Farmaci scaduti. Il 61% delle famiglie italiane li cestinano correttamente. Ma al centro sud non si raggiunge il 50%. Il rapporto Istat

Farmaci scaduti. Il 61% delle famiglie italiane li cestinano correttamente. Ma al centro sud non si raggiunge il 50%. Il rapporto Istat

Farmaci scaduti. Il 61% delle famiglie italiane li cestinano correttamente. Ma al centro sud non si raggiunge il 50%. Il rapporto Istat
La quota è raddoppiata dal 1998 ad oggi. Tuttavia, se a fare la raccolta differenziata di farmaci scaduti è il 77,3% delle famiglie del Nord Est e il 75,2% delle famiglie del Nord Ovest, al Centro la percentuale si ferma al 48,5% e scende al 45,6% al Sud e Isole. I dati nel Rapporto Istat su Italiani e Ambiente.

Un rapporto difficile quello tra italiani e ambiente. Se infatti i cittadini ritengono che la salvaguardia ambientale debba essere assicurata soprattutto dai cittadini stessi e dalle istituzioni, entrambi indicati da circa il 70% delle persone mentre minore rilevanza viene attribuita al contributo delle imprese (30% circa), tuttavia poco meno di metà della popolazione (45%) nel 2012 ha dichiarato di interessarsi alle tematiche ambientali. Questo perché, a distanza di quasi 15 anni, si è attenuta la percezione da parte dei cittadini del rischio ambientale a livello locale. Tuttavia cresce la quota di famiglia italiane che invece effettuano la raccolta differenziata. Anche quella dei farmaci. Se le famiglie che smaltivano correttamente i farmaci (utilizzando cioè gli appositi "cestini" per farmaci scaduti che si trovano all'interno o davanti alle farmacie) erano il 37,3% nel 1998, la quota è infatti crescita al 60,8% nel 2012.

Sono questi alcuni dei dati contenuti nell’ultimo rapporto Istat su Popolazione e ambiente: comportamenti, valutazioni e opinioni.

Dal rapporto emerge, tra le altre cose, che il 73% dei cittadini indica inceneritori e discariche di rifiuti come impianti la cui prossimità all'abitazione desta preoccupazione; poco più del 40% indica industrie petrolifere e/o petrolchimiche e industrie chimiche e/o farmaceutiche. Le preoccupazioni della popolazione si indirizzano soprattutto verso l'inquinamento atmosferico (indicato dal 52% dei cittadini), la produzione e lo smaltimento dei rifiuti e i cambiamenti climatici (entrambi 47%), l'inquinamento delle acque (38%).

Rispetto al 1998, la propensione della popolazione ad adottare comportamenti attenti all'ambiente cresce solo lievemente, ad eccezione della quota di individui attenti al risparmio di acqua (dal 54% al 68%). I cittadini del Nord, comunque, si interessano dell’ambiente e delle tematiche ambientali più di quelle del Sud. Ad esempio, nel 2012 sono 14,2 su cento le famiglie che dichiarano di non effettuare la raccolta differenziata per nessuna tipologia di rifiuto (nel 1998 erano 36,6), ma se nel Nord Ovest a non effettuare la raccolta differenziata è il 3,6% delle famiglia e nel Nord Est il 4,6%, al Centro la quota di chi non differenzia sale al 18% e al Sud ed Isole raggiunge il 27,5%.

Ad essere differenziati sono soprattutto alcuni materiali: il vetro, dal 79,9% delle famiglia; la carta, dal 79,1%; la plastica, il 75%. Il 60,8%, come accennato, smaltisce separatamente anche i farmaci. Ma anche in questo ultimo caso le differenze regionali sono notevoli: si va dal 77,3% delle famiglie del Nord Est che smaltiscono correttamente i farmaci (erano il 54,8% nel 1998) e dal 75,2% del Nord Ovest (56,5% nel 1998), al 48,5% del Centro (28,7% nel 1198) fino al 45,6% del Sud e delle Isole (15,9% nel 1998).

In particolare, al primo posto per smaltimento dei farmaci ci sono le famiglie della P.A. di Trento (89,4% che lo effettua correttamente), seguite dai veneti (87,8%) e dalle famiglie della P.A di Bolzano (84,4%). I peggiori risultati sono quelli delle famiglie siciliane (solo il 26,7% smaltisce i farmaci separatamente) e quelle calabresi (29,2%).

09 Aprile 2014

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