Emergenza smog. Sono 54 le città che nel 2019 hanno superato il limite per le polveri sottili o per l’ozono. Il rapporto Legambiente

Emergenza smog. Sono 54 le città che nel 2019 hanno superato il limite per le polveri sottili o per l’ozono. Il rapporto Legambiente

Emergenza smog. Sono 54 le città che nel 2019 hanno superato il limite per le polveri sottili o per l’ozono. Il rapporto Legambiente
Torino ha raggiunto le 147 giornate fuorilegge (86 per il pm10 e 61 per l’ozono), seguita da Lodi con 135 (55 per pm10 e 80 per ozono) e Pavia con 130 (65 superamenti per entrambi gli inquinanti). E dall’inizio dell’anno ci sono già cinque città (Frosinone, Milano, Padova, Torino e Treviso) che hanno registrato ben 18 sforamenti per il di PM10. “Nonostante il trend in calo, ci sono città che rimangono malate croniche di inquinamento atmosferico e che non sembrano poterne uscire fuori”, commenta Legambiente. IL REPORT MAL'ARIA

In Italia l’emergenza smog è sempre più cronica e si ripresenta puntale ogni anno. A dimostralo i nuovi dati di Mal’aria, il report annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico in città, che quest’anno scatta una triplice foto sul nuovo anno che si è aperto con città in codice rosso, sul 2019 e sul decennio che ci siamo lasciati alle spalle.

La situazione è la seguente. Il 2019 è stato un anno nero per la qualità dell’aria. Sono state ben 54 le città che nel 2019 hanno superato il limite previsto per le polveri sottili (Pm10) o per l’ozono (O3), stabiliti rispettivamente in 35 e 25 giorni nell’anno solare. Torino ha raggiunto le 147 giornate fuorilegge (86 per il pm10 e 61 per l’ozono), seguita da Lodi con 135 (55 per pm10 e 80 per ozono) e Pavia con 130 (65 superamenti per entrambi gli inquinanti). Agli ultimi posti Roma (27 giorni), Macerata (28) e Pordenone (29).

Entrando nello specifico degli inquinati monitorati nel 2019 dalle campagne di Legambiente PM10 ti tengo d’occhio e Ozono ti tengo d’occhio, basate sull’analisi dei dati forniti dall’Arpa e riferite alle centraline urbane, emerge come per il Pm10 siano 26 le città capoluogo di provincia che hanno superato il limite giornaliero (35 giorni con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi metro cubo). A guidare la classifica per le polveri sottili anche per il 2019 c’è Torino (centralina Grassi) con 86 giorni di superamento, seguita da Milano (Marche) con 72 giornate fuorilegge e Rovigo (centro) con 69. Seguono con 68 giorni Frosinone (scalo) e Venezia (Beccaria e Tagliamento), Alessandria (D’Annunzio) con 66 mentre Padova (Arcella) e Pavia (P.zza Minerva) si sono fermate a 65 giorni; Cremona (P.zza Cadorna) 64 e Treviso (S. Agnese) 62 chiudono la top ten del 2019.

Facendo il punto su 10 anni di campagna“Pm10 ti tengo d’occhio”, dal reparto Legabiente emerge come su 67 città che almeno una volta sono entrate nella speciale classifica, il 28% di queste (19 città) hanno superato i limiti giornalieri di Pm10 tutti gli anni, 10 volte su 10 (Alessandria, Asti, Brescia, Cremona, Frosinone, Lodi, Milano, Modena, Napoli, Padova, Pavia, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Torino, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza). Altre 6 città (il 9%) hanno superato i limiti 9 volte su 10 (Bergamo, Ferrara, Monza, Parma, Piacenza, Terni). “A dimostrazione – secondo Legambiente – di come nonostante il trend in calo degli ultimi anni, ci sono città che rimangono malate croniche di inquinamento atmosferico e che, dati alla mano, non sembrano poterne uscire fuori”.

Torino in questi 10 anni è stata prima 7 volte su 10 nella “speciale” classifica, collezionando in totale 1086 giorni di inquinamento in città. Frosinone, che nei dieci anni appena trascorsi è stata sul podio ben 7 volte, è la sola altra città ad aver sfondato il muro dei 1.000 giorni di inquinamento.

E’ il 2020 come sta andando? Non bene, se si considera che ad oggi cinque città (Frosinone, Milano, Padova, Torino e Treviso le città) hanno già registrato 18 sforamenti per il di PM10.

In questo quadro l’auto privata continua ad essere il mezzo di trasporto più utilizzato, se ne contano 38 milioni e soddisfano complessivamente il 65,3% degli spostamenti.

23 Gennaio 2020

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