Chirurgia. “Operazione sicurezza”. Vademecum di Cittadinanzattiva per affrontare al meglio il bisturi e scongiurare gli errori

Chirurgia. “Operazione sicurezza”. Vademecum di Cittadinanzattiva per affrontare al meglio il bisturi e scongiurare gli errori

Chirurgia. “Operazione sicurezza”. Vademecum di Cittadinanzattiva per affrontare al meglio il bisturi e scongiurare gli errori
Ogni anno più di 4 milioni di interventi chirurgici. Ortopedia l'area più a rischio d'errore. Consigli pratici e informazioni su diritti, normative e procedure per una migliore collaborazione tra medico e cittadino in chirurgia. Una vera e propria guida, realizzata con il contributo di Baxter, nata grazie alle segnalazioni arrivate al Tribunale per i Diritti del Malato.

Il ricovero per un intervento chirurgico rappresenta un evento importante sul quale non sono pochi i dubbi e talvolta anche le paure nutrite dal cittadino che si deve operare ma anche dalla sua famiglia. Scegliere il luogo, documentarsi sulle tecniche e sulle dotazioni delle strutture, capire cosa succede nel post-operatorio aiuta il paziente ad acquisire fiducia e sicurezza prima dell’intervento. Spesso, tuttavia, disporre delle informazioni necessarie non è così semplice. Per questo Cittadinanzattiva, partendo dalle segnalazioni giunte al Tribunale per i Diritti del Malato, ha realizzato la guida Operazione sicurezza, cosa fare e cosa sapere in caso di intervento chirurgico. La Guida, realizzata con il contributo non condizionato di Baxter – azienda impegnata anche nella promozione di una campagna informativa al medico e al cittadino sulla sicurezza in chirurgia (www.chirurgiapiusicura.it) – è stata presentata al pubblico oggi presso il Salone della Direzione generale del Policlinico Umberto I. La guida è disponibile online sul sito web www.cittadinanzattiva.it 
 
Sono più di 4 milioni gli interventi chirurgici effettuati ogni anno in Italia. Più di un terzo degli errori (36,91%) per i quali i cittadini hanno richiesto un risarcimento ha riguardato l’area chirurgica; le specialità cliniche maggiormente interessate sono: Ortopedia (13,54%), Struttura e parti comuni (11,99%), Chirurgia generale (7,97%), Ostetricia e ginecologia (4,78%), Dea/Pronto soccorso (4,53%%), Cardiochirurgia (4,47%), Odontoiatria (4,38%), Oculistica e Oftalmologia (3,90%).
Dai dati del Rapporto PiT Salute 2013 del Tribunale per i diritti del malato emerge che, nell’ambito delle liste di attesa, dopo le visite specialistiche, sono gli interventi chirurgici (28,1%) l’ambito in cui i cittadini lamentano tempi di attesa troppo lunghi. Inoltre, nell’ambito della sicurezza e della malpractice, nel 2012 il 23% dei cittadini si è lamentato delle condizioni delle strutture (era il 15% nel 2011), in particolar modo per la fatiscenza degli ambienti.

L’obiettivo della Guida è rilanciare il tema della sicurezza in chirurgia, fornendo consigli pratici e informazioni su diritti, normative, procedure e aspetti della sicurezza nell’ambito degli interventi chirurgici. Ad esempio: scegliere la struttura nella quale operarsi prestando ascolto ai consigli del medico di famiglia più che al passaparola, e consultando la Carta dei servizi: questa ci aiuta a conoscere l’organizzazione dei reparti, gli standard e gli impegni, le tipologie di prestazioni, i tempi di attesa, le dotazioni strumentali e le tecniche operatorie della struttura scelta.
Ancora, partecipare attivamente al percorso sanitario proposto dalla equipe medica, fornendo tutte le informazioni sulla propria salute e sull’anamnesi, prevenendo le infezioni ospedaliere tramite semplici accorgimenti come il lavaggio delle mani, firmando in maniera consapevole il consenso informato. Pretendendo dai medici e concedendo agli stessi il tempo e lo spazio adeguato prima di tornare a casa dopo l’intervento perché ad esempio, la lettera di dimissioni e la cartella clinica sono strumenti fondamentali per il decorso post-operatorio.

In sintesi un vademecum per il cittadino:
1. Affidarsi ai consigli del medico di medicina generale e dello specialista.
2. Scegliere la struttura adeguata in base alla equipe chirurgica, al comfort, ai servizi offerti, alle innovazioni tecnologiche utilizzate, anche basandosi sulle Carte dei servizi.
3. Collaborare con i sanitari, fornendogli tutte le informazioni cliniche utili, durante l’anamnesi e l’esame obiettivo.
4. Prepararsi all’intervento seguendo le indicazioni dei medici ed infermieri (dieta, terapia, indumenti, altre accortezze).
5. Fare la propria parte per ridurre il rischio di infezioni, lavandosi frequentemente le mani, curando l’igiene personale, segnalando eventuale febbre o permanenza prolungata di cateteri.
6. Esprimere in maniera consapevole il consenso informato, ovvero accettare il percorso diagnostico-terapeutico proposto dal medico, dopo aver chiarito ogni dubbio e preso coscienza delle eventuali alternative.
7. Non soffrire inutilmente! Dal 2010 esiste una legge (n.38) che tutela il diritto del paziente a non soffrire inutilmente e che obbliga i sanitari a porre attenzione al dolore, misurandolo e trattandolo adeguatamente
8. Dopo l’intervento, è opportuno fare attenzione allo stile di vita, ai comportamenti da tenere (quando e come muoversi, cibi si/no, farmaci da assumere).
9. Prima di andare a casa, richiedere copia della documentazione clinica.
10. Fidarsi, collaborare e partecipare: tre parole d’ordine per una operazione in sicurezza.
 
La guida “Operazione Sicurezza” è stata realizzata da Cittadinanzattiva, con il contributo non condizionato di Baxter, in collaborazione con il Ministero della Salute, Acoi (Associazione chirurghi ospedalieri italiani), Aiop (Associazione italiana ospedalità privata), Anmdo (Associazione nazionale dei medici delle direzioni ospedaliere), Cic (Collegio italiano dei chirurghi), Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere) Fcc (Fondazione chirurgo e cittadino) Gise (Società italiana di cardiologia invasiva), Collegio Ipasvi, Nuova Associazione sindacale chirurghi ortopedici traumatologici italiani, Siaarti (Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva), Sicob (Società italiana di chirurgia dell’obesità e delle malattie metaboliche), Sicoop Società Italiana Ortopedici, Sicut (Società italiana di chirurgia d’urgenza e del trauma), Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia), Siot (Società italiana di ortopedia e traumatologia) e Siust (Società italiana ustioni). 

20 Maggio 2014

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