Tubercolosi: un test aiuta a prevedere quali bambini sono a rischio di sviluppare la malattia

Tubercolosi: un test aiuta a prevedere quali bambini sono a rischio di sviluppare la malattia

Tubercolosi: un test aiuta a prevedere quali bambini sono a rischio di sviluppare la malattia
Un test per la tubercolosi comunemente impiegato per lo screening nella pratica clinica (il Quantiferon-TB gold-in-tube) può rivelarsi prezioso per stabilire quali bambini tra quelli con infezione tubercolare sono più a rischio di sviluppare la malattia in forma grave e potrebbero dunque trarre beneficio da un intervento terapeutico tempestivo. A stabilirlo è uno studio appena pubblicato su Lancet Respiratory Medicine

In Paesi come il Sud Africa i tassi di tubercolosi sono molto elevati ed è difficile fare una diagnosi tempestiva nei bambini. I risultati emersi da questo studio suggeriscono invece che questo test potrebbe contribuire a colmare questo gap ed essere utilizzato per individuare quelli a più alto rischio di malattia, che meritano dunque un tempestivo approfondimento delle indagini diagnostiche e della terapia.
 
La tubercolosi, patologia un po’ negletta alle nostre latitudini, è in realtà una delle principali cause di morte per malattie infettive nel mondo e porta alla morte ogni anno circa 1,4 milioni di persone, senza contare il fatto che un quarto della popolazione mondiale ha contratto un’infezione da Mycobacterium tuberculosis.
Negli adulti, per lo screening si ricorre in genere all’esame dell’escreato che non è un test diagnostico adatto ai bambini (perché non sono in grado di produrre espettorato). E’ uno dei motivi per cui non si è mai riusciti a costruire un programma di screening per la TBC dedicato ai bambini. E le conseguenze di questo, soprattutto nei Paesi a basso reddito, sono drammatiche.
 
Lo studio pubblicato su Lancet respiratory medicine ha analizzato 2.512 bambini (18-24 settimane) arruolati in precedenza in un trial sul vaccino anti-TBC MVA85A in Sud Africa. I pazienti sono stati stratificati in base al risultato quantitativo del test QuantiFERON-TB (interferon-gamma  < 0,35 UI/ml, 0,35-4 UI/ml, >4,00 UI/ml) effettuato alla visita ‘intermedia’ (a 336 giorni) ed è stato quindi determinato il rischio di progressione a patologia tubercolare attiva conclamata nell’arco dei seguenti 6-24 mesi.
 
Tra i 2.512 bambini sottoposti all’esame QFT al giorno 336, il 7% sono risultati positivi al test. Rispetto ai bambini risultati negativi al test, i ‘positivi’ con valori di QFT compresi tra 0,35 e 4 UI/ml non presentavano un rischio di malattia significativamente aumentato: 2,5 per 100 anni-persona  e un IRR (incidence rate ratio, rapporto tra i tassi di incidenza) di 3,7. Al contrario i bambini che presentavano un QTF test superiore a 4 UI/ml, presentavano un rischio di malattia significativamente elevato, pari a 28 per 100 anni-persona, con un IRR di 42,5 rispetto ai bambini con test negativo.
Tra i 91 bambini nei quali è stato ripetuto il test QFT, il 58% é tornato negativo; il rischio di reversione del QFT è risultato inversamente associato a valori di interferon-gamma rilevati al test ed è risultato maggiore nei soggetti che presentavano un QFT inferiore a 4 UI/ml.
 
Gli autori concludono dunque che i bambini che al test di screening del QFT presentano valori superiore a 4 UI/ml sono ad elevatissimo rischio di sviluppare una malattia conclamata e pertanto meritano di essere sottoposti ad accertamenti diagnostici approfonditi ed eventualmente a terapia tempestiva.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

20 Febbraio 2017

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...