Doping. Positivi il 4,1% degli atleti controllati. Gli uomini ne fanno ricorso 4 volte più delle donne

Doping. Positivi il 4,1% degli atleti controllati. Gli uomini ne fanno ricorso 4 volte più delle donne

Doping. Positivi il 4,1% degli atleti controllati. Gli uomini ne fanno ricorso 4 volte più delle donne
Nelle 297 manifestazioni controllate, complessivamente sono risultati positivi 58 casi. La percentuale di positività è pari al 5,1% tra gli uomini e all' 1,8% tra le donne. La differenza di genere emerge anche per quanto riguarda l'età media degli atleti risultati positivi che è di 43,7 anni per gli uomini e 39,1 per le donne. IL RAPPORTO DEL MINISTERO

Nel corso del 2014, la Commissione per la Vigilanza ed il controllo sul Doping e per la tutela della salute nelle attività sportive (CVD), istituita presso il Ministero della Salute, ha programmato controlli antidoping su 297 manifestazioni sportive: nel 92,3% di queste (274 manifestazioni) i controlli si sono svolti regolarmente, mentre in 23 manifestazioni non sono stati portati a termine (7,7%).

I controlli hanno riguardato sia le manifestazioni delle Federazioni Sportive Nazionali (FSN) e delle Discipline Sportive Associate (DSA), che quelle degli Enti di Promozione Sportiva (EPS). La maggior parte dei controlli è stata eseguita "in gara". Fuori gara sono stati eseguiti 13 controlli su disposizione dei NAS. Tra gli atleti convocati fuori gara, 10 praticano il ciclismo, 1 il calcio e 2 sono tesserati UISP.

Sono stati sottoposti a controllo antidoping complessivamente 1427 atleti, di cui 976 maschi (68,4%) e 451 femmine (31,6%) con un'età media di 30,6 anni (31,4 i maschi e 28,9 le femmine). Il 27,2% (n=388) degli atleti sottoposti a controllo antidoping dalla CVD, sono stati esaminati su specifica richiesta dei NAS. Di questi, 337 sono maschi (86,9%) e 51 femmine (13,1%).

Dai risultati delle analisi di laboratorio è emerso che dei 1427 atleti controllati 60 sono inizialmente risultati positivi ai test antidoping. Gli ulteriori accertamenti analitici e/o documentali hanno permesso l'archiviazione di 2 casi: un atleta positivo al prednisone per il cui utilizzo ha fornito il TUE, ed un altro atleta positivo al budesonide di cui ha dichiarato l'utilizzo per via inalatoria nei giorni precedenti la gara. Si ricorda a tal proposito che l'assunzione di budesonide per via inalatoria non è vietata in base alla attuale normativa antidoping.

Complessivamente sono risultati positivi 58 casi, pari al 4,1% degli atleti sottoposti a controllo. E' stata tuttavia rilevata una sostanziale differenza di genere tra gli atleti risultati positivi: si osserva infatti che la percentuale di positività è pari al 5,1% tra gli uomini e all' 1,8% tra le donne. La differenza di genere emerge anche per quanto riguarda l'età media degli atleti risultati positivi ( M: 43,0 anni): 43,7 anni per gli uomini, 39,1 per le donne.
 
Fonte: Ministero della Salute

26 Maggio 2015

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