Gimbe: “Pochi dati certi per riaprire. Rischio nuova ondata”

Gimbe: “Pochi dati certi per riaprire. Rischio nuova ondata”

Gimbe: “Pochi dati certi per riaprire. Rischio nuova ondata”
"Se le riaperture annunciate per il 18 maggio si baseranno esclusivamente sul tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva e in area medica tutte le regioni sono pronte. Se invece nelle decisioni entrano in gioco i casi notificati alla Protezione civile e il valore di Rt, gli effetti dell’allentamento del lockdown dello scorso 4 maggio potranno essere misurati solo dalla prossima settimana".

“Se da un lato i numeri dell’ultima settimana – Casi totali: +7.647 (+3,6%), Decessi: +1.422 (+4,8%), Ricoverati con sintomi: -3.597 (-22,8%), Terapia intensiva: -440 (-33,0%) – alimentano l’ottimismo e invitano ad anticipare riaperture di attività e servizi, dall’altro bisogna essere consapevoli che l’epidemia è ancora attiva, che in Italia si stimano 3-4 milioni di persone contagiate e che i soggetti asintomatici rappresentano una fonte certa di contagio” Ad esprimere questa perplessità è oggi il Presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta, che sottolinea però come “nel dibattito pubblico delle ultime settimane la vertiginosa rincorsa alle riaperture ha preso il sopravvento rispetto ad una scrupolosa programmazione sanitaria della fase 2 su cui non mancano criticità”.
 
Criticità evidenti per Cartabellotta “nell’assenza di una strategia di sistema ai problemi di approvvigionamento di mascherine e reagenti per i tamponi e nella mancata applicazione  di misureper spezzare la catena dei contagi alle autonome interpretazioni regionali delle evidenze scientifiche su test diagnostici e trattamenti”.
 
In sostanza, per la Fondazione, “i dati sull’andamento dei contagi che informeranno le eventuali riaperture del 18 maggio fotografano ancora la fase di lockdown e anche il valore di Rt viene calcolato sui dati delle due settimane precedenti come precisato dallo stesso ISS.
 
“Se lo scorso 8 maggio l’ISS ha reso noti i valori di Rt riferiti al 20 aprile – precisa Cartabellotta – domani potrà comunicare quelli riferiti al 27 aprile e solo tra due settimane conosceremo gli Rt conseguenti all’allentamento del 4 maggio”.
 
“Dunque questa a conclusione della Fondazione – se le riaperture annunciate per il 18 maggio si basano esclusivamente sul tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva e in area medica, tutte le Regioni sono pronte perché il dato è molto affidabile e soprattutto disponibile in tempo reale. Se al contrario entrano in gioco i casi notificati alla Protezione Civile e il valore di Rt, bisogna essere consapevoli che le decisioni in questo momento non possono per definizione essere informate dai dati perché l’impatto dell’allentamento del lockdown sarà misurabile solo a partire dalla prossima settimana”.
 
“Il contagioso entusiasmo per la fase 2 – dice infine Cartabellotta – sta generando un pericoloso effetto domino sulle riaperture rischiando di vanificare i sacrifici degli italiani. Infatti, decidere la ripresa di attività e servizi sulla base di dati che, occupazione di posti lettoa parte, riflettono ancora il periodo del lockdown, aumenta il rischio di una seconda ondata all’inizio dell’estate”.

14 Maggio 2020

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