Ddl Calderoli. Sono completamente assenti i Lep in materia sociosanitaria

Ddl Calderoli. Sono completamente assenti i Lep in materia sociosanitaria

Ddl Calderoli. Sono completamente assenti i Lep in materia sociosanitaria
Si danno per scontati quelli individuati nel Dpcm, 12 gennaio 2017. Per l’appunto, i Lea antecedenti al Covid. Una tale omissione rappresenta un danno gravissimo sia in termini di esigibilità necessaria agli assistiti che di prefigurazione della condizione essenziale per: l’introduzione a regime del federalismo fiscale; l’accettabilità sociale della differenziazione legislativa della materia salute

A leggere il DDL delega elaborato dal ministro Roberto Calderoli sulla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni viene lo sgomento. Sembra, infatti, un mero appendice del lavoro portato al termine dal Clep a fine ottobre 2024, a lordo di tutte le superficialità e degli errori di ipotesi allora rilevabili e rilevati.

La cosa più grave è rilevare che nel Ddl sono completamente assenti i LEP in materia sociosanitaria. Si danno per scontati quelli individuati nel Dpcm, 12 gennaio 2017. Per l’appunto, i Lea antecedenti al Covid. Una tale omissione rappresenta un danno gravissimo sia in termini di esigibilità necessaria agli assistiti che di prefigurazione della condizione essenziale per: l’introduzione a regime del federalismo fiscale; l’accettabilità sociale della differenziazione legislativa della materia salute. Senza la ridefinizione dei Lea sarà infatti impossibile individuare i costi standard relativi alle tre macroaree assistenziali e quindi a definire, politicamente, i fabbisogni standard diversi per ogni Regione, da assistere finanziariamente, se deboli, anche con la perequazione. Tutto questo discorso vale ovviamente anche per l’assistenza sociale, considerata la necessaria integrazione con la sanità. Non solo. Toccherà anche ai trasporti pubblici locali, assistiti anche essi dalla perequazione al 100%, anche se solo in conto investimenti.

Ma su tutto va tenuto in considerazione un altro fenomeno da sempre e da tutti trascurato. La tutela della salute è la materia che assume la massima trasversalità, meglio la pretende. Il tema infatti della salute non può essere mantenuto estraneo alla scuola, alla sicurezza del lavoro anche domestico, all’alimentazione, all’ambiente, all’agricoltura, al governo del territorio (urbanistica in primis), all’esercizio dello sport e perché no alle altre tante materie che contribuiscono a fare salute ovvero ad impedirla.

Una indispensabile materia ambito multifaceted, quella del diritto alla salute dell’individuo, che ha trovato sino ad ora, con i due Dpcm del 2001 e del 2017, una copertura assai parziale, tale da generare guasti sia nella sopravvenienza delle patologie che alla loro prevenzione.

Il disegno di legge delega, a leggerlo bene, si presenta con una ratio sconvolta rispetto a quella rappresentativa della volontà del legislatore costituzionale di individuare, nell’art. 117, comma 2, lett. m), lo strumento per assicurare i diritti civili e sociali a tutta la Nazione uniformemente: il Lep. Questo acronico che sta a rappresentare le prestazioni essenziali alla vita delle persone da rendere loro ad un livello di efficienza standardizzata. Il dubbio che rimane è quello di capire quale tra queste siano più importanti e fondamentali per la salute messa a terra, cui tutte le altre materie, nessuna esclusa, devono ampiamente contribuire a renderla percepibile da tutti in modo egualitario.

Ettore Jorio

 Ettore Jorio

21 Marzo 2025

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