Dialisi. La ricerca ANED: centri italiani promossi. Migliorabile la presa in carico del paziente

Dialisi. La ricerca ANED: centri italiani promossi. Migliorabile la presa in carico del paziente

Dialisi. La ricerca ANED: centri italiani promossi. Migliorabile la presa in carico del paziente
Otto pazienti su 10 danno voti alti alla dialisi italiana. Il giudizio si abbassa un pochino rispetto al rapporto con l’ambiente esterno e con il personale sanitario, evidenziando margini di miglioramento.  L’attenzione anche verso la prevenzione. Paris (ANED) sottolinea la necessità di sostenere il SSN

La dialisi italiana è ‘promossa’ dall’80% dei pazienti. È il risultato di una ricerca dell’Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto Onlus (Medaglia d'Oro al Merito della Sanità Pubblica), presentata oggi a Roma. La ricerca, condotta tra novembre dicembre 2013 su circa 300 pazienti nefropatici dalle varie regioni italiane, mette in luce laqualità delle strutture e dell’assistenza clinica, due punti di forza dei centri specializzati su territorio nazionale.
I pazienti hanno risposto ad un questionario composto da 31 domande, suddivise in sette aree di valutazione, che ha messo in evidenza esito positivo con punteggio superiore al punteggio medio in una scala da 1 a 5.
 
“In particolare”, spiega Valentina Paris, Presidente ANED, “la percezione delle fasi di erogazione delle dialisi sfiora una valutazione media di 4, a dimostrazione di quanto gli standard di cura medici e sanitari siano considerati a livelli di eccellenza”. Il risultato stimola ad aumentare l’impegno per combattere la malattia, che è spesso una ‘trappola’ per il paziente e i suoi familiari, sottolinea il Presidente: “legati a una macchina tre volte la settimana per 4-5 ore per tutta la vita da cui ci si libera solo con il trapianto renale, ancora purtroppo insufficiente per il fabbisogno: 6680 dializzati in attesa a fronte di 1500 interventi eseguiti nel 2013”. In Italia, sono ben 5 milioni i pazienti affetti da insufficienza renale cronica, come riporta ANED, di cui 50mila sottoposti a dialisi.
 
Nonostante la ‘promozione’ della dialisi italiana da parte dei pazienti, alcuni aspetti possono essere migliorati: si tratta soprattutto della presa in carico del paziente, sia in termini di rapporto con l’ambiente che in termini di rapporto con il personale medico e infermieristico (ospitalità e privacy): in questo caso i punteggi forniti dagli intervistati si abbassano un po’, pur mantenendosi ampiamente sopra la sufficienza. Gli spazi di accoglienza, il rispetto della privacy in tutte le fasi della procedura di dialisi e il tempo dedicato da parte del personale rimangono in attesa di una risposta più convincente, come sottolinea la ricerca ANED.

Dallo studio emerge anche la partecipazione del paziente alla definizione e miglioramento della propria cura, che si evince anche dalla consapevolezza del modello in essere – pubblico, privato o con attività in service – nel proprio centro di riferimento. In generale, gli esperti di diversi Enti (EDTNA/ERCA, Policlinico di Bari e Nephrocare) sottolineano l’importanza dell’aspetto relazionale tra operatore e paziente.
Ma l’attenzione deve essere rivolta anche alla prevenzione, alla diagnosi precoce, alla cura per il rallentamento della progressione della malattia renale e al trapianto renale. “In questo percorso il ruolo del sistema sanitario nazionale è fondamentale e va sostenuto”, conclude Paris. “È urgente capire qual è la direzione che la crisi economica sta imprimendo al diritto alla salute nel nostro Paese. Si parla di spendig review, ma non si nota una vera lotta agli sprechi. Intanto persiste la tecnica dei tagli lineari alla spesa sanitaria, che mettono in difficoltà territori e spingono fuori dalla tutela  molti cittadini”.
 
Viola Rita

Viola Rita

18 Febbraio 2014

© Riproduzione riservata

L’interoperabilità dei dati sanitari può far risparmiare fino al 6,6% della spesa sanitaria. Ocse: “Ma i sistemi sono ancora troppo frammentati”
L’interoperabilità dei dati sanitari può far risparmiare fino al 6,6% della spesa sanitaria. Ocse: “Ma i sistemi sono ancora troppo frammentati”

L’interoperabilità dei dati sanitari rappresenta una delle principali leve per rendere più efficienti, sicuri e sostenibili i sistemi sanitari. Eppure, nonostante gli ingenti investimenti nella digitalizzazione degli ultimi vent’anni, la...

Screening oncologici 2025: più di un italiano su 2 non aderisce. Migliora la mammografia e frena lo screening cervicale. Resta il divario Nord-Sud
Screening oncologici 2025: più di un italiano su 2 non aderisce. Migliora la mammografia e frena lo screening cervicale. Resta il divario Nord-Sud

Sono oltre 17,7 milioni i cittadini invitati nel 2025 ai programmi di screening oncologico organizzati dal Servizio sanitario nazionale e più di 7,5 milioni quelli che hanno aderito ai controlli....

Oltre uno studente su sei presenta almeno un comportamento a rischio tra social media, gaming e gioco d’azzardo
Oltre uno studente su sei presenta almeno un comportamento a rischio tra social media, gaming e gioco d’azzardo

Più di uno studente italiano su sei tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio legato all'uso problematico dei social media, al gaming o al...

Incidenti stradali, 2.868 vittime in Italia bel 2025 (-5,3%) e 237.822 feriti (+1,7%). I dati Istat
Incidenti stradali, 2.868 vittime in Italia bel 2025 (-5,3%) e 237.822 feriti (+1,7%). I dati Istat

Nel 2025 il livello di mobilità è tornato ai livelli prepandemici, con una riduzione del numero delle vittime per incidentalità stradale nell’ultimo anno a fronte di un incremento degli incidenti...