di reddito del paziente e quindi l’importo da pagare per l’acquisto dei farmaci e per le altre prestazioni sanitarie. Lo comunica una nota del Garante della Privacy.

Le modalità adottate da alcune Regioni per il pagamento di 10 euro sulle ricette per le prestazioni specialistiche ambulatoriali in base alla fascia di reddito familiare “non garantivano un’adeguata protezione dei dati personali dei pazienti”. Per questo l’Autorità Garante della Privacy ha espresso parere favorevole allo schema di linee di indirizzo in materia predisposte dal ministero dell’Economia e delle Finanze prevedendo che non ci sia bisogno di dichiarare il proprio reddito al farmacista per individuare l’importo del ticket da pagare. Sarà il medico stesso ad apporre sulla ricetta un codice teso a identificare, non in chiaro, la fascia di reddito di appartenenza dell’assistito, e quindi a definire l’entità del contributo da pagare.
“Le nuove misure – spiega una nota dell’Autorità – avranno valore su tutto il territorio nazionale e traggono origine dalle segnalazioni di pazienti che, per usufruire delle esenzioni sul ticket, erano stati costretti a comunicare il loro livello di reddito al farmacista, magari in presenza di altri clienti, o alle persone che eventualmente acquistavano medicinali per loro conto”.
Nel dettaglio, spiega la nota, “all’atto della prescrizione, il medico dovrà verificare il codice da inserire per ogni persona collegandosi al Sistema tessera sanitaria oppure utilizzando l’apposita documentazione cartacea o digitale predisposta dalla azienda sanitaria locale”.

17 Novembre 2011

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