E-cig. La ricerca dell’Iss e del S.Giovanni Bosco di Torino. “Può aiutare un fumatore su due ad abbandonare sigaretta tradizionale”

E-cig. La ricerca dell’Iss e del S.Giovanni Bosco di Torino. “Può aiutare un fumatore su due ad abbandonare sigaretta tradizionale”

E-cig. La ricerca dell’Iss e del S.Giovanni Bosco di Torino. “Può aiutare un fumatore su due ad abbandonare sigaretta tradizionale”
Monitorati  34 fumatori, 18 uomini e 16 donne, di età media di 40 anni, che consumavano circa 20 sigarette al giorno da almeno venti anni. Dopo il primo mese, il 74% utilizzava la sola sigaretta elettronica, un 18% fumava sia la sigaretta elettronica che una –cinque sigarette normali e solo un 8% continuava a fumare le normali sigarette.

Un fumatore su due può abbandonare l’uso della sigaretta tradizionale con una significativa riduzione del danno respiratorio grazie a un utilizzo guidato della sigaretta elettronica. È la conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Centro Antifumo dell’Ospedale San Giovanni Bosco ASL TO 2 di Torino che hanno monitorato l’uso dell’e-cig in 34 forti fumatori resistenti ad ogni tipo di intervento di cessazione al fumo.

“Per prendere decisioni sulla sigaretta elettronica studi come questi sono importanti e necessari perché consentono di comprendere i limiti e le opportunità offerte da questo strumento – afferma Walter Ricciardi, Commissario straordinario dell’Istituto Superiore di Sanità – Questo studio mostra in particolare l’importanza di usare la sigaretta elettronica come strumento di disassuefazione in ambito sanitario. La sua efficacia, infatti, è legata al suo corretto uso che permette, nei forti fumatori, di assimilare la giusta quantità di nicotina per evitare nel paziente tossicità da eccesso o crisi di astinenza”.

Lo studio ha riguardato 34 fumatori, 18 uomini e 16 donne, di età media di 40 anni, che consumavano circa 20 sigarette al giorno da almeno venti anni, reclutati al centro Antifumo dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. I partecipanti allo studio venivano visitati esaustivamente e veniva misurato il monossido di carbonio nell’espirato quale marcatore dell’assorbimento dei prodotti di combustione della sigaretta. A tutti è stato proposto l’uso della sigaretta elettronica in sostituzione delle normali sigarette.

L’equipe sanitaria forniva ai partecipanti un kit completo con il device elettronico, i caricabatterie per ricaricare il device e una serie di liquidi contenenti nicotina, scelti dal fumatore in base alle sue preferenze sugli aromi. I professionisti della salute insegnavano inoltre ai fumatori il corretto utilizzo del device, insegnavano cioè “come si assorbe nicotina dalla sigaretta elettronica” senza incorrere in crisi astinenziali o iperdosaggi.

“Già dopo il primo mese di studio, il 74% dei partecipanti utilizzava la sola sigaretta elettronica, un 18% fumava sia la sigaretta elettronica che una –cinque sigarette normali e solo un 8% dei partecipanti continuava a fumare le normali sigarette. – spiega Fabio Beatrice, Direttore Centro Antifumo San Giovanni Bosco di Torino – Chiaramente i fumatori di elettronica e i fumatori misti presentavano un valore di monossido di carbonio nell’espirato significativamente più basso, raggiungendo i livelli cosiddetti normali (0,3-0,5%) presenti nella popolazione non fumatrice”.

“Con questo studio abbiamo dimostrato inoltre che il metabolita plasmatico della nicotina, la cotinina, aveva concentrazioni simili a quelle di partenza nei tre gruppi, indicando che i fumatori di elettronica erano capaci di assumere tutta la nicotina necessaria per evitare il fenomeno di craving ossia la crisi di astinenza – spiega Roberta Pacifici, Direttore dell’Osservatorio Fumo Alcol e Droga dell’ISS – Dopo quattro mesi dall’inizio dello studio, un 50% dei partecipanti allo studio usava esclusivamente la sola sigaretta elettronica, un 24% si dichiarava fumatore misto ed un 26% tornava ad essere fumatore di sole sigarette di tabacco. Tuttavia in questi ultimi due gruppi è presente una riduzione significativa del numero di sigarette quotidiane con una conseguente diminuzione significativa, anche nei fumatori puri, del monossido di carbonio nell’espirato e pertanto una significativa dell’indicatore di danno polmonare”.

Il prossimo passo dello studio, attualmente in preparazione, prevede la riduzione scalare della quantità di nicotina assunta, sotto la guida del personale sanitario, al fine di arrivare ad una riduzione significativa anche del danno a carico del sistema cardiovascolare.  “La sigaretta elettronica inserita in una specifica metodologia clinica, come alternativa ai mezzi tradizionali per smettere di fumare, permette di migliorare il supporto tecnico-sanitario per i fumatori più resistenti – conclude Maurizio Dall’Acqua, Direttore Generale ASL TO 2 – l’importanza di questa sperimentazione premia l’impegno della nostra azienda nella lotta al tabagismo e nella promozione di stili di vita sani, che si attua non solo nella cura ma anche nella ricerca”.
 

14 Novembre 2014

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