Vaiolo delle scimmie. Nuove indicazioni dall’Ecdc per il tracciamento rapido dei casi

Vaiolo delle scimmie. Nuove indicazioni dall’Ecdc per il tracciamento rapido dei casi

Vaiolo delle scimmie. Nuove indicazioni dall’Ecdc per il tracciamento rapido dei casi
Senza politiche efficaci di contact tracing si rischia l’insorgere di focolai estesi. Secondo un modello matematico messo a punto dall'Ecdc in assenza di un tracciamento efficace dei contatti, la maggior parte dei focolai simulati continua a svilupparsi oltre le 12 settimane. IL DOCUMENTO.

L’Ecdc ha appena pubblicato un nuovo documento guida per il tracciamento dei contatti in caso di infezione del vaiolo delle scimmie (MPX).

L’isolamento dei casi e il tracciamento rapido dei contatti sono infatti fondamentali per controllare l’epidemia di MPX nella maggior parte dei paesi dell’UE/SEE.

Il contact tracing, spiega l’Ecdc, consiste nella tempestiva identificazione dei contatti di un caso MPX per consentirne la gestione di quelli esposti e la pronta diagnosi di potenziali casi secondari e può anche aiutare a identificare gruppi di popolazione in cui sono necessari interventi mirati. Fondamentale, sottolinea l’Ecdc, data la forte prevalenza di casi tra maschi che fanno sesso con maschi di una forte collaborazione con i servizi dedicati alla salute sessuale che hanno già esperienza e hanno stabilito procedure per la notifica dei partner per le malattie sessualmente trasmissibili.

Nel rapporto Ecdc si presentano nuove simulazioni basate su modelli matematici di focolai MPX.

La simulazione suggerisce che senza alcun tracciamento efficace dei contatti, la maggior parte dei focolai simulati è continuata oltre le 12 settimane.

Al contrario, con un tracciamento dei contatti efficace si possono ridurre al minimo le possibilità di nuovi casi secondari oltre le 12 settimane.

La simulazione mostra anche che potrebbero verificarsi focolai più grandi se il numero iniziale di casi non rilevati fosse superiore a uno, e con un valore superiore a 2,5 casi per il numero di casi secondari sorti in media per caso. Inoltre potrebbero svilupparsi focolai più grandi, compresi tra 50 e almeno 300 casi in un periodo di otto settimane, in caso di ritardo superiore ai 3 giorni dell’isolamento dei casi e nel caso di incubazione con un periodo inferiore a 10 giorni.

Questi risultati, secondo l’Ecdc, sottolineano che la diagnosi precoce, l’isolamento e l’efficace tracciamento dei contatti sono fondamentali per il controllo efficace dei focolai.

Il rapporto fornisce inoltre considerazioni per la definizione delle priorità degli sforzi per identificare e gestire i contatti stretti e una serie di indictori per le autorità sanitarie pubbliche nell’UE/SEE per monitorare l’efficacia delle loro attività di tracciamento dei contatti.

 

29 Giugno 2022

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