Torino. Primo intervento in Italia con Sonowand

Torino. Primo intervento in Italia con Sonowand

Torino. Primo intervento in Italia con Sonowand
Funziona contemporaneamente da ecografo e da neurotrasmettitore. Una sorta di “bacchetta magica” che permette di azzerare il rischio di lasciare parte della lesione in situ e contemporaneamente di minimizzare i pericoli di danneggiare la parte sana del cervello che sta attorno. Il primo intervento alle Molinette.

Si chiama Sonowand (letteralmente “bacchetta magica ecografica”), ed è formato da un ecografo di ultimissima generazione e da un neuronavigatore, che funzionano in sinergia: questo il particolare strumento usato per la prima volta in Italia nella sala operatoria della Neurochirurgia universitaria dell'ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino. L’apparecchio è stato usato da Alessandro Ducati, che dirige il reparto, e Francesco Zenga, per un intervento di asportazione di malformazione artero venosa cerebrale, e promette di rappresentare un innovativo e rivoluzionario sistema di controllo intraoperatorio.
 
Lo strumento consente infatti di avere, in diretta intraoperatoria, il controllo della lesione e del tessuto sano circostante, mediante confronto con la Risonanza magnetica e con l’angiografia preoperatoria. I vantaggi consistono nell'azzerare i rischi di lasciare parte della lesione in situ e contemporaneamente di minimizzare i pericoli di danneggiare la parte sana del cervello che sta attorno, evitando il rischio di ulteriori reinterventi successivi. Nel caso delle malformazioni vascolari, questi pericoli sono particolarmente significativi, perché parte di esse possono nascondersi dietro tessuto apparentemente sano. Vedere dove si trovano questi residui, senza esplorare e danneggiare tutto il tessuto attorno, è un grandissimo vantaggio per il paziente. 
Nel caso specifico, si tratta di un ragazzo di diciotto anni di Torino, affetto da MAV (malformazione artero venosa) in sede parietale destra. L'intervento ha dato un risultato eccellente. Quindi si è evitato il pericolo di dover eseguire un secondo intervento per togliere la parte rimanente della malformazione. Vedere direttamente con l’ecografia navigata e confrontata con la RM tutta l’estensione del tumore ed i suoi rapporti con le strutture sane permette di migliorare molto la prognosi dei pazienti e di conseguenza la qualità della vita nel post intervento.

25 Luglio 2013

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