Debito Asl verso le Pmi a quota 23 miliardi. Per la Cgia di Mestre è anche colpa dei prezzi gonfiati a fronte dei forti ritardi nei pagamenti

Debito Asl verso le Pmi a quota 23 miliardi. Per la Cgia di Mestre è anche colpa dei prezzi gonfiati a fronte dei forti ritardi nei pagamenti

Debito Asl verso le Pmi a quota 23 miliardi. Per la Cgia di Mestre è anche colpa dei prezzi gonfiati a fronte dei forti ritardi nei pagamenti
Secondo la Cgia di Mestre una parte dei ritardi nei pagamenti è dovuta in molti casi al fatto che le forniture continuano ad essere acquistate con forti differenze di prezzo tra le varie regioni: in alcune, in particolar modo del Sud, avvengano accordi informali tra le parti per cui le Asl o le case di cura impongono ai propri fornitori pagamenti con ritardi pesantissimi a fronte però di prezzi superiori 

Il debito pubblico negli utlimi anni è in calo, ma non quello commerciale del servizio sanitario verso i fornitori e, secondo la Cgia di Mestre, la sanità italiana ha accumulato un debito con i propri fornitori di 22,9 miliardi di euro.

“Purtroppo, soprattutto nel Mezzogiorno, le nostre Asl continuano a essere in affanno con i pagamenti, mettendo così in seria difficoltà moltissime Pmi”, dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo.
 
Ma quali sono le cause che hanno determinato l’accumulazione di un debito così rilevante? La Cgia di Mestre ipotizza accordi tra Asl e fornitori: le prime imporrebbero ai secondi – soprattutto nel Meridione –  pagamenti con forti ritardi che compenserebbero però con prezzi superiori al normale.
 
Secondo Zabeo “se è noto che le Asl pagano da sempre con molto ritardo è altrettanto vero che in molti casi le forniture continuano ad essere acquistate con forti differenze di prezzo tra le varie regioni. Se, come ha avuto modo di denunciare la Fondazione Gimbe, nella sanità italiana si annidano circa 22,5 miliardi di euro di sprechi, è verosimile ritenere che una parte dei ritardi nei pagamenti sia in qualche modo riconducibile alle distorsioni sopra descritte. In altre parole, non è da escludere che in alcune Regioni, in particolar modo del Sud, avvengano accordi informali tra le parti per cui le Asl o le case di cura impongono ai propri fornitori pagamenti con ritardi pesantissimi, ma a prezzi superiori rispetto a quelli, ad esempio, praticati nel settore privato”.

16 Settembre 2017

© Riproduzione riservata

Corte dei conti. Aumentano le risorse in sanità ma non la capacità di trasformarle in servizi. Restano i nodi su territorio, prevenzione e personale
Corte dei conti. Aumentano le risorse in sanità ma non la capacità di trasformarle in servizi. Restano i nodi su territorio, prevenzione e personale

Più risorse per la sanità, ma ancora troppe difficoltà nel trasformarle in servizi, strutture operative, investimenti realizzati e presa in carico dei cittadini. È questa la fotografia che emerge dalla...

Ricoveri ospedalieri. Nel 2024 oltre 8 milioni di dimissioni: +1,1% sul 2023 ma ancora -5,6% rispetto al pre-Covid. In calo l’inappropriatezza. Boom ricoveri per influenza negli anziani
Ricoveri ospedalieri. Nel 2024 oltre 8 milioni di dimissioni: +1,1% sul 2023 ma ancora -5,6% rispetto al pre-Covid. In calo l’inappropriatezza. Boom ricoveri per influenza negli anziani

L’attività ospedaliera italiana continua a risalire dopo il crollo registrato nel 2020, ma non ha ancora recuperato pienamente i livelli pre-pandemia. Nel 2024 le schede di dimissione ospedaliera acquisite dal...

Spesa farmaceutica, il tetto non basta. Ma l’Italia deve decidere se governare l’innovazione o continuare a rincorrerla
Spesa farmaceutica, il tetto non basta. Ma l’Italia deve decidere se governare l’innovazione o continuare a rincorrerla

All’indomani dell’Assemblea di Farmindustria resta una sensazione difficile da scacciare. La politica promette, le imprese chiedono, tutti invocano innovazione, competitività, accesso rapido alle cure, superamento del payback, attrattività del Paese....

Dipendenze, quasi 350mila under 18 hanno usato sostanze illegali. Meloni: “Vecchie dipendenze si intrecciano alle nuove”
Dipendenze, quasi 350mila under 18 hanno usato sostanze illegali. Meloni: “Vecchie dipendenze si intrecciano alle nuove”

Cannabis e cocaina restano le sostanze illegali più diffuse in Italia, mentre cresce l’attenzione su nuove sostanze psicoattive, uso combinato di sostanze, gioco d’azzardo e dipendenze digitali tra i più...