Celiachia. È donna il 70% della popolazione colpita. Crescono diagnosi e spesa. La Relazione al Parlamento 2023

Celiachia. È donna il 70% della popolazione colpita. Crescono diagnosi e spesa. La Relazione al Parlamento 2023

Celiachia. È donna il 70% della popolazione colpita. Crescono diagnosi e spesa. La Relazione al Parlamento 2023
Sono in totale  265.102 i soggetti celiaci il 2% ha un’età compresa tra 6 mesi e 5 anni, il 4% rientra nella fascia 6-9 anni, il 6%) ha tra i 10 e i 13 anni, l’8% ha tra i 14 e i 17 anni, il 67%ha tra i 18 e i 59 anni e il restante 13% ha più di 60 anni di età. Per supportare la dieta dei celiaci il Ssn ha speso nel 2023 circa 250 milioni di euro con un costo medio pro-capite di circa 942,17euro. IL DOCUMENTO

La celiachia è una patologia cronica che colpisce circa l’1% della popolazione generale, in numeri 265.102 soggetti celiaci in Italia. In quasi tutte le realtà territoriali il numero di femmine celiache risulta doppio rispetto ai maschi. Sono donne infatti il 70% delle persone con celiachia in un rapporto di 2:1, rispetto agli uomini Fanno eccezione la Basilicata, il Molise e la Sardegna dove il rapporto arriva a 3:1

Dei 265.102 soggetti celiaci il 2% (5.814) ha un’età compresa tra 6 mesi e 5 anni, il 4% (11.663) rientra nella fascia 6-9 anni, il 6% (16.620) ha tra i 10 e i 13 anni, l’8% (20.552) ha tra i 14 e i 17 anni, il 67% (168.776) ha tra i 18 e i 59 anni e il restante 13% (29.853) ha più di 60 anni di età.

Il Ssn ha corrisposto circa 250 milioni di euro per supportare la dieta dei celiaci con una spesa media pro-capite di circa 942,17euro.

Questi i numeri che emergono dalla Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia nel 2023 realizzata dalla Direzione generale dell’igiene e della sicurezza alimentare del Ministero della salute. Dal documento emerge come il saldo delle diagnosi del 2023 abbia superato il dato del 2019 il che significa che, a parità di prevalenza, la popolazione è tornata nei presidi sanitari per sottoporsi alle indagini diagnostiche come accadeva nel periodo pre-pandemico.

“In Italia – ricorda il ministro della salute Orazio Schillaci nella prefazione – la celiachia è riconosciuta malattia cronica per le sue proporzioni mentre per l’impatto che ha sulla vita quotidiana è considerata una malattia sociale. Se da un lato non esiste ancora una vera e propria cura è ormai noto che per la remissione completa di segni e sintomi è necessaria una dieta rigorosa che non prevede glutine.

Per favorire tale regime alimentare – prosegue – il Servizio Sanitario Nazionale eroga mensilmente, a ciascun celiaco diagnosticato, un budget mensile da spendere per l’acquisto dei prodotti senza glutine presenti nel Registro nazionale istituito e gestito dal Ministero della salute. Inoltre, per favorire l’accesso dei celiaci ai servizi di ristorazione collettiva, è previsto un ulteriore contributo destinato alle Regioni per promuovere iniziative di formazione degli operatori del settore alimentare e attività di adeguamento delle mense annesse alle strutture pubbliche. Infine, considerato che la prevenzione è la prima forma di cura delle malattie, l’Italia nel 2023 è diventata il primo Paese che ha approvato uno screening a livello nazionale per il diabete di tipo 1 e la celiachia destinato alla popolazione pediatrica”.

Il documento punta i riflettori sulla celiachia fornendo approfondimenti sulle complicanze di questa malattia cronica, sui programmi di screening attuati, la dieta senza glutine da eseguire, l’etichettatura precauzionale e i prodotti erogabili in Italia. E tira le somme sui costi per il Ssn: nel 2023 sono stati corrisposti circa 250 milioni di euro per supportare la dieta dei celiaci con una spesa media pro-capite di circa 942,17euro.

Screening. In Italia per diagnosticare la celiachia si procede con la strategia del case-finding ovvero si valuta la scelta dei soggetti da sottoporre ai test, sierologici e strumentali, sulla base di segni, sintomi, familiarità e comorbidità. Questo tipo di approccio richiede una rigorosa formazione e competenza del personale medico sia sulla malattia in generale sia sulle sue caratteristiche suggestive. In alternativa al case-finding è possibile procedere con lo screening di massa, indipendentemente dalla presenza di segni e sintomi e dai fattori di rischio. Lo scopo dello screening è quello di far emergere i casi di celiachia individuando quei soggetti che non hanno ancora sviluppato i segni e i sintomi tipici della malattia ma che prima o poi la svilupperanno.

Per questo è stato avviato nel 2023 uno studio pilota che coinvolge bambini residenti in 4 regioni italiane: la Lombardia, le Marche, la Campania e la Sardegna. Il campione minimo è di 5.363 bambini (1,6% della popolazione pediatrica italiana), distribuito proporzionalmente e stratificato in base alla popolazione residente in ciascuna regione e in base alle fasce di età di 2-3 anni, 6-7 anni e 10-11 anni.

