Cambiamenti climatici, piante infestanti e allergie. I risultati del progetto Atopica a Bruxelles

Cambiamenti climatici, piante infestanti e allergie. I risultati del progetto Atopica a Bruxelles

Cambiamenti climatici, piante infestanti e allergie. I risultati del progetto Atopica a Bruxelles
Lo studio, durato 3 anni, ha voluto descrivere come l'evoluzione del clima, lo sfruttamento del suolo e l'inquinamento dell'aria influenzino la diffusione della pianta infestante ambrosia, con conseguenze sulla salute umana. ricercatori hanno studiato più di 4000 bambini tra i 4 e gli 11 anni, in 3 diverse regioni della Croazia e 850 anziani di diverse fasce di età in Germania.

È in corso (5 e 6 Marzo 2015) a Bruxelles l'evento "Pollen is in the air: invasive plants and allergy in our changing environment", una due giorni di dibattito scientifico organizzata nell'ambito di Atopica, progetto europeo dedicato all'impatto dei cambiamenti climatici e ambientali sulla diffusione di patologie cosiddette 'atopiche', quali allergia, asma, eczema. La conferenza vuole essere l'occasione per discutere di come l'evoluzione del clima, lo sfruttamento del suolo e l'inquinamento dell'aria influenzino la diffusione della pianta infestante Ambrosia artemisiifolia, comunemente nota come ambrosia, con conseguenze sulla salute umana, in particolare per la diffusione di allergie. Al progetto partecipano anche partner italiani: l'Università Vita-Salute San Raffaele (Milano), l'International Centre for Theorethical Physics Abdus Salam (Trieste) e Promoscience Srl dell'Area Science Park (Trieste).

Nella due giorni il team multidisciplinare del progetto Atopica presenta i dati frutto di tre anni di studio. Per capire il fenomeno di sensibilizzazione all'ambrosia e stimare la prevalenza e l'incidenza futura delle allergie dovute ai suoi pollini, i ricercatori hanno studiato più di 4000 bambini di età compresa tra i 4 e gli 11 anni, in 3 diverse regioni della Croazia e 850 anziani di diverse fasce di età (60-69, 70-79 e 80-89 anni) in Germania.

La concentrazione dei pollini è stata monitorata nelle aree in cui sono stati effettuati gli studi clinici e in molte altre regioni europee. Nell'ambito del progetto è stato condotto uno studio di caso per mettere in relazione i dati spaziali dell'individuo, come gli spostamenti e il luogo di residenza, con l'esposizione al polline dell'ambrosia e a diversi inquinanti, allo scopo di comprendere meglio la complessa interazione tra fattori ambientali e fattori propri dell'individuo nell'influenzare la sensibilizzazione allergica e la sintomatologia della malattia. La concentrazione dei pollini è stata monitorata nelle aree in cui sono stati effettuati gli studi clinici e in molte altre regioni europee. Dall'Italia, Arpa Veneto e Arpa Fvg (l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente del Veneto e quella del Friuli Venezia Giulia) hanno messo a disposizione i propri dati sul monitoraggio dei pollini.

Atopica ha sviluppato due modelli matematici per predire la diffusione del polline dell'ambrosia tenendo conto, per la prima volta, dei cambiamenti del clima, dello sfruttamento dei suoli, della dispersione dei semi prodotti dalla pianta e del loro rilascio nell'aria. La qualità dell'aria rappresenta, poi, un altro fattore chiave. Le previsioni indicano un'evoluzione sostanziale di quest'ultimo parametro nelle decadi a venire, in relazione all'azione combinata del clima e del trasporto a lungo raggio degli inquinanti. Per questo gli scienziati di Atopica si sono concentrati anche sugli impatti delle politiche in materia di qualità dell'aria.

Con l'obiettivo di stimare il range potenziale di espansione futura dell'ambrosia invasivi, gli scienziati di Atopica hanno sviluppato un modello matematico che simula la crescita della pianta, le dinamiche di competizione e di evoluzione delle popolazioni. Questo modello ha predetto una distribuzione dell'ambrosia più ampia rispetto a quanto è possibile osservare oggi. Sono state identificate alcune aree dell'Europa nord-occidentale che, nelle condizioni attuali, potrebbero offrire condizioni favorevoli alla colonizzazione ma che non risultano ancora invase. Ci troviamo di fronte, infatti, a un fenomeno in divenire e negli scenari climatici previsti per il futuro, i confini della nicchia climatica potenziale della pianta potrebbero estendersi verso nord, con il rischio di creare problemi di salute in paesi come il Regno Unito e la Danimarca. Questa previsione si accompagnerebbe a quella di un aumento nella produzione di polline al confine nord di questa mappa. Le previsioni per l'Europa meridionale sarebbero, invece, più favorevoli da questo punto di vista. Qui, infatti, gli stress legati al clima più secco limiterebbero il range di espansione delle popolazioni di ambrosia.

05 Marzo 2015

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