Turismo delle staminali. Il New England Journal of Medicine lancia l’allarme

Turismo delle staminali. Il New England Journal of Medicine lancia l’allarme

Turismo delle staminali. Il New England Journal of Medicine lancia l’allarme
Una lettera di un gruppo di medici del Brigham and Women’s Hospital di Boston, rivela i tragici retroscena di un paziente sottoposto a trapianto di staminali in varie di cliniche private in giro per il mondo. L’obiettivo era quello di riparare i danni causati da un ictus. Il risultato è stato ritrovarsi paralizzato da un tumore che si è sviluppato nel midollo spinale. Ed è allarme ‘turismo delle staminali’ un fenomeno commerciale in crescita incontrollabile.

Trovarsi a 66 anni con un ictus e con le sue conseguenze. Capita a molti. Ma se hai soldi da spendere e hai appena letto dei miracoli fatti dalle cellule staminali, probabilmente sei più nei guai di tanti altri.
Le cliniche private per le cellule staminali stanno fiorendo un po’ in tutto il mondo, insieme alla loro promessa di guarigioni improbabili e di soluzioni miracolistiche. Basta pagare e le ‘soluzioni’ si trovano. Per l’Alzheimer, il Parkinson, le lesioni del midollo spinale, i danni da ictus. In Cina, in Argentina e in Messico ad esempio, come ha scoperto Jim Gass, il protagonista di questo caso riportato dal New England Journal of Medicine, sottoposto in questi paesi a infusioni intratecali di staminali (cellule mesenchimali, embrionali, fetali).

Poi, la comparsa di un dolore lombare sempre più forte, seguito dopo poco dalla comparsa di paraplegia e incontinenza urinaria. E la risonanza magnetica è arrivata con un referto dal sapore di una sentenza: il midollo spinale a livello toracico risultava invaso da una massa; la biopsia, effettuata subito dopo, rivelava una ganga cellulare rapidamente proliferante a differenziazione gliale, con un DNA diverso da quelle del paziente. E sebbene la lesione fosse tecnicamente una ‘neoformazione’, era qualcosa di mai visto con caratteristiche simili a quelle di un glioma maligno (atipia nucleare, elevato indice di proliferazione, differenziazione gliale, proliferazione vascolare), ma privo di altri tratti tipici dei tumori (aberrazioni genetiche ). Insomma un cancro inedito, mai descritto prima in clinica. Creato dall’uomo e dalla spregiudicatezza senza regole del ‘turismo delle staminali’.
 
Questo il conto che lo sfortunato paziente ha dovuto pagare alle terapie che nei suoi sogni avrebbero dovuto ‘riparare’ i segni lasciati dall’ictus a livello dell’emisoma sinistro. Ben più salato dei 300 mila dollari spesi in cure e viaggi.
 
Le cellule embrionali e altre tipologie di staminali – scrivono Aaron Berkowitz e altri medici del Brigham and Women’s Hospital di Boston che hanno segnalato il caso con una lettera al New England – hanno la potenzialità di formare tumori. Le cellule staminali embrionali formano teratomi quando iniettate nei topi e le staminali neuronali murine possono trasformarsi in gliomi maligni.
Nonostante queste evidenze scientifiche, le cliniche delle staminali continuano in varie parti del mondo a operare indisturbate, ignare o indifferenti al rischio di queste gravissime complicazioni legate all’introduzione di staminali ad elevata attività proliferativa nei pazienti. Trovarle non è difficile, basta fare un giro in rete. E i testimonial – riporta il New York Times – sono spesso soggetti con interessi commerciali nelle cliniche stesse. Dei ‘compari’ di lusso insomma, pronti ad accalappiare i pazienti ridotti alla disperazione.
 
Un’industria commerciale delle staminali completamente priva di controlli non solo è un potenziale pericolo per il singolo paziente, ma mina anche la fiducia negli studi seri sulle staminali, vagliate all’interno dei trial clinici in corso. “Se non si può proibire il turismo delle staminali – affermano gli autori – né l’attività di queste ‘cliniche’, almeno bisognerebbe dare più informazioni ai pazienti circa i pericoli di queste pratiche. Per questi trattamenti sperimentali è imperativo dunque affidarsi solo a contesti sicuri e altamente controllati”.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

28 Giugno 2016

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