Dati percentuali La celiachia colpisce circa l’1% della popolazione generale. A livello territoriale la Lombardia è la regione con la più alte percentuali di persone con celiachia (18,6), seguita dal Lazio e dalla Campania (rispettivamente con il 10,1% e il 9,5%).

Distribuzione percentuale dei celiaci in Italia – anno 2023

Dati di prevalenza Dai dati emerge che la prevalenza nazionale nel 2023 è arrivata allo 0,45%. Le Regioni/PA in cui si è registrata una prevalenza più elevata sono la Valle D’Aosta con lo 0,57%, seguita dalla Provincia autonoma di Trento con lo 0,56% e dall’Umbria con lo 0,52%. La prevalenza nazionale nella popolazione femminile ha toccato lo 0,61% e quella maschile è arrivata allo 0,28%.

A livello territoriale la prevalenza femminile più elevata si è registrata in Toscana (0.77%), seguita dalla Valle D’Aosta (0,76%) e dalla Provincia autonoma di Trento (0,75%). La prevalenza maschile più elevata, invece, si è registrata negli stessi territori ma con un ordine diverso: nella Provincia autonoma di Trento si è registrata una prevalenza maschile dello 0,38%, in Valle D’Aosta dello 0,36% e in Toscana dello 0,34%.

Mense. La legge 123/2005 prevede che le mense scolastiche, ospedaliere e quelle annesse alle strutture pubbliche debbano garantire, su richiesta dell’interessato, il pasto senza glutine ai celiaci. Nel 2023 le mense riconducibili alle tipologie previste dalla norma sono 35.298 di cui 24.829 scolastiche (70%), 7.494 ospedaliere (21%) e 2.975 quelle annesse alle strutture pubbliche (9%).

Formazione degli operatori del settore alimentare. Nel settore della ristorazione, sottolinea la relazione, la formazione degli operatori del settore alimentare, oltre ad essere necessaria, risulta strategica anche per elevare la qualità dei servizi offerti. Ma err migliorare il livello formativo, si suggerisce, “sarebbe preferibile prevedere sempre una formazione teorica in aula affiancata da esercitazioni pratiche in cucine didattiche”.

Nel 2023 in tutta Italia sono stati organizzati 734 corsi di formazione con la partecipazione di 17.410 operatori. Le Regioni che hanno organizzato più edizioni formative sono state l’Abruzzo (204 corsi), il Piemonte (169 corsi), il Veneto (85 corsi) e l’Emilia Romagna (83 corsi). Le Regioni che, invece, hanno registrato più partecipanti ai corsi sono state l’Abruzzo (6.149 discenti), l’Emilia Romagna (4.135 discenti), il Piemonte (2.346 discenti) e la Puglia (1.557 discenti). I corsi realizzati hanno previsto mediamente 6 ore di formazione con una media di circa 24 partecipanti per corso. Non risultano invece attivati corsi di formazione in Friuli Venezia Giulia e Molise.


04 Marzo 2025

© Riproduzione riservata

Senza scelte coraggiose il Ssn rischia di restare universale solo sulla carta. Manovra e non solo, ecco le sfide che attendono la sanità in autunno
Senza scelte coraggiose il Ssn rischia di restare universale solo sulla carta. Manovra e non solo, ecco le sfide che attendono la sanità in autunno

La sanità va in ‘vacanza’ lasciando aperti quasi tutti i suoi principali cantieri. E quando, tra qualche settimana, Governo, Parlamento e Regioni torneranno al lavoro, non ci sarà più molto...

Il Ssn recupera personale: +1,6% nel 2024. Più assunzioni che pensionamenti, ma il personale resta anziano
Il Ssn recupera personale: +1,6% nel 2024. Più assunzioni che pensionamenti, ma il personale resta anziano

Il Servizio sanitario nazionale continua a recuperare personale dopo gli anni di contrazione che hanno caratterizzato il decennio scorso. Nel 2024 gli addetti delle strutture pubbliche del Ssn raggiungono quota...

Teleradiologia, Agenas apre la consultazione pubblica sul Documento di indirizzo
Teleradiologia, Agenas apre la consultazione pubblica sul Documento di indirizzo

Agenas ha aperto la consultazione pubblica sul “Documento di Indirizzo per lo sviluppo e la gestione della Teleradiologia”, predisposto da un Gruppo di Lavoro istituito con delibera direttoriale n. 245...

Clima, salute e migrazioni. L’Oms lancia le priorità globali della ricerca: “Servono più evidenze per guidare le politiche sanitarie”
Clima, salute e migrazioni. L’Oms lancia le priorità globali della ricerca: “Servono più evidenze per guidare le politiche sanitarie”

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha lanciato un nuovo programma globale di priorità di ricerca dedicato all'intersezione tra cambiamento climatico, salute e migrazioni, con l'obiettivo di rafforzare le basi scientifiche